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Intervista Fol – Mastalli: “Mi do 6,5, posso fare di più. Il Siena tornerà a breve nei pro e spero con tutto il cuore di esserci anche io”

“In trasferta abbiamo trovato la quadra, finalmente siamo tornati alla vittoria anche in casa. Questo ci ha riportato entusiasmo. Ha aiutato pure la solidità difensiva, Biancon e Achy hanno fatto entrambi un partitone”. A parlare, a “Al Club con la Robur”, è il centrocampista del Siena Alessandro Mastalli. Di seguito le sue dichiarazioni:

Ruolo di play – “Mi toccano più compiti difensivi? A malincuore (ride, ndr). Sono a disposizione del mister, anzi mi fa piacere e mi dà ancora più consapevolezza il fatto di poter fare più ruoli a centrocampo. Certo, a me piace seguire l’azione, giocando davanti alla difesa devo rimanere più bloccato. A volte faccio fatica ma piano piano sto migliorando”.

Classifica – “Dobbiamo pensare solamente a noi stessi e cercare di vincere più partite possibili. Questa piazza non merita certo il sesto posto”.

Carriera – “Ho iniziato a 4 anni e mezzo, quando mio papà allenava i pulcini del Mezzolara. Poi sono andato a Bologna, sempre con mio papà che allenava. E da lì, a 14 anni sono andato a Milano. Ho iniziato presto a giocare, ce l’ho nel sangue. Mio papà ha giocato, è stato centrocampista-attaccante. È diventato un idolo a Catania, ha giocato in Serie A a Bologna e Lecce. Non ho avuto la fortuna di vederlo, ho visto qualche filmato, ma chi ha giocato con lui mi dice che era veramente forte”.

Gli anni al Milan – “C’erano Donnarumma, Calabria, Locatelli, Cutrone, Vido. E io ero il capitano, un’esperienza fantastica. Ho conosciuto molti giocatori che sento tutt’ora, quindi vuol dire che qualcosa ho lasciato e ho trasmesso a loro in quel periodo. Rimpianti ne ho, ma ho sempre detto che ogni giocatore ha un suo percorso. Il mio si vede che doveva essere questo e l’ho accettato. Mi sono tolto anche delle soddisfazioni. Ti dico la verità, qualche giocatore che adesso è in Serie A non ha avuto le mie esperienze e non ha avuto le gioie che ho avuto io”.

Corsa – “Il gps ci dà il dato dei km e delle accelerazioni, che fanno capire come stai a livello fisico e se in partita corri tanto o hai bisogno di integrare con del lavoro in più durante la settimana. Chi corre di più? Io!”.

Lucchese – “Lucca è stata una bella esperienza di vita e anche calcistica, perché siamo arrivati comunque ai play-off con una buona squadra e lì sono tornato a fare più di un gol, che mi mancavano, e a giocare con continuità, che era da un anno e mezzo che non avevo”.

Alessandria – “Ci sono state veramente troppe cose che non andavano: cambi di allenatore, di presidenti. Cose che non mi erano mai successe in carriera sono capitate tutte ad Alessandria in un anno solo. In quelle condizioni era veramente difficile cercare di andare oltre perché sono successe cose dall’altro mondo, è difficile anche da spiegare”.

L’estate passata – “Il mercato è strano, puoi anche fare bene ma se non conosci qualcuno o non hai la gente giusta puoi avere difficoltà. Dopo quella stagione all’Alessandria molti compagni sono rimasti senza squadra, c’è chi non ha ancora trovato una collocazione”.

Siena – “C’era qualche trattativa con club di C, ma ho dato subito l’ok al Siena. Quando ho firmato si capiva che c’era qualcosa nell’aria, nel ritiro ci continuavano a dire di stare tranquilli. È chiaro che venendo dalla situazione di Alessandria dopo il cambio di società un po’ mi sono preoccupato, però mi ci hanno rasserenato e alla fine hanno avuto ragione, ci fanno pensare solamente al campo. I proprietari svedesi mi hanno fatto una buonissima impressione e ad oggi quello che hanno detto l’hanno fatto”.

Serie D – “Differenze? Sicuramente i campi in cui vai a giocare che non sono ottimi. Le squadre ti fanno meno giocare e cercano più il contatto fisico”

Magrini – “Mi conosceva lui di nome, chiese di me a Maraia che ho avuto a Lucca. Un giocatore se ha la fiducia del mister dà sempre di più. Aver giocato quasi tutte le partite mi rende felice, è anche merito mio, perché durante la settimana mi alleno sempre forte. Qualche partita l’ho sbagliata, ma in altre penso di aver fatto bene. Un voto? 6 e mezzo, penso ci possa stare”.

Miglioramenti – “Devo cercare di arrivare più al tiro, a fare più gol. E poi dare una mano maggiore alla squadra, ai giovani, essere un punto di riferimento.

Siena – “Non merita questa categoria e sono sicuro che a breve tornerà nei professionisti. Spero con tutto il cuore di esserci io quando questo avvenga. La città potrebbe essere quella giusta per stabilizzarmi con la famiglia, poi è chiaro che nel calcio non si sa mai”.

Flaminia – “All’andata fu il miglior primo tempo del campionato, nella ripresa controllammo bene la gara. Speriamo che succeda lo stesso. Bisogna cercare di portare a casa i tre punti a tutti i costi, adesso bisogna solo vincere”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol