Dopo la Fezzanese, il 27 aprile nell’ultima gara casalinga della stagione, il Siena sfiderà l’Ostiamare di Simone Minincleri, che ha appena battuto il Grosseto facendo un grande favori ai ragazzi di Voria. “Daniele De Rossi ci ha dato tanta serenità a livello lavorativo, ci ha salvato da una situazione societaria difficile. Stava svanendo tutto quello che avevamo costruito in estate – spiega l’ex centrocampista bianconero a “Al Club con la Robur” – ora abbiamo rimesso la barca in rotta. Mi dispiace perché abbiamo sperperato tanti punti, anche con il Siena all’andata a dicembre. Con qualche punto in più ci saremmo giocati i playoff. Però mai dire mai…”.
L’Ostiamare, con la salvezza in tasca anche se manca la matematica, è a -5 da Siena e Grosseto con tre partite rimanenti. “Quella di giovedì (domani, ndr) col San Donato Tavarnelle è la più importante delle tre, perché è quella che ci potrebbe tenere ancora aperto quel lumicino. Finché la matematica non ci condanna, noi ci dobbiamo credere – prosegue – a gennaio eravamo penultimi, oggi siamo la 2° squadra per punti fatti nel girone di ritorno. Abbiamo fatto una rincorsa importante, spendendo tante energie”.
Minincleri fu uno dei protagonisti della stagione 2014-15 in Serie D, con 13 gol e la vittoria del Fedelissimo d’Oro, oltre che di campionato e Poule Scudetto. “Un anno fantastico, travolgente. Il senso d’appartenenza ogni settimana ce lo dimostravano i senesi, non solo venendo allo stadio ma andando noi nelle contrade. Morgia? Metteva sempre il gioco prima del risultato, vincevamo giocando bene. E mi ha fatto capire cosa vuol dire pressare. Quello che fa Gasperini adesso magari lo faceva già lui vent’anni prima”.
Tantissimi i campionati giocati (e vinti) in D, una sola esperienza in C2, da giovane. “Mi dispiace non aver fatto categorie superiori, però ho raccolto tanto e sono orgoglioso del percorso che ho fatto da giocatore – conclude – magari ci arriverò da allenatore. Sarà molto difficile, la strada è tortuosa. Sono all’inizio del mio percorso, però ho tanta voglia di mettermi in gioco. Quei due anni con mister Morgia (Pistoia e Siena, ndr) sono stati determinanti perché mi hanno migliorato tantissimo, sia come calciatore che come uomo. In mezzo al campo gli devo dire grazie perché prima facevo meno gol ed ero meno determinato”. (G.I.)
Fonte: Fol
