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Al club con la Robur

Intervista Fol – Michielan: “Mi ispiro a Vicario. Col Poggibonsi la parata più cinematografica”

Mattia Michielan, portiere del Siena, è stato ospite di Al Club con la Robur. Queste le sue dichiarazioni:

Prato – “Abbiamo fatto una buona gara. Siamo dispiaciuti per non essere riusciti a portare a casa i tre punti, li meritavamo perché abbiamo avuto più di qualche occasione, però tutto sommato ci accontentiamo per questo risultato. Il fatto di aver fatto molto bene ci aiuta nel morale”.

Il gol annullato a Rossetti – “Dalla porta sembrava uscita. Poi c’è da dire che l’arbitro ha fischiato subito la rimessa al fondo, perciò ci eravamo anche un po’ fermati”.

Gioco con i piedi – “Nel settore giovanile dell’Inter giocavo già molto con i piedi. Non tanto come quest’anno, infatti ho dovuto un po’ abituarmi. Però mi sta capitando molte volte di toccare la palla e sono contento perché è divertente e coinvolgente. Ti dà la possibilità di giocare sempre con la squadra, di essere sempre presente nelle azioni. Più di qualche volta mi è capitato di giocare qualche pallone, che poi si è rivelato importante”.

Michielan – “Sono di Treviso, inizio a giocare a 5-6 nel Treviso Academy, inizialmente alternandomi in porta e in difesa. Poi sono passato a Montebelluna, che è una squadra che era in Serie D qualche anno fa, dove sono passato fisso in porta, e a 14 anni sono andato all’Inter. Il passaggio è stato graduale, prima ho fatto qualche allenamento con loro, qualche partita, qualche torneo, fino al salto definitivo nell’Under 15. Quattro anni bellissimi, anche perché sono interista”.

L’arrivo a Siena – “Bellissimo. Il primo anno tra i grandi non è facile trovare una piazza importante come Siena. Perciò è stata facile la scelta. Non ero mai stato a Siena prima”.

Di Vincenzo – “Inizialmente le gerarchie non erano definitive. Ma non c’è una rivalità tra noi”.

Ghiviborgo – “Subito dopo ero dispiaciuto. Ma è un dovere resettare, non pensarci più di tanto, perché poi se condizioni il resto della partita fai peggio”.

La parata più bella finora – “Forse quella col Poggibonsi in campionato, è quella più cinematografica”.

Riferimento – “Ultimamente seguo molto Vicario, il portiere del Tottenham. A livello stilistico è quello che preferisco. Non dico il mio idolo, però è quello a cui mi ispiro di più”.

Numeri di maglia – “Paolucci aveva il piacere di avere il numero 1 e gliel’ho lasciato senza problemi. La 22 tra l’altro è la data di nascita di mio padre”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol