Istanza di fallimento: oggi previsto il “contatto” con l’avvocato Grassani

Garanzie assolute e soprattutto un acconto cospicuo. Questo quanto chiede l'avvocato Mattia Grassani all' Ac Siena per ritirare l'istanza di fallimento del prossimo 30 maggio. La cifra richiesta è di circa un milione e duecentomila euro, un vecchio credito diviso sostanzialmente in due parti. Al legale bolognese spetta circa un milione, mentre gli altri duecentomila euro sono per la società Borgo a Buggiano, rappresentata dallo stesso avvocato, in relazione a questioni relative ad accordi relativi al settore giovanile.
Oggi è previsto quello che le parti definiscono un “contatto”, ma secondo quanto ci risulta è concreta la possibilità che il legale della Robur Alessandra Amato e altri suoi colleghi raggiungano Bologna per parlare direttamente con Grassani in quella che non si annuncia una passeggiata. Contatto diretto o telefonico poco cambia. La speranza è che gli avvocati del Siena riescano a convincere il creditore a tornare sui propri passi, disinnescando così la bomba ad orologeria con timer puntato sul prossimo 30 maggio. Per farlo, purtroppo, le alternative sono poche, in pratica una sola, quella che citavamo su queste colonne qualche giorno fa: pagare. Eccolo l'acconto cospicuo a cui facevamo riferimento in precedenza, senza il quale sarà molto difficile convincere Grassani a ritirare la propria istanza. Eccessivo accanimento? Beh, qualcuno può vederla anche così, ma c'è un precedente che deve far riflettere, quello relativo al 30 maggio del 2013. Anche per quella data era prevista un'istanza di fallimento nei confronti dell'Ac Siena e allora i legali della Robur riuscirono a convincere lo stesso creditore a non farne di niente, con promesse che evidentemente, se circa un anno dopo siamo ancora allo stesso punto, non sono andate a buon fine. Adesso, ossia oggi, verrà fatto un altro tentativo ma come si può capire la posta è decisamente più alta e la `recidiva' del passato, per usare una parola purtroppo tristemente famosa se accostata ai bianconeri (vedi penalizzazioni), pesa come un macigno. Insomma prima della partita di domani sera a Palermo con i rosanero il Siena ne gioca un'altra oggi a Bologna, forse ancora più importante. L'avvocatessa Alessandra Amato e i suoi collaboratori sono chiamati a fare un miracolo, ma loro ovviamente possono solo rappresentare l'Ac Siena, perché il lieto fine a questa triste storia lo può scrivere solo il presidentissimo gettando sul tavolino la famosa moneta tintinnante, evitando così un drammatico epilogo. A meno che non ci si voglia difendere attaccando, visto che nelle ultime ore è trapelata l'idea, non confermata, di una class action, ossia un'azione legale condotta da più soggetti nei confronti del creditore. Staremo a vedere.
Risolvere in qualche modo la situazione sarebbe in ogni caso un passo fondamentale per guardare almeno con un pizzico di ottimismo al futuro, in attesa di accontentare altri creditori che al momento sono più defilati ma giorno dopo giorno sempre più arrabbiati.
Specchiarsi con una squadra eccezionale come quella guidata da Beretta e provare ad emularla dal punto di vista societario. L'esempio da seguire il patron ce l'ha e farlo significherebbe davvero molto per le tante persone a cui sta a cuore il destino dell'Ac Siena. Forza Robur comunque.

Fonte: La Nazione