“Nel corso di questa stagione ho avuto anche troppe chiamate. Anche del Siena, dopo l’addio di Bellazzini”. Roberto Malotti, a “Al Club con la Robur”, rivela il contatto avvenuto con la società bianconera nella brevissima fase di passaggio tra Bellazzini e Voria.
“Siena è una piazza che mi stimola da morire – dice Malotti nel corso della trasmissione del Fedelissimo Online – purtroppo sono stato cercato in due momenti (l’altro in Eccellenza, ndr) in cui mi è toccato dover dire di no a malincuore. Vedendo come sta andando quest’anno, direi che la scelta non è stata sbagliata, Voria le ha vinte quasi tutte quindi la soluzione l’hanno trovata in casa. Ma è una piazza che stimola, che ti dà grande motivazioni, mi piacerebbe un giorno allenarla”.
L’ex allenatore di Montevarchi e Grosseto ha dovuto declinare le varie proposte in questa stagione per l’attività nel campo della ristorazione che porta avanti a Firenze. “Se mi dici che preferisco stare sul campo o nelle pizzerie ti dico che preferisco fare l’allenatore – spiega – ma sto seguendo un progetto importante che sta andando in porto. Per fare l’allenatore devi essere totalmente con la testa sul campo ed è impossibile per me in questo momento esserlo. Avevo fatto questo errore l’anno scorso, non volevo ripeterlo”.
“Alla mia età bisognerebbe portare avanti le passioni più che il lavoro, qualche errore quindi l’ho fatto e mi auguro l’anno prossimo, non certo dall’inizio, di poter tornare a fare qualcosa indipendentemente dalla categoria – prosegue – quando hai una passione dentro, è giusto che trovi lo spazio e il tempo per farlo. Difficilmente è la vita normale è in grado di darti quello che ti dà il calcio”.
Malotti commenta anche un campionato che “ha rispecchiato la forza del Grosseto. Negli ultimi anni abbiamo visto una forza predominante e le altre che fanno una stagione secondaria. Se non cambiano qualcosa si rischia di perdere l’importanza della fase finale. Va trovato un sistema per dare un perché ai playoff e a squadre che fanno sforzi importanti, come il Prato e il Siena”.
Battuta finale sul celebre sfogo, l’anno scorso, mentre allenava il Grosseto. “Come facevo a pensare che sarebbe successo? In maniera anche goliardica, però rispecchia quello che sono io. Se da una parte può aver suscitato dei dubbi, dall’altra fa intravedere un personaggio che fa le cose con grande passione, dando tutto. Va vedere la parte che mi interessa mostrare, non solo l’allenatore ma anche l’uomo. Dà un segnale forte. Se qualcuno un domani mi cerca, sa che Roberto Malotti è quello, e lo prende con tutto il pacchetto senza compromessi”. (Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
