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Intervista Fol – Reginaldo: “Segno e mi diverto ancora, poi farò lo scout. Spero di trovare qualche talento e portarlo al Siena”

A Siena sono stato veramente bene”. Quella in bianconero è stata l’esperienza più lunga, dopo Treviso, per Reginaldo, che a 41 anni continua a segnare, in Prima Categoria calabrese. “L’anno scorso ho fatto 10 gol e 5 assist in D, ma nel calcio ci sono troppi malandrini”, racconta l’attaccante brasiliano a “Al Club con la Robur”, la trasmissione del martedì dei Fedelissimi.

91 presenze e 13 gol in poco meno di quattro stagioni, con una promozione, il 2-1 col Napoli in Coppa ma anche le due retrocessioni…

Abbiamo alternato gioie a dolori. Ho cercato di dare tutto quello che avevo per Siena e la sua gente, che merita il massimo rispetto. So quanto ci tengono e spero che possano tornare nel calcio che conta.

Dopo Inter-Siena 4-3, in cui firmi l’assist del gol di Ekdal, succede qualcosa di particolare.

Maicon di dice: fai attenzione perché per tre mesi Mourinho ti farà seguire dall’Inter. Io quella partita la volevo vincere, eravamo sul 3-1 a 15 minuti dalla fine. Dovetti lasciare il campo per una gomitata di Samuel, che non fu espulso e poi segnò il gol decisivo. Mi è dispiaciuto per quell’anno, e infatti ho chiesto di rimanere per cercare di risalire subito.

Ma il rapporto con Conte non iniziò proprio benissimo.

Pensava che io non volessi fare l’allenamento, ma avevo fatto 24 ore di viaggio. Appena arrivato mi ha fatto fare un lavoro spaventoso, mi stavo stirando. “Mister, guarda che non ce la faccio, mi sto stirando!”. E lui: “Se non c’hai voglia vedi di andartene”. “Ma secondo te non c’ho voglia? Sono tornato pure un giorno prima”. Gli ho risposto male e me ne sono andato veramente. Sono stato 15 giorni fuori rosa, ma poi quando sono rientrato abbiamo fatto pace e ci siamo divertiti, riuscendo a vincere il campionato.

Il rimpianto più grosso è la finale sfiorata in Coppa Italia?

In semifinale col Napoli, all’andata, abbiamo vinto 2-1 e ho fatto una partita strepitosa, con gol e assist. A vedermi c’erano i giapponesi, visto che non giocavo poco col mister Sanino e non mi trovavo bene nelle sue scelte il giovedì successivo ho firmato con il Jeff United e sono andato a fare sei mesi in Giappone. Di conseguenza, al ritorno non c’ero per dare una mano ai miei compagni. Questo non vuol dire che se c’ero io vincevamo a Napoli, però avrei potuto dare una mano ai compagni. Arrivare in finale di Coppa Italia sarebbe stato un traguardo veramente bellissimo”.

Alla Gazzetta dello Sport, di recente, hai raccontato qualche aneddoto ai tempi di Siena.

Dopo l’allenamento Cosmi chiamava quei 4-5 giocatori con cui aveva più confidenza e li portava a casa sua ad ascoltare musica. Invece la festa più bella è stata quella dopo la promozione in A. Abbiamo preso 6-7 stanze nello stesso corridoio di un albergo e ci siamo divertiti.

A 41 anni hai ancora la voglia di giocare a pallone…

L’anno scorso ho fatto 31 presenze in Serie D, con 10 gol e 5 assist, e mi sono divertito tanto, eppure qualcuno ha detto che per la D sono vecchio. Ho parlato con 4-5 squadre e ho notato che volevano soltanto addossarmi la responsabilità, come successo l’anno scorso a Casanova, dove ho fatto praticamente il ds, il presidente e il giocatore, perché alla fine i compagni che avevano bisogno venivano da me. Addirittura è successo che ad un incontro con il Comune ci siamo ritrovai io e Vincenzo Sarno e non si è presentato nessuno della società. Mi sono dispiaciuto per queste persone che ruotano nel mondo del calcio, fanno solo i malandrini. Visto che io gioco per passione, per divertimento, e non per i soldi, ho rifiutato le offerte in D e ho deciso di venire da amici miei in Prima Categoria a Reggio Calabria. Li conosco da quando ho vinto il campionato a Reggio in C. Siamo terzi in classifica, puntiamo alla promozione.

In futuro cosa ti attende?

Lavoro già con una catena di procuratori nella zona del Lago di Garda. Appena finisco farò lo scout, sarò in giro a vedere giocatori, sia italiani che brasiliani. Spero di poter trovare qualche bel talento e di portarlo a giocare a Siena per dare una mano al club.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol