“Dimentichiamo Livorno e pensiamo a fare bottino pieno contro il Poggibonsi, in una partita sentita, anche dal sottoscritto. Lì non ho passato un anno e mezzo bellissimo e ho voglia di fare bene domenica”. Parola di Andrea Morosi, ospite dell’ultima puntata di “Al Club con la Robur”, la trasmissione del martedì dei Fedelissimi.
Livorno – “Nel primo tempo ci siamo fatti prendere dall’emozione. Diciamo che non abbiamo neanche provato a giocare, abbiamo lanciato lungo molte volte e quelle poche circostanze in cui abbiamo provato a giocare il Livorno ha subito riconquistato palla, fatto che ci ha un po’ impaurito”.
Il primo gol di Rossetti – “L’1-1? Non riuscivo a capire la dinamica, poi me l’ha detto Achy. Io ero dietro e mi aspettavo che Rossetti andasse dalla parte opposta, infatti ha fatto il passo verso quella direzione. Poi però l’ha toccata Achy e ha messo me fuori gioco”.
La carriera di Morosi – “Ho iniziato a cinque anni a Tavarnelle, sotto età, e ho fatto lì tutta la trafila delle giovanili giocando sempre con i 2003. A 15 anni sono arrivato a Siena: ho fatto l’Under 15, poi direttamente l’Under 17 con Voria nell’anno del Covid, stoppato quando eravamo secondi con il Cesena dei fratelli Shpendi e Berti primo. Perdevamo a Cesena 2-0 e il mister si arrabbiò talmente tanto che nell’intervallo spaccò gli occhiali”.
Gilardino e i grandi – “Proprio per lo stop della Juniores, e qui sono stato fortunato, Gilardino mi ha chiamato ad allenarmi con la prima squadra. La prima volta è andata bene e mi ha chiamato sempre più spesso. Tutte le mattine non sapevo se sarebbe arrivato, verso le 11, l’sms di Nino Scimone, il team manager. Io ero a scuola, non sapevo se portarmi la borsa, se portarmi il panino. Nel dubbio li portavo. Diciamo che la mia è stata un’adolescenza di panini! Io un veterano qui a Siena? Penso sia una definizione un po’ esagerata. Però sono qui da diversi anni e mi sto trovando benissimo”.
Poggibonsi – “Loro la sentono in modo particolare. È una squadra che usa molto le palle lunghe sugli attaccanti, gioca di sponda per i centrocampisti. Soprattutto Vitiello è molto bravo. Dovremmo stare attenti perché secondo me questo tipo di attaccanti li soffriamo. Le assenze? In difesa siamo contati. Quest’anno va così, praticamente tutti i giocatori simbolo, per vari motivi, si sono dovuti fermare”. (Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
