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Intervista Fol – Valentini: “Siena bel banco di prova. Segnai un anno fa alla Robur, ma ora sarà diverso”

Ha vinto nel Rosario Central, ha vissuto il sogno di giocare in serie A col Livorno, debuttando in una gara ufficiale italiana contro il Siena di Beretta, per poi collezionare 139 gare in B (Vicenza, Ascoli e Spezia) e 141 presenze in C (Sestri Levante, Spal e Padova) senza riaffrontare la Robur. Fino all’anno scorso, quando firmò l’1-1 in Scandicci-Siena. Una stagione da 32 presenze e 2 gol, quella del difensore centrale classe 1988 Nahuel Valentini.

Nahuel, come è andata la preparazione estiva?

Abbiamo lavorato tanto a livello fisico e di corsa e ci sta che nelle partite amichevoli mancasse la lucidità. In Coppa abbiamo affrontato la Pistoiese che è super attrezzata, sicuramente vincerà il proprio girone.

Ottavo posto da neopromossa e avete inserito giocatori come Daniel Kouko alzando ulteriormente i livello.

Abbiamo confermato un bel po’ di giocatori con alcuni inserimenti nuovi. Ci aspettiamo di fare un bel campionato, ma ripetersi non è facile. Restiamo sempre con i piedi per terra, la società ci fa lavorare bene, il mister ci mette nelle condizioni giuste però siamo una realtà piccola e prima di tutto occorre lavorare con grande senso di appartenenza. Partiamo col presupposto di migliorare lo scorso anno, il campo dirà la verità.

Che girone sarà?

Le prime sono più attrezzate ma il livello di questo campionato è superiore all’anno scorso. Per quello riconfermarsi non sarà semplice. La prima partita è già un bel banco di prova, il Siena è forte, ha confermato il blocco squadra dell’anno scorso.

Lo scorso anno si giocò Scandicci-Siena sempre a settembre, finì 1-1 con gol di Nardi e pareggio tuo.

Me lo ricordo bene. Il Siena non aveva punte di riferimento, giocava palla a terra, dal basso. Hanno avuto quasi sempre il possesso senza però impensierirci più di tanto. Ora sarà totalmente diverso. Il peso offensivo è più marcato, sia per giocatori che per stile di gioco.

Le dimensioni del campo di San Casciano sono un fattore?

È un po’ più stretto, ma ci sono campi più piccoli. Il fatto di essere sintetico è un vantaggio per chi gioca lì, sa come rimbalza la palla.

Al ritorno vinceste 1-0 al Franchi contro un Siena senza allenatore.

Una partita particolare, andò bene a noi. Poi avete vinto non so quante partite dopo quella gara.

Classe 1988, argentino trapiantato a Livorno, una lunghissima carriera nei campi di calcio italiani. Come arrivasti nel nostro Paese?

Il mio sogno era giocare in Europa, soprattutto in Italia. Vinsi il campionato di B col Rosario Central, ero in scadenza e il Livorno mi voleva fortemente. Era in Serie A, fu un salto incredibile. Ho giocato tutte le partite importanti, ho conosciuto mia moglie, livornese, e sono rimasto a vivere a Livorno. Faccio avanti e indietro.

La tua prima partita ufficiale, 17 agosto 2013, è in Coppa Italia contro il Siena, vinse la Robur 1-0 con gol di Angelo.

In attacco c’erano Rosina e Giannetti. Niccolò lo conosco, abbiamo giocato assieme a Spezia. Ha lasciato il calcio? Non lo sapevo, aveva fatto bene nel finale dello scorso anno.

In quel Livorno c’era Dionisi, che a 39 anni è ripartito dalla Lucchese.

E lotterà per il campionato. Ci sono delle belle realtà nel nostro girone. La competizione si è alzata, anche a livello calcistico sarà bello perché andremo in stadi importanti.

Conosci qualche giocatore della rosa del Siena?

Ho condiviso degli allenamenti con Rossetti a Livorno, due anni fa con Indiani. Ero lì per chiudere, poi sono andato in C al Sestri Levante.

Nahuel, per quanto ancora hai intenzione di giocare?

Il mio desiderio è arrivare a 40 anni, ma valuto stagione dopo stagione perché in un anno la situazione può cambiare tanto. L’anno scorso sono riuscito a giocare e incidere, se quest’anno mi confermo vorrei continuare.

E dopo?

Ho il patentino Uefa B. Vorrei restare nell’ambiente ma faccio fatica a trovare un ruolo. Un po’ mi piace allenare nel settore giovanile, le prime squadre mi piacciono ma è un lavoro molto altalenante. Vorrei stabilirmi a Livorno, mettere le radici qui. Un’altra cosa in mente è aprire con mia moglie uno studio di Pilates per gli sportivi. È una disciplina che aiuta tantissimo ad allungare la carriera e prevenire infortuni.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol