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Intervista Fol – Noccioli: “Robur, è stato bello. A settembre mi laureo con una tesi sul Siena”

Un anno esatto fa Francesco Noccioli si presentò a Siena per firmare il suo contratto in bianconero. “Era il 3 luglio, il Palio era stato rinviato, come adesso. Lo vidi poi in piazza ad agosto con Andrea Conti. Non l’avevo mai visto prima, neanche in tv. Mi fecero impressione il rumore dei cavalli dopo l’uscita dall’Entrone e i contradaioli del Montone che piangevano dopo la vittoria. Capii in parte cosa rappresenti il Palio per i senesi”.

Due giorni fa il Siena ha annunciato l’addio di 7 calciatori. Tra questi anche Francesco Noccioli. Te l’aspettavi?

L’idea me l’ero fatta per come è andato a finire l’anno. Mi ha chiamato il direttore, che aveva già parlato col procuratore.

Hai staccato la spina a giugno?

Sono andato con Andolfi in Armenia, un viaggio diverso in cui abbiamo visto posti bellissimi. Poi mi sono rimesso ad allenarmi a casa, in un centro qui a Pisa, tra palestra e campo. Ho avuto problemi alle caviglie, ora sto spingendo di più. Poi sono stato nove giorni alle Maldive con la mia ragazza. Ma niente resort, mi avrebbe annoiato. Un giorno abbiamo fatto il bagno con gli squali, un altro con le mante, un altro ancora abbiamo visitato un’isola deserta.

Che valutazioni dai alla tua stagione?

La prima parte a livello personale è andata molto bene, forse potevo fare qualche gol in più. La seconda parte, tra infortuni, cambio dell’allenatore e tutto, è stata più difficoltosa. Ma la reputo complessivamente una buona stagione.

Il periodo del cambio allenatore come è stato?

Le settimane precedenti sono state dure, quando ci sono state le otto partite senza vittoria. Poi è arrivata una svolta a Trestina all’inizio del girone di ritorno. Il cambio di allenatore è stato difficile, avendo lavorato con Bellazzini questi due anni sapevo cosa poteva dare a tutti. Mi è dispiaciuto tanto, oltre al fatto che mi dava una fiducia incredibile.

Però questo suo integralismo, il voler puntare su un’idea a tutti costi, è parso eccessivo, a maggior ragione in un contesto come la D.

L’obiettivo era di creare un’identità forte per provare a vincere il prossimo anno, che poi è lo stesso di adesso. Sembrava la via giusta. Normale che se i risultati non vengono serve una società forte che ti aiuta, che ti dà una mano. Magari non c’è stata e questo ha fatto crollare un po’ tutto.

Bellazzini ha lasciato la squadra a metà classifica, a +5 dai playout e -6 dai playoff. Voria ha ridato slancio portando la squadra al quarto posto.

Voria probabilmente era più adatto, rispecchiava forse di più la squadra, e in questi casi magari l’episodio va subito dalla tua parte.

Avrebbe beneficiato tanto del gioco di Voria Matteo Menghi, con cui avevi legato. In tanti si rammaricano per la sua cessione.

Menghi è più una seconda punta, a Monterotondo l’anno prima aveva segnato soprattutto giocando a due davanti. Accanto ad Andolfi sarebbe stato perfetto. È fortissimo, l’infortunio da inizio anno l’ha penalizzato un sacco. Riprendere ritmo è tosta.

Sei riuscito, quest’anno, a vedere dal vivo il tuo Pisa in A?

Una volta, durante sosta di natale, Pisa-Juventus 0-2. E’ stata una stagione molto difficile, la città aspettava da 35 anni questo momento e dispiace che sia andata a finire così. Però c’è dietro una società forte e sono convinto che nei prossimi anni avrà l’occasione per tornare su. Tra centro sportivo e stadio stanno facendo un grosso lavoro sulle strutture ed è fondamentale.

Nota dolente, quella delle infrastrutture, a Siena.

Negli anni del Monte dei Paschi non è stato fatto nulla sotto quell’aspetto. Però, a parte Empoli dove ho fatto il settore giovanile, per la D Siena resta top. Da altre parti è peggio.

C’è delusione, nell’addio col Siena?

Ci stavo bene, ma questo è il calcio. Si prendono decisioni e basta essere chiari e sereni. Giocare per vincere è sempre bello, spero di avere l’opportunità di andare in una società che lotta per vincere o per stare nelle prime posizioni.

Hai avuto contatti e proposte?

Qualcosa ho avuto, vediamo. Nel giro di poco prenderò una decisione. Alla fine gli ultimi sei anni sono arrivato quattro volte ai playoff, una volta ho vinto il campionato e un’altra volta ho giocato in C.

Nel frattempo sei ad un passo dalla Magistrale in Management dello sport.

Mi laureo a settembre, devo discutere la tesi che è già pronta. L’ho fatta sui test prima della stagione e metà anno che ci ha fatto il prof Gianmaria Bernini.

Puoi entrare più nel dettaglio?

I test mostrano le differenze tra i calciatori a seconda dei ruoli, delle caratteristiche fisiche… a seconda dei risultati si programma un lavoro personalizzato, sia di attivazione per eventuali carenze che di forza. Quest’anno abbiamo sfruttato anche una bella palestrina, venivamo divisi in gruppi.

Chi spiccava, nei test?

Andrea Conti, è un animale. Aveva un fisico… ha fatto il meglio in quasi tutti i test.

Siena rimarrà comunque nel cuore di Noccioli.

Un’annata tosta, ma mi è servita tanto per la crescita personale. A 26 anni giocare in una piazza così importante è stato un bello step di crescita.

Il ricordo più felice che ti viene in mente?

Il gol che fece Federico Vari a Sansepolcro. Valse il primo in classifica, una vittoria strappata all’ultimo minuto. Fu una bella giornata.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol