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Intervista Fol – Mignani: “Mi godo il momento, poi in estate penseremo al futuro. Il sogno? Segnare per la Robur al Franchi”

Guglielmo Mignani sta vivendo un momento incredibile con la Pianese: 13 gol nel suo primo anno tra i professionisti, l’ultima rete, decisiva, contro il Milan Futuro, match in cui è stato ammonito, prendendosi una squalifica. “Vorrà dire che andrò a vedere Siena-Poggibonsi. Anche se la mia ragazza si arrabbierà un po’ visto che l’unico weekend libero la porto allo stadio”, scherza l’attaccante senese, su cui sono piombati da mesi gli occhi di tanti club, inevitabile dopo i 33 gol segnati in poco più di un anno e mezzo.

“Le voci fanno sempre piacere, ma ora sono concentrato sul finire al meglio la stagione alla Pianese – spiega Mignani, intervenuto a “Al Club con la Robur” – la società, il direttore e i tifosi mi stanno dando tantissimo affetto, mi coccolano come non mi sono mai sentito coccolato. Ho talmente tanto rispetto per loro che non penso assolutamente al resto. Nonostante questo so che sto facendo bene, ho ambizione e quest’estate, se ci sarà la possibilità di fare qualcosa, ci metteremo a sedere e decideremo insieme il futuro”.

Mignani ha vissuto il suo sogno nel 2020-21, col Siena di Gilardino e degli armeni in Serie D. Tre gol, con Cannara, Trastevere e Tiferno Lerchi, e ottime impressioni al primo anno tra i grandi. “Per me è stata un’esperienza meravigliosa, giocare nella squadra della propria città è stato incredibile. Una stagione lunghissima, da agosto fino a giugno, ma che mi è sembrata scorrere velocissima. Ho un aneddoto legato ad Andrea Morosi (ospite della puntata, ndr). Aveva 16 anni, era nella Juniores, il giovedì con Gilardino facevamo le partite a tutto campo, 11 vs 11. Lui faceva l’esterno sinistro offensivo, alla prima azione rientrò e tirò una fucilata al sette da fuori area e impressionò tutti”.

La carriera di Mignani subisce però delle frenate. Montevarchi, Carpi, Badesse, Poggibonsi: momenti difficili, la voglia anche di dire basta. “Nel calcio, come nella vita, devi avere la fortuna di essere al posto giusto al momento giusto. Due anni esatti fa ero con Morosi a Poggibonsi, la società decise di mandarmi via per prendere un altro attaccante. Ero spalle al muro, l’unica possibilità era andare all’Orvietana, ultima in classifica in D, che a gennaio stava rivoluzionando la squadra. L’ho vista come la mia ultima chance per poter giocare a calcio. Sono partito dall’oggi al domani, senza nemmeno salutare i vecchi compagni, convinto che se avessi fatto bene ad Orvieto sarebbe rinata la mia carriera calcistica. E così è stato. Ho trovato fiducia, prestazioni, gol, ed è andato tutto in discesa. Non c’è stato un cambiamento mentale, ma solo la fortuna di aver trovato l’ambiente giusto”.

L’attaccante della Pianese ha trionfato in D lo scorso anno a Piancastagnaio. Che consigli può dare alla Robur, che ha la stessa necessità? “Vincere la Serie D è difficilissimo, molto più difficile di quello che si possa pensare. L’Arezzo l’ha vinta al secondo anno, il Livorno è molto vicino a farlo al terzo anno, il Grosseto l’anno prossimo sarà il quarto. Una piazza come Siena non merita questa categoria. Conosco molto bene il direttore Guerri, è molto bravo, conosco le sue qualità e farà il meglio per riportare il Siena dove merita”.

L’amore per la Robur è indissolubile, il vestire bianconero non è stato un gesto isolato. “Quando sono andato via da Siena ho sempre avuto questa convinzione: che un giorno, non so in quale categoria, non so quando, non so come, sarei tornato a giocare nel Siena. Lo spero, perché non ho ancora fatto gol allo stadio con i tifosi. Sono convinto che succederà”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol