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Al club con la Robur

Intervista Fol – Sbraga: “Siena in stile De Zerbi, sarà complicato affrontarlo”

Domenica Andrea Sbraga ritrova il Siena a distanza di cinque anni, da quando cioè lo sfidò con la maglia del Novara. Da allora ha giocato con Arezzo, Avellino, Turris, Potenza e Pro Vercelli, in totale oltre 300 presenze in Serie C. Fino a quest’anno, quando è sceso per la prima volta in quarta serie. “È stata una novità per me. Ho passato un’estate un po’ problematica sotto alcuni aspetti e quando si rimane fermi la voglia di giocare è tanta. Mi è capitata questa opportunità e sono stato anche fortunato a trovare una situazione del genere”, racconta l’ex difensore bianconero a “Al Club con la Robur”.

Se il Foligno va a prendere Andrea Sbraga, vuol dire che le ambizioni sono alte.

L’anno scorso hanno fatto un gran campionato e quest’anno hanno fatto l’unione con la vecchia Foligno, quindi si sono riavvicinati anche i tifosi storici. Da quello che ho capito è un percorso che stanno facendo per cercare di salire piano piano.

Per ora sta andando bene e siete in un ottimo momento di forma.

Penso sia in linea con le aspettative. Ci sono squadre forti, Grosseto e Prato hanno speso di più. Poi ovviamente c’è il Siena che solo per la piazza non dovrebbe neanche starci in questa categoria. E non dimentico Tau e Seravezza. È un girone molto competitivo.

Che giudizio dai della squadra di Bellazzini?

Mi ero incuriosito del Siena ancor prima che venissi a Foligno, anche perché conosco Conti e Vari. Ha questa impostazione un po’ stile De Zerbi, con questa prima uscita. Vuole sempre il possesso, è una squadra dinamica e di corsa, non sarà sicuramente semplice.

31 presenze e un gol nella famosa stagione conclusa con la finale di Pescara. Guerri ha sempre detto che gli è rimasta una ferita aperta, e un senso di rivalsa, come un voler restituire al Siena qualcosa che gli è stato tolto. Anche a te è rimasto quel senso di incompiuto?

Sicuramente. Però, al di là della parte calcistica, è stata un’annata speciale a livello personale e umano. Simone ogni tanto l’ho risentito, e quando mi capita di rincontrare i vecchi compagni è come se ci fossimo lasciati qualcosa tra di noi. E lo stesso con lo staff e con l’ambiente. L’altro giorno abbiamo giocato con il Follonica Gavorrano, c’era il figlio del mister (Carlo Mignani, ndr) e io gli ho detto di salutarlo. C’era veramente un’unione fuori dal normale. Quelle annate che capitano poche volte ed è stato veramente un peccato come è finita. Il punto è che abbiamo lasciato tanto in quella semifinale a Catania. Ci siamo giocati poi la finale tra acciacchi vari, squalifiche e infortuni”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol