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Intervista Fol – Osti: “Questa stagione ha dimostrato che il Siena è una cosa seria”

“Il prossimo sarà un campionato nuovo, da approcciare con cautela e attenzione. L’importante è che, in caso di qualche risultato negativo, si eviti di polemizzare troppo. Non bisogna creare pressioni se quello che si vuole non arriva subito”. È il messaggio che Stefano Osti, storico segretario del Siena, manda tramite il Fedelissimo Online in vista della prossima stagione della Robur, in Serie D. Osti ha lasciato nell’estate 2019, per dedicarsi ad un altro sport, l’hockey su pista. “Quello del segretario è un lavoro usurante, non hai orari, non ci sono domeniche, non ci sono feste comandate, l’estate tra ritiro e calciomercato è peggio dell’inverno. Se dopo 45 anni ti viene meno l’entusiasmo, capisci che è giunta l’ora di chiudere”.

La scorsa estate Bernardo Corradi, intermediario di Giacomini, lo aveva chiamato provandolo a convincere a tornare in bianconero. “Ma io avevo tirato giù la saracinesca e non avevo più le chiavi per riaprirla”, spiega Osti. “Gli ho suggerito di insistere su Luigi Conte, ragazzo che ha passione e che aveva già lavorato nel settore giovanile. Credo che si sia guadagnato il ruolo che ha ricoperto. In D diventa più difficile, magari la società potrebbe affiancargli qualcuno che si occupi del settore amministrativo”.

Corradi gli chiese anche qualche nome di possibili direttori sportivi. “Gli diedi due nomi – prosegue Osti – uno era Giovanni Dolci, grande conoscitore di giocatori, l’altro era Simone Guerri, forse più adatto per partire dall’Eccellenza. Hanno scelto Simone e si è conquistato sul campo la riconferma, dimostrando di saper lavorare bene”. Il Siena, infatti, ha vinto il campionato compiendo, prosegue l’ex segretario, “una grande impresa. Tutti i campionati sono difficili da vincere, soprattutto se si costruisce una rosa in una settimana, a stagione già iniziata. Chi è sceso di categoria ha dimostrato una grande umiltà e questo ha reso la squadra una corazzata invincibile. Grande merito all’amico Magrini, che ha trasmesso entusiasmo, senso di appartenenza e desiderio di vincere. Non dimentichiamoci che Siena rischiava un anno senza calcio. La famiglia Giacomini si è calata nella situazione, ha contribuito alla rinascita. Andavamo a San Siro, all’Olimpico, al Franchi di Firenze, allo Stadium di Torino, e l’entusiasmo visto a Sansepolcro e negli altri campi di quest’anno è la dimostrazione che il Siena è una cosa seria, è una fede importante, qualunque sia la categoria. Quest’anno è una partenza da non sottovalutare, mi auguro che possa seguire un seguito importante”.

Osti, nella sua chiacchierata con il Fedelissimo Online, nel corso della puntata di “Al Club con la Robur”, ha ricordato poi vari momenti della carriera, dal primo presidente, Danilo Nannini (“una figura mitica, una persona di altri tempi”) agli anni della Serie A, dove non fu costruito niente. “C’è stata la questione di Taverne d’Arbia, in quel momento c’era stata un’offerta del sindaco di Colle Val d’Elsa affinchè il Siena potesse acquisire il Gino Manni. Era una cosa da prendere in considerazione, ma una parte del consiglio si oppose. Poteva essere un momento clou, un impianto che avrebbe portato risorse tramite bar, ristorante, palestra, impianti affittati. È mancata lungimiranza in quel periodo in cui era presidente Massimo Mezzaroma”. Una battuta poi sull’amico Giorgio Perinetti, che nell’ultima esperienza a Siena esonerò Gilardino. “Ha avuto forte pressioni su Gilardino. Fosse stato libero come ai tempi di De Luca, in cui aveva carta bianca, probabilmente non lo avrebbe esonerato”.