Io sono l’allenatore, ma sono uno di voi

Nessun tifoso era d’accordo sulla scellerata decisione di privarsi di Gilardino, men che mai sull’approdo in panchina dell’impresentabile coppia lettone-russa, tutti hanno chiesto il ritorno dell’ex campione del mondo. Breve sintesi di un periodo tra i più neri del Siena, che fortunatamente, pur con le scorie che ancora si porta dietro – leggi classifica – sta prendendo i connotati di una storia a lieto fine. Alberto Gilardino è riuscito dove in pochi ancora credevano, ridare dignità ad un campionato che, per mille motivi, aveva preso una brutta china. Non si tratta di bacchetta magica, ma di serietà e capacità, applicazione e lavoro, voglia di crescere insieme a quel gruppo che improvvisamente e senza un motivo si era sentito orfano. Prima ha riportato serenità e credibilità, poi è arrivato il calcio, quello che piace alla nostra gente, non solo risultati, ma bel gioco e ferocia agonistica. Non era facile, anzi, ma quando l’allenatore riesce a costruire, come lui è riuscito a fare, un gruppo vero intorno a se, questi sono i risultati. ”Io sono l’allenatore, ma sono uno di voi” è il concetto che più di tutti riesce a riassumere quello che stiamo vivendo. Chapeau, non era così scontato. (nn)

Fonte: FOL