Lo scatto di Nicola Natili, di una bellezza antica, lo ritrae in terra, colpito dal dolore e dal fango, quasi ad espiare, a nome della Robur, la caduta nella quinta serie del calcio. “Avevo recuperato in scivolata, poi ho preso una botta e sono caduto di nuovo. Quando mi sono rialzato mi sentivo pesante 100 chili”, scherza Andrea Morosi, protagonista, assieme a Bertelli, dell’ultima puntata di “Al Club con la Robur”, e migliore in campo in Siena-Signa. “Sono soddisfatto della partita e del miglioramento che sto avendo in questo ultimo periodo. Giocando trovo sempre più fiducia in me stesso”.
Signa – “Quello che avevamo preparato in settimana è stato inutile. Arrivi lì e gli schemi saltano, pensi a buttare la palla in avanti, a vincere più contrasti possibili e a lottare sulle seconde palle. Di fronte c’era un avversario scorbutico, con atteggiamenti incomprensibili, antisportivi. Però siamo riusciti a trovare un pareggio molto dolce, come ha detto Ricciardo”.
Anghiari – “Spero che i tifosi siano presenti il più possibile allo stadio per sostenerci. Sta per arrivare il primo campionato vinto in carriera, la pressione grazie ai più esperti si sente molto meno. Arriveranno emozioni incredibili, ricordi da raccontare a figli e nipoti”.
Il gol sfiorato – “Con la Rondinella, dopo la volata sulla fascia e il tiro di sinistro, ho pensato che poteva essere il gol della stagione. Ma non è entrata quindi non conta niente. Con la Colligiana sono stato pollo io. Ho aspettato troppo: lì o tiro prima o la scavo”.
L’estate di Morosi – “Ho fatto la preparazione al Montevarchi, avrei dovuto giocare lì ma poi alla fine mi hanno “abbandonato” e a Ferragosto mi sono trovato senza squadra. Ho saputo della notizia del Siena e ho voluto aspettare, rifiutando altre squadre”.
L’esordio al Franchi, in Coppa Italia di C – “Il ricordo più bello della carriera. La spinta dei tifosi, io che fisicamente non sentivo niente… volavo. Un’emozione unica”.
Insegnamenti – “Da chi ho appreso di più? Da Bianchi. Mi rimprovera quando va fatto e mi fa i complimenti al momento giusto. Rimanere a Siena sarebbe il top. Il Franchi? Ci ho giocato, fa tantissimo dispiacere. È uno stadio da Serie A”. (Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
