ITALIA…….il bel paese!

 

Mentre sta andando in onda l'ennesima commercializzazione massmediatica del dolore suscitato dalla morte di Piermario Morosini e tanti sono in attesa del Vespa nazionale e di cosa ci racconterà, se proprio dovessi descrivere il mio sentimento in merito sarebbe di nausea e vomito.

Il cuore cede, il calciatore si accascia, l'arbitro all'inizio nemmeno se ne accorge tanto che dalla panchina entrano in campo prima che lui fischi, si forma un capannello intorno a Morosini e si vede qualcuno che gli pratica una sorta di massaggio cardiaco.

E' il dottor Paloscia, primario di Emodinamica presso l'ospedale di Pescara ma in quel caso solo un normalissimo spettatore della tribuna precipitatosi in campo percependo fin da subito la gravità della situazione.

Quello che è successo lo potete sentire dalla sua voce intervistato dal giornalista Rai presso il pronto soccorso di Pescara:

http://www.youtube.com/watch?v=2JkaEr-hgUI&feature=related

Praticamente i medici del 118 lo stanno solo ventilando quando lui arriva ed inizia a praticargli il massaggio cardiaco……….ma se non scendeva lui dalla tribuna chi glielo avrebbe fatto questo massaggio cardiaco?

Viene caricato sull'ambulanza che tarda ad arrivare perchè una macchina dei Vigili Urbani le ostruisce il passaggio, specchio fedele di questo grande paese, ed ora sono tutti ad interrogarsi se questi tre o quattro minuti sono fondamentali.

FONDAMENTALE è stata la mancanza di un defribillatore a bordo campo, accanto alla panchina, e di qualcuno che lo sapesse usare.

Bastava questo è Morosini probabilmente sarebbe ancora in vita risparmiandoci le cazzate che decine di trasmissioni diffondono con la consueta spettacolarizzazione televisiva della tragedia.

Paloscia nell'intervista parla di questo defribillatore come uno tra i tanti tentativi a cui sono ricorsi in quell'ora e mezzo che hanno provato a rianimarlo prima di arrendersi.

Sicuramente non è stato defibrillato in campo il povero Morosini e quando gli è stato praticato era tardi come forse era tardi quando Paloscia è arrivato su di lui per praticargli il massaggio cardiaco perchè in meno di due o tre minuti non credo sia stato possibile per il volenteroso Dottore arrivare sul paziente.

E da quelle poche nozioni che ho appreso frequentando alcuni corsi presso il posto di lavoro i primi due o tre minuti in certi casi sono decisivi.

Dalle dichiarazioni dello stesso Dottor Paloscia rilasciate al Pronto Soccorso sembrerebbe che Morosini sia deceduto per arresto cardiaco dovuto a fibrillazione ventricolare; se uno solo di quelle persone entrate in campo avesse avuto un defribillatore automatico chissà……!

Ed invece no perchè abbiamo assistito solo a tanta confusione intorno a lui; tanta gente ma nessuno sa cosa fare, ne bastava uno con l'AED Automatic External Defibrillator ed oggi parleremmo d'altro.

Sembrano quelle scatole con il manico che contengono le catene per neve ma possono salvarti la vita.

Sono un abbonato di Curva e quindi è li che lo vedo tutte le volte che gioca la Robur ma ce n'è perlomeno uno in tutti i settori dello stadio, anche in quello ospite, e non da ora ma da qualche anno.

E' in dotazione ai preziosi volontari del 118, angeli custodi della nostra salute nel caso qualcuno dovesse averne bisogno.

A Siena ci sono, a Pescara e nel resto d'Italia invece?

Sicuramente qualche inchiesta ce lo svelerà nei prossimi giorni per poi rimanere tutto come prima. 

Cercando in internet ho trovato una dichiarazione di un cardiologo; leggete cosa dice:

Il dottor Cecchini accusa: Negligenza a Pescara

Il dottor Maurizio Cecchini, cardiologo e docente dell’Università di Pisa lancia un j’accuse per il mancato utilizzo del defibrillatore in campo: “Guardate come viene trasportato verso l’ambulanza. Non un defibrillatore, non un massaggio cardiaco, non e’ incubato. Solo un pallone Ambu, non messo in azione.” Prosegue Cecchini: “Il DAE ci deve essere. Se c’e’ un medico lo usa il medico ma ci deve essere. se il medico non l’ha incubato e o massaggiato se ne deve assumere le responsabilità’ (se c’era il kit incubazione sulla ambulanza).”  E ancora, sulla sua pagina Facebook: “Non c’e’ defibrillatore, non e’ massaggiato non e’ intubato. La devono smettere di giocare a medici e soccorritori […] quei medici sportivi non sanno la differenza tra una DAE ed un tostapane. Niente defibrillatore, niente massaggio cardiaco, non incubazione. Come avrebbe potuto sopravvivere?” Infine, la filippica termina con una riflessione a freddo: “è l’ignoranza che miete vittime, la faciloneria, l’approssimazione. La conoscenza, lo studio riducono la mortalità’. Sono 5 anni che propongo all’Ordine dei Medici di poter tenere un corso sulla defibrillazione precoce, obbligatorio per tutti i Colleghi, in modo che sappiano usare i DAE (ne ho messi 54 nei vari campi sportivi, palestre, scuole ,etc..di Pisa). Nessuno mi ha mai ascoltato. Voi pensate forse che sappiano davvero le potenzialità’ di queste banali macchine? Che saprebbero usarli nella confusione di un arresto cardiaco per strada? Si pensa che l’emergenza sia un gran correre, darsi da fare. L’emergenza non e’ niente di tutto questo. Gestire l’ emergenza e’ il sapere, la conoscenza, la fatica di studiare e di insegnare.” Parole dure, che lasciano presagire il fatto che potrebbe essere aperta un’inchiesta in merito.

IGNORANZA, FACILONERIA, APPROSSIMAZIONE…………..di questo è morto Morosini.

Sappiamo tutti che l'arbitro ha il potere di fermare una partita in caso di striscioni vergognosi come spesso appaiono in qualche Curva ma non è mai successo; le società se la cavano con una multa grazie alla quale il giudice Giampaolo Tosel continua ad ingrassare il salvadanaio della Federazione.

E lo stesso fa quando vengono lanciati razzi o petardi; se l'episodio si ripete la sanzione è maggiore perchè c'è reiterazione della colpa ma nessuna società viene mai squalificata perchè Paparelli, tifoso laziale colpito da un razzo, ed Antonino Currò, tifoso messinese ferito a morte da una bomba carta non sono bastati…………non hanno insegnato niente!

Dico questo per far capire quanta cialtroneria regni in quei ruoli che dovrebbero dettare e far rispettare le regole perchè i razzi ed i petardi continuano ad entrare mentre i defibrillatori restano ancora fuori in molti stadi.

A mio avviso, in un paese normale, la prossima giornata di calcio in cui tutti quanti ricorderemo Morosini l'arbitro dovrebbe fare la chiama anche del personale medico con in dotazione il DAE………..non ce l'hai?

Partita persa e squalifica del campo……………..ma in un paese normale! (Gianluca Petrini)