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Intervista Fol – Tosoni: “Dalle altre società c’è la massima disponibilità a far rinascere il settore giovanile”

“Ho seguito il campionato del Siena e mi aggiungo ai commenti di tanti: vincerlo ad ogni livello non è mai facile, soprattutto con un ritardo del genere. Il merito è soprattutto dello staff sportivo e i calciatori”. Così Danilo Tosoni, 201 presenze in bianconero dal 1978 al 1988, ospite dell’ultima puntata di “Al Club con la Robur”, alla presenza, come spettatori, di mister Magrini e del team manager e segretario Luigi Conte, che incrociò Tosoni nella sua esperienza da responsabile del vivaio della Robur, stagione 2021/22.

L’anno degli armeni – “Per il settore giovanile gli armeni non furono assenti, anzi. Fecero quello che dovevano fare. Partecipammo anche al Viareggio con ragazzi sotto età facendo una discreta figura. Il Siena in poco tempo venne ripescato in C e cambiò tutto, poi fu un’annata a pieno Covid, ogni 48 ore tutte le squadre dovevano fare il tampone, fu prezioso il supporto di Causarano. Peccato perché io, Voria, Negro e gli altri avevamo impostato il programma per l’anno successivo. Andati via gli armeni, sono successe delle cose e non me la sono sentita di portare avanti l’incarico. Per come è andata meglio così”.

Montanari – “Ho avuto modo di parlarci una volta sola, per 40 minuti, ma posso dire che mi sono bastati per inquadrare il personaggio”.

Il settore giovanile adesso – “Quell’anno avevamo sette squadre all’Acquacalda ed era un problema, ora il Siena avrà tre squadre sole più la prima squadra e quindi è fattibile perché ci sono tre spogliatoi. Chiaro che per fare il settore giovanile ci vogliono tante altre cose, in primis i mezzi di trasporto. Il Siena inizierà forse con i ragazzi del territorio, ma poi pian piano dovrà allargare il bacino. Il campo poi è in sintetico, con eventuali difficoltà fisiche e lavorative. Per fare una cosa fatta bene ci vorrebbe qualcosa in più, soprattutto per la prima squadra”.

Voria – “Ci ho parlato, ci vado molto d’accordo perché è una brava persona, sana, pura. È la figura adatta a questo compito. Ha già parlato col San Miniato, dove sono tornato seppur in modo marginale, e c’è la massima disponibilità nel far rinascere il settore giovanile del Siena. Credo che questo valga anche per il resto delle società calcistiche”.

La carriera da calciatore – “Venivo dal settore giovanile del Como. Nel novembre 1978 arrivai al Siena, che aveva appena vinto la Serie D. Siena, per chi viene da fuori, non è una città in cui è facile integrarsi. Ma sono stato talmente bene che mi sono sposato e non mi sono più mosso da qua. Ho vissuto emozioni forti, anche se le due retrocessioni furono pesanti e quando perdevo non uscivo nemmeno a far la spesa per quanto sentivo la sconfitta”.

La B sfiorata con Mazzola – “Perché non andammo di sopra? Penso per demerito, perché le altre furono più brave. Ma ci fu una partita fondamentale, Siena-Salernitana, dove accadde un episodio che coinvolse l’arbitro, Luigi Grechi di Milano. L’anno dopo lo trovammo in aereo e ci disse: per quella partita lì mi tocca smettere. Fece un errore tecnico. Il loro portiere stava per rinviare, un difensore diede un cazzotto a Ricci dentro l’area loro. L’arbitro lo vide, fischiò ma non ebbe il coraggio di darci il rigore e buttarlo fuori. Così, inspiegabilmente, diede punizione a metà campo. Due minuti dopo De Vitis fece gol, lo marcavo io e fu colpa mia, e si perse 1-0. Da lì Messina e Taranto ci ripresero e arrivammo quarti”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol