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Intervista Fol – Ricchi: “Dopo l’esultanza col Livorno ci ho messo cinque minuti per riprendere fiato”

“Mancava poco tempo, volevamo vincere a tutti i costi. Appena ho visto che Carbè era pronto a darmi la palla me la sono fatta dare. Semprini era libero sul secondo palo e ho provato a servirlo”. L’intuizione di Niccolò Ricchi è stata determinante nel successo con la Sangiovannese, tre punti che hanno dato respiro dopo un periodo complicato. “Gran parte del gruppo è stata colpita da questa influenza, per fortuna stiamo quasi tutti bene”, sottolinea uno dei giocatori più in forma del momento, ospite di “Al Club con la Robur”, la trasmissione del martedì del Fedelissimo Online.

Terranuova – “È fondamentale vincere sabato e portare questi tre punti a casa. Dopo la nostra partita l’occhio andrà al Livorno. Le quattro partite di novembre sono fondamentali ma è un campionato equilibrato, chiunque può vincere con chiunque”.

Occasioni da gol – “Col Livorno, quando ho preso il palo, ho pensato: ecco, questa palla non vuole proprio entrare. Era successo già col Ghiviborgo di andarci vicino. Poi per fortuna dopo è andata bene. L’avevo detto alla mia ragazza, quando è uscito il calendario: il 20 ottobre segno e vado ad esultare sotto la curva. Il fatto è che ho segnato in quella opposta. Dopo avermi fatto tutto il campo ci ho messo cinque minuti a riprendere fiato (ride, ndr)”.

Carriera – “Ho fatto nove anni ad Empoli, è stata una seconda casa, sono cresciuto lì in tutti i sensi. Ho giocato con Ricci, Asllani, Canestrelli… Il primo anno con i grandi sono stato al Ravenna in C, una bella esperienza. Poi un anno e mezzo alla Cavese, sei mesi a Viterbo, un anno alla Lucchese”.

Eccellenza – “Scelsi di fare due passi indietro per ritrovare il campo e l’entusiasmo. Ero fermo da un anno, per via degli infortuni e poi perché ero rimasto fuori rosa. Non ero più quota, e così in D non riuscivo a trovare squadra essendo terzino. Decisi di tornare vicino a casa, iniziai anche a trovarmi un lavoro”.

Il Siena – “Il mio gol al Siena l’anno scorso? Ho visto Giusti lontano dalla porta, sapevo che era un portiere a cui piaceva stare fuori dai pali. Quando il Siena ha chiamato ho accettato subito, è un orgoglio giocare qui. Mi metto a disposizione, cerco di dare il massimo ogni volta che gioco”.

Il doppio ruolo – “La mezz’ala l’ho fatta in due partite l’anno scorso con la Rondinella. Sto lavorando per migliorare, è un ruolo diverso che però mi piace. Non ho la linea come punto di riferimento, devo ricevere più palloni e non solo attaccare, che è quello che mi dice il mister, oltre a saper difendere e mantenere bene la posizione”.

Paragoni – “Io il Theo Hernandez del Siena? È un’esagerazione. È uno dei miei idoli, un terzino fenomenale.  Anche a me piace spingere in avanti e fare più assist e gol possibili”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol