ISOLATI DAL MONDO

Nel Siena nessuno parla. Silenzio assoluto su tutti i fronti.

Come i fanti giapponesi nelle isole del Pacifico, Stronati e C. difendono il proprio territorio lontano dal resto del mondo. Pensano di essere in “guerra” e aspettano l’attacco “nemico”, ma lo fanno nascosti nella vegetazione senza mettere in atto alcuna strategia, se non quella di raccogliere le noci di cocco, buon alimento, ma arma inoffensiva.

E’ una situazione irreale, una delle tante che siamo costretti a vivere in quella che si preannuncia la stagione più difficile della nostra storia recente.

In certe situazioni il rischio più grosso è quello di perdere di vista la realtà e considerare nemico chi tale non è. Energie sprecate inutilmente.

Non può essere un nemico chi indica  vie d’uscita, chi propone soluzioni orientate ad evitare possibili disfatte.

Tanti sono stati i messaggi inviati in questo senso, tante le possibilità offerte per uscire dall’accerchiamento in cui la truppa e i suoi generali si sono chiusi senza domandarsi il perché o, quanto meno, senza avere capito gli errori che hanno portato a tutto ciò.

Stronati e la sua truppa scrutano dall’alto di una palma il mare circostante, vedono le navi che si avvicinano, sentono i rumori degli aerei che sfrecciano in cielo. Vedono nemici dappertutto, credono di essere gli ultimi difensori di una bandiera che non vogliono ammainare.

Coraggio Generale Stronati, guarda attentamente quello che succede, leggi i messaggi con la dovuta freddezza e serenità, abbandona le tue convinzioni e aguzza la vista, il mondo è diverso da quello che si può vedere su un’isola.

Gli aerei, le navi e le truppe trasportate, portano le tue stesse insegne, hanno gli stessi colori.

Non sono nemici, fanno parte dello stesso tuo esercito, solo che non sono prigionieri di un’isola.

In certe situazioni, e questa lo è, un passo indietro equivale ad un passo in avanti, soprattutto quando a difendere una posizione non ci sono sacchi di sabbia, ma un sacco di errori.

Così si rischia che un generale e un pugno di colonnelli mandino al massacro un plotone di fanti.

La bandiera da difendere è uguale per tutti e la battaglia da combattere è un’altra e ben più difficile. (Nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online