Assieme a Guglielmo Mignani è il dono più prezioso degli anni di settore giovanile della gestione Durio, sotto la direzione di Stefano Argilli in uno staff tecnico che comprendeva anche l’attuale mister Gill Voria. Alessandro Sersanti si è formato a Siena prima di spiccare il volo verso il professionismo (adesso gioca in B nel Modena), ma è di Grosseto e nel Grosseto ha vinto il campionato di D al primo anno coi grandi. Parliamo con lui alla vigilia del derby, ringraziando la disponibilità dell’ufficio stampa del Modena.
Alessandro, ti ricordi chi sono stati i tuoi allenatori a Siena?
L’attuale allenatore Gill Voria, che ricordo sempre con grande affetto. È stato uno dei primi veri allenatori ad avermi fatto crescere molto. Mi ha insegnato tanto, ho sempre avuto un buon rapporto con lui e sono contento adesso che stia facendo anche bene sulla panchina del Siena. So che per lui sarà sicuramente un grande onore. Poi ho avuto Stefano Argilli e Alessandro Signorini in Beretti l’ultimo anno, quando facevo un po’ di saliscendi con la prima squadra di Mignani e Vergassola.
Che ricordi hai di quei momenti?
Sono stati 3-4 anni bellissimi. Eravamo in tanti a venire da Grosseto, tutti i giorni facevamo col pulmino il viaggio verso Siena. Mi ero molto ambientato, andavo spesso anche con i compagni a cena nelle contrade. Sono contento che ora Mignani stia facendo molto bene a Benevento. Abbiamo passato anni di divertimento dove ho fatto quel saltino in più che mi ha aiutato poi negli anni successivi.
Dal Siena passasti al Grosseto.
Ci ritrovammo svincolati, senza contratto. Mi sembra che Vaira ci provò un po’ a trattenermi, però avevo già un accordo con il Grosseto per la Serie D, l’anno che poi abbiamo vinto il campionato. Se non ci fosse stato il fallimento, magari ci sarebbero state sorti diverse.
Poi ti comprò la Fiorentina.
Dopo aver vinto in D mi prese la Fiorentina, stetti un mese in ritiro con Aquilani in Primavera e poi tornai al Grosseto in C. Abbiamo raggiunto i playoff e da lì sono andato alla Juventus.
Come è stato a Grosseto vincere un campionato da giovane, da protagonista, nella squadra della tua città?
L’anno che abbiamo vinto è stata un’emozione incredibile, mi è dispiaciuto però che il campionato sia stato interrotto per il Covid. Non abbiamo avuto grande modo per festeggiare. Essendo di Grosseto sarebbe stato bello fare una bella festa davanti alla mia gente dopo tanti anni di sofferenza. Ma vincere un campionato con la squadra della propria città è sempre qualcosa che ti rimane dentro. Da piccolo andavo allo stadio, negli anni d’oro della B, e appena posso, quando torno e c’è una partita in casa, vado.
Come ti trovi adesso nel Modena, in B, e quali sogni hai nel futuro?
Sta andando veramente benissimo. Ho trovato una società e un gruppo che vogliono fare grandi cose. La squadra è veramente forte, infatti stiamo facendo un grande campionato. Mi vedo veramente bene qui nei prossimi anni, convinto che faremo delle annate strepitose perché la società è serissima. Sono contento di aver firmato un contratto per i prossimi anni in questa città.
Con Gerli come ti trovi?
Da Dio! Fabietto mi ha accolto. Anche se ero un ragazzino ancora con i capelli lunghi lunghi si ricordava di me. È un capitano unico, il numero 1. Me lo ricordavo già a Siena, era già così con i giovani ed è stato veramente un piacere aver ritrovato lui e anche Ettore Gliozzi qui a Modena.
(Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol