Una radiografia della rosa attuale ruolo per ruolo, le situazioni di Mastalli e Giannetti, la necessità di rafforzare l’organico considerando che l’obiettivo diventa ambizioso, cercando giocatori di struttura e malizia e blindando i top (“se vuoi vincere i migliori non li dai via”), il messaggio a chi rimane sull’importanza di fare gruppo anche se c’è il rischio di giocare meno. Così Gill Voria nell’ultima puntata di “Al Club con la Robur”. Di seguito l’intervista:
Partiamo dalla porta. Sotto contratto abbiamo Michielan (2007) e Palazzi (2009).
Palazzi è giovane, è nato a dicembre quindi è quasi un 2010. Abbiamo già fatto una forzatura lo scorso anno nel portarlo con la Juniores. Ha bisogno dei tempi di crescita corretti, è un ragazzo su cui crediamo ma fare il passo troppo lungo non sarebbe la cosa giusta. Ha un percorso da seguire e lo sta facendo bene.
Il parco portieri sarà dal 2007 in su?
Sicuramente sì.
La difesa è il reparto più completo, salvo le quote. Sotto contratto ci sono Zanoni, Conti, Cavallari e Somma e poi Calamai e Lapadatovic che però sono del 2007, lo stesso anno del portiere. Rischiano così di essere penalizzati.
Un po’ sì, però potrebbero giocare al posto del 2006 se si dimostrano pronti. Probabilmente rimarrà uno solo dei due, e poi dobbiamo sicuramente mettere qualcos’altro in difesa.
Anche di esperienza o solo quote?
Vedremo. Stiamo pensando di mettere anche qualcuno che non sia under, poi dipende sempre dalle occasioni che ti dà il mercato. Diciamo che per ora ci siamo concentrati su altre parti per inserire certi uomini.
Le quote 2008 le vedremo sulle fasce?
Sicuramente degli esterni quote ci vogliono, poi porteremo dall’inizio due 2008 della Juniores, Giardinelli e Periccioli. Vorremmo avere qualche quota in più rispetto all’anno scorso proprio per non arrivare corti come successo contro il Prato. Eravamo obbligati a far giocare Rossi e Bello. Vlahovic ha avuto 38 di febbre fino a venerdì, aveva 20 minuti di autonomia e gli è toccato pure fare i supplementari. Bello doveva giocare per forza perché i sostituti erano Calamai e Giardinelli. Vorremmo prendere qualche under in più e dare più alternanza di ruoli.
Costruirai la squadra su questi due moduli che hai utilizzato di più?
Sicuramente sì. Io gioco sempre con tre giocatori offensivi, che poi sia la difesa a quattro o a tre cambia poco. I tre davanti ci sono sempre, a volte possono diventare anche quattro.
Per esempio contro il Grosseto al ritorno.
La volevo vincere in tutti i modi. Ma è successo anche col Trestina, col Camaiore per recuperarla…
Passiamo al centrocampo. Ci sono sotto contratto Barbera, Vlahovic, Rossi, i giovani Rogani, Neri, Giardinelli e Periccioli e poi Nardi, che dovrà risolvere il problema che si porta avanti all’anca. Lui lo vedi più centrocampista o trequartista?
Può giocare benissimo sia in un centrocampo a tre che in un attacco a tre. È molto duttile, ha delle qualità importanti. Vediamo come si svolgerà il calciomercato da qui a quando partiremo, però per noi Nardi è un giocatore importante. Lui e tutti gli altri si devono mettere nell’ottica delle idee che quest’anno vogliamo essere competitivi al massimo. Faremo una rosa importante dove ci saranno minimo due giocatori per ruolo, quindi ci sta di giocare una partita e di sedersi in panchina quella dopo, e quella dopo ancora. Se tutti riescono a stare dentro questa capacità mentale di accettare di essere in un gruppo forte, di far parte di una competizione sana dove tutti sono importanti ma ci sta anche pure di fare due o tre partite senza giocare, ne possiamo trarre beneficio tutti.
È lì che manca qualcosa alla Siena, nel centrocampo? Uomini di personalità, fisici?
C’è mancata un po’ di struttura, i classici tuttocampisti che possono giocare a due o tre e li fanno bene entrambi, tipo Ederson dell’Atalanta, Tonali. Qualche cosa bisogna fare. L’anno scorso certe partite mi mettevo le mani nei capelli sul come fare sui calci piazzati. Ormai tutte le squadre le trovi in quel modo lì, devi avere anche queste caratteristiche se vuoi provare a migliorare la situazione.
Anche caratteristiche tipo cattiveria agonistica, malizia, furbizia, l’esperienza di aver vinto campionati?
Sì, aiuta sicuramente. Chi già ha fatto determinati campionati in certe piazze importanti, aiuta perché ti porta quell’esperienza in più che può dare a una squadra relativamente giovane. Sono giocatori che si prendono responsabilità non richieste dall’allenatore.
E determinano nei momenti decisivi.
A Prato a un certo punto penso: cacchio, nessuno ancora ha accusato i crampi e si è buttato a terra? Il tempo di dirlo e abbiamo preso gol. Questo è un elogio al nostro preparatore atletico perché se al 90’ nessuno aveva i crampi in una partita del genere vuol dire che stavamo bene. Sono furbizie e malizie che non si insegnano. Non è l’allenatore che deve insegnare a fare questa roba qui.
Arriviamo all’attacco. Ciofi, Lipari e Andolfi sono attenzionati per il grande finale di stagione.
Si sono integrati benissimo, la prestanza di Andolfi va a colmare le lacune di Lipari e Ciofi, che invece colmano la sua con tecnica, abilità e velocità. Sono giocatori per noi importanti, quindi se abbiamo preso una decisione che è quella di andare in una certa direzione, i giocatori migliori non li dai via, quello è ovvio. Bisogna fare in modo che loro siano contenti di restare. Ovvio, se arrivano l’Inter o il Milan, pazienza. Ma se invece ti chiama una Lega Pro che non sia importante, prima di andare via da Siena ci penserei.
Loconte si perderà la prima metà di campionato, resta da colmare metà attacco.
Sicuramente sì, noi dobbiamo avere più o meno due giocatori per loro. Qualche cosa va fatto, un po’ in tutti i reparti, aggiungendoci qualche quota in più, sempre per il discorso che si diceva dell’esperienza dell’anno scorso.
Si arriverà un accordo con Mastalli?
Spero di sì, credo di sì. Mastalli lo conosciamo tutti, per questa categoria credo che sia un top player. È un ragazzo splendido, vuole rimanere a Siena, è ovvio che ora si avvia verso una certa età e vorrebbe magari avere qualche certezza in più. Speriamo che tutto si risolva a più presto.
C’è da gestire la situazione di Niccolò Giannetti.
Niccolò, da quanto mi è stato detto, ha già degli accordi con la proprietà. Poi ovviamente è una scelta sua personale. All’inizio dell’anno non ero presente quando loro hanno parlato di futuro, però so che avevano un accordo e quindi ne parleranno e secondo me non ci sono cose antipatiche da gestire. Giannetti è una persona che non faccio altro che ringraziare, perché solo l’esempio che ha dato allenandosi ha fatto capire cosa vuol dire essere un professionista. È intelligente, un ragazzo d’oro. spero per lui sempre il meglio.
(Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
