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Al club con la Robur

Intervista Fol – Noccioli: “Con Bellazzini il lavoro è duro, ma la domenica corriamo più degli altri. Curiosi di sfidare Prato e Grosseto”

Ospite dell’ultima puntata di “Al Club con la Robur”, Francesco Noccioli ha parlato dell’attualità e della sua carriera prima dell’arrivo a Siena. Queste le sue dichiarazioni:

Sansepolcro – “Anche questa volta abbiamo creato tanto e per fortuna al 90° abbiamo trovato il gol, perché sennò si parlava sicuramente di due punti persi. Il Sansepolcro è stato molto basso in un campo piccolo, non è stato facile. Vari l’ha colpita di fianco, è andata bene. Su di me c’era rigore, ero riuscito ad anticipare il portiere che mi è venuto addosso. Avrebbe calciato Menghi, di certo non io che sono molto in basso nella lista. L’anno scorso ne ho battuto uno e l’ho sbagliato”.

Bellazzini – “Il mister è uguale all’anno scorso. È esigente, la settimana è tosta. Se non mangi bene, non recuperi bene, alla lunga non riesci a performare. A Ghiviborgo all’inizio non ero preparato, ho sofferto e ho dovuto fare dei cambiamenti anche sotto quel punto di vista. Però in campo la domenica andiamo più forti degli altri. Anche Indiani, che ho avuto, era così maniacale sull’aspetto del video”.

Centravanti – “L’avevo fatto in maniera sicuramente diversa, delle volte con Magrini e Indiani a San Donato, però per le mie caratteristiche all’interno di questo sistema sicuramente la mezzala- trequartista è il ruolo più adatto a me”.

Andare a funghi – “Il bosco mi rilassa, ogni tanto ci vado, soprattutto dopo le sconfitte. Speriamo quindi di andarci il meno possibile!”.

Studi – “Con Conti chi chiamiamo Doc, perché entrambi stiamo laureati. Ci ho messo cinque anni per la triennale in Economia aziendale a Pisa, è stata tosta specialmente alla fine. Durante il Covid avevo lezioni e esami online ed ero più facilitato. Ora sto facendo la magistrale in Management dello sport in via telematica. L’economia, magari dentro una società sportiva, è una cosa che mi affascina. Abbinare calcio e studi? Lunedì lo tieni per rilassarti, mercoledì c’è lavoro doppio, quindi rimangono due giorni e mezzo per studiare. Lo switch non è facilissimo però tenere allenata la mente può servire anche in campo”.

Con chi ha legato di più – “Con i ragazzi ex Ghiviborgo, poi Masini, Nardi, Menghi. Ma con un po’ tutti. Ogni tanto facciamo merenda, la domenica dopo la partita ci capita di mangiare la pizza insieme”.

Carriera – “Ho iniziato a 4 anni nello Zambra, vicino casa mia a Pisa. A 9 anni sono andato a Empoli e ci sono rimasto fino alla Primavera. Ho giocato con Canestrelli, ho incrociato Ricci e Asllani. Poi sono andato in prestito al Livorno, sempre in Primavera. Io sono pisano, mio babbo non voleva che portassi la roba a casa e ha fatto comprare a mia mamma l’asciugatrice perché non voleva la roba appesa del Livorno”.

Con i grandi – “I primi mesi sono andato al Viareggio, a metà anno è subentrata una proprietà nuova che poi alla fine ha portato al fallimento quindi sono andato in prestito al Seravezza. Poi termino il mio contratto con l’Empoli sono passato al Ponsacco, una stagione un po’ travagliata perché ci fu un po’ di caos societario, il Covid e la retrocessione”.

Il professionismo – “Al San Donato ho fatto tre anni, e al secondo anno abbiamo vinto il campionato con più di 80 punti portando un paesino in Serie C. Peccato perché bastavano due punti in più per salvarsi direttamente, invece siamo retrocessi al playout con l’Alessandria. È stato però bellissimo giocare in stadi come Cesena e Reggio Emilia”.

Le ultime esperienze – “Col Tau alla seconda giornata presi tre giornate di squalifica perché un mio compagno aveva tirato una gomitata e l’arbitro l’aveva confuso con me. Quando poi ho trovato un po’ più di continuità mi sono stirato due volte al flessore. Però comunque la squadra ha raggiunto la finale playoff, qualche gol sono riuscito a tirarlo fuori”.

Ghiviborgo – “Tutti gli anni al Ghiviborgo riescono a tirar fuori un allenatore emergente, a rilanciare giocatori e a fare bene con poco budget. Bellazzini era un valore aggiunto, poi c’era Gori che è andato a Frosinone, Bura a Potenza. Lo stesso giorno in cui centrammo i playoff il Pisa andò in A, la sera ero a festeggiare qualcosa di incredibile. Spero che giochi una volta di lunedì così da poterlo vedere”.

Il campo di domenica – “Non è grandissimo come campo, però più grande sicuramente di Sansepolcro. Loro sono una squadra che corre, è giovane quindi sicuramente dal punto di vista di stancare l’avversario sarà più difficile. L’aria di montagna laggiù fa bene perché tutti gli anni riescono comunque a fare grandi campionati con poco. Tornerò volentieri, mi sono trovato benissimo dentro il campo e fuori”.

Il tour de force – “Siamo proprio curiosi di affrontare squadre come Prato e Grosseto, per vedere a che livello siamo. Penso che ci arriviamo bene, la squadra sta bene, quindi non vediamo l’ora”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol