Riparte dal Follonica Gavorrano, Federico Vari. Alessandro Manni lo aveva chiamato già un anno fa, quando scelse Siena. Adesso, complice il modulo perfetto per lui e l’ambizione del club, il calciatore romano ha accettato la corte dell’ex mister del Foligno.
Quando comincerete? Hai staccato un po’ la spina?
Riprendo il 25 luglio. Ho fatto una decina di giorni a Rodi, in Grecia. Adesso mi sto allenando a Roma ma ho iniziato in ritardo rispetto alle altre estati perché il finale di stagione è stato parecchio pesante. Abbiamo fatto 2-3 settimane di lavoro senza alcun motivo, ad alte temperature, dopo la delusione playoff. Andavi al campo senza motivazione.
Una stagione, la tua, a due facce. Nelle prime giornate eri il migliore, poi…
Poi col cambio di allenatore ho sofferto tanto, sia in campo che fuori. Voria non mi ha mai dato la possibilità di giocare e per me mentalmente era tosta. Nulla togliere ai tre davanti, che hanno fatto cose strepitose, ma il mister ha dato una chance dal 1’ a tutti, tranne che a me. Non me l’ha mai spiegato, non saprei il perché.
Bellazzini invece stravedeva per te. Ma a un certo punto la situazione era tosta.
In quel periodo in cui le cose non andavano bene, essendo molto emotivo, ne ho risentito più di tutti. Non stavo male solo perché perdevamo, ma perché dietro c’era un lavoro incredibile. Non ho avuto la forza necessaria di trascinare tutti quanti, e se non c’è la volontà da parte di tutti… Credevo nel suo modo di lavorare, sono una persona che pensa che col sacrificio e la dedizione i risultati arrivano. Però il tempo non è stato dalla nostra parte. Ed è successo quello che è successo.
La contestazione al Bertoni, l’addio del mister senza preavviso, la squadra senza guida tecnica con lo Scandicci.
Non avevamo notizie, non sapevamo niente. La domenica mattina non eravamo al corrente di niente. Una sensazione che non avevo mai provato, di sbandamento. Dispiace per come sono andate le cose. È finita in maniera brutta, qualcosa che non si dovrebbe mai vedere nel calcio. In fondo, si tratta sempre di un gioco.
Bellazzini lo hai risentito?
Sì, ci siamo risentiti perché è una persona che stimo a 360 gradi. Ha tutto il mio rispetto.
Il cambio allenatore ha però portato anche ad un cambio di passo incredibile. Come te lo spieghi?
La mia risposta è che la squadra, comunque forte, era più predisposta al tipo di gioco di Voria.
Perché la scelta Follonica Gavorrano?
Ho avuto parecchie proposte. Poi mi ha chiamato mister Manni, che mi aveva cercato già l’anno scorso prima di venire a Siena. Un allenatore che stimo, gioca con gli esterni puri. La società è tranquilla, sana, fa le cose fatte per bene. Io in fondo mi devo rilanciare solo per gli ultimi sei mesi, per il resto qualcosina credo di averlo dimostrato.
Il vostro obiettivo?
Direi almeno di entrare nelle prime cinque. Se parti con obiettivi meno importanti fai un campionato un po’ così. La società si merita di fare almeno i playoff.
Cosa lasci a Siena?
Una parte di cuore. È stata un’esperienza che a parole non si può descrivere. Gli ultimi sei mesi sono stati complicati, ma per il resto sono stato benissimo. La mia ragazza si è innamorata della città. E ho fatto grandi amicizie. Nardi, Lipari, Somma, Cavallari, Rossi, Vlahovic, Noccioli che è andato via… Lascio non degli amici ma dei fratelli.
Noccioli, come momento più bello, ha citato il tuo gol a Sansepolcro. Il tuo, invece?
(Ci pensa un po’, ndr). Forse sì, quel gol è stato inaspettato, di schiena, però era una cosa che ho voluto. Partivo dalla panchina, ero motivato, sapevo che entrando avrei fatto qualcosa. Era il mio terzo gol nel giro di poche settimane.
Che girone E si prospetta?
Un girone che ogni anno si livella verso l’alto. Senza partite scontate, anche chi deve salvarsi non regala niente. Il Prato la vedo sopra le altre, ma dicono che andrà nell’altro girone. In tal caso le favorite per me saranno Lucchese, Ternana e Siena.
(Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol