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Intervista Fol – Lombardo: “A Siena sarei dovuto restare più a lungo. Domenica ci proveremo”

Domenica il Siena ritroverà da avversario un volto noto. Mattia Lombardo è infatti uno dei punti fermi del Tau Altopascio, squadra con la quale si è rimesso in gioco dopo i tanti anni giocati tra i professionisti. Il duttile terzino classe 1995 si prepara a tornare in quell’Artemio Franchi che è stata la sua casa nella stagione 2019/20, in una sfida che segna l’inizio del campionato e mette subito alla prova le ambizioni di entrambe le squadre.

Mattia, il ritorno nel girone E vi ha colto di sorpresa?

Come l’anno scorso la percentuale era 50 e 50. Nel girone D ci sono stati molti cambiamenti e in maniera naturale siamo tornati nel girone E.

Hai notato differenze tra i due raggruppamenti?

Ognuno ha le sue difficoltà. Nel girone E si trovano formazioni sempre molto attrezzate e campi in cui proporre una certa mentalità diventa difficile. C’è un mix tra qualità, organizzazione e partite sporche, una squadra deve avere l’abilità di sapersi trasformare. Il girone D presenta campi più adatti al voler giocare, infatti quello dell’anno scorso è stato un campionato diverso.

Che campionato ti aspetti? Vedi un Grosseto superiore a tutte?

È sicuramente la squadra da battere. Il mercato fatto è quello di una squadra di Serie C, come dimostrano giocatori come Della Latta e Disanto, con i quali ho giocato, oltre a tanti altri che hanno già vinto la Serie D. Potrebbe vincere in qualsiasi girone.

Il Tau Altopascio, invece, che realtà è?    

Una realtà solida, dove c’è grande professionalità. Nella mia carriera ho sempre militato tra i professionisti, finendo per trovarmi a volte in situazioni non positive. Ad Altopascio ho toccato con mano cosa significhi lavorare con dedizione e impegno, oltre ad aver trovato grande organizzazione societaria. Qui tutti sono messi nelle condizioni migliori per tirare fuori il massimo. La qualità delle persone è quella che ci ha contraddistinto, portandoci a disputare due finali playoff facendo un campionato di vertice fino all’ultimo.

L’anno scorso avete fatto parlare di voi con un filotto di nove vittorie consecutive ad inizio torneo. Poi il quarto posto e la sconfitta in finale playoff.

A fare la differenza in questi casi è il gruppo. L’anno scorso si è creato il mix giusto che ci ha portato ad essere primi in classifica fino a febbraio. Sono stati 5-6 mesi di altissimo livello, eravamo arrivati a +3 allo scontro diretto con il Forlì che purtroppo abbiamo perso. Sono comunque emersi dei valori importanti, basti pensare a Motti e Andolfi, andati in Serie C. La sfortuna è stata trovare un Forlì che non ha perso un colpo, oltre al fatto che tanti infortuni ci hanno rallentato.

Con che obiettivi vi presentate ai nastri di partenza?

L’obiettivo è quello di fare un campionato competitivo con la consapevolezza che è stata costruita una squadra molto giovane e quindi ci sarà da velocizzare il processo di crescita.

Domenica affronterete un Siena completamente rinnovato.

Conosco diversi giocatori. Penso a Noccioli che è stato mio compagno al Tau, ma ho giocato anche contro Vlahovic. Il mister si conosce, affrontare le squadre di Bellazzini è molto complicato. Organizzazione e gioco la faranno da padrone, bisognerà andare oltre le aspettative per competere con loro.

Che effetto farà tornare al Franchi? L’ultima volta da avversario per te fu tre anni fa alla Torres, in un infrasettimanale dopo il rinvio a causa del terremoto.

Il Siena ha calcato palcoscenici di Serie A per tantissimo tempo, a giocare in quello stadio si respira la storia. In questi ultimi anni purtroppo ha vissuto tanti cambi societari che, come a Lucca, non rispecchiano un ambiente che meriterebbe di più e che ha fatto la storia del calcio italiano. Giocare lì è una motivazione sia per i calciatori del Siena, sia gli per avversari che possono mettere piede in un campo dove si è scritta la storia. Alla Robur auguro di lasciarsi alle spalle queste categorie.

Hai menzionato la tua parentesi alla Lucchese. Forse la tua migliore stagione, eppure al termine di quella rimanesti svincolato fino a quando, a ottobre 2019, non arrivò la chiamata della Robur.

È stato un momento molto particolare della mia carriera e della mia vita. Dopo l’annata di Lucca, in cui avevo messo a referto 6 gol e 6 assist da terzino, a 23 anni pensavo di avere le carte in regola per ambire a un salto di categoria. Con la Lucchese facemmo un’impresa, salvandoci con 23 punti di penalizzazione. Non mi accasai da nessuna parte a causa di alcune difficoltà che mi hanno tolto la possibilità di andare in certe situazioni. Fortunatamente il direttore Vaira si ricordò delle mie buone prestazioni. L’accordo in realtà era anche più lungo, purtroppo il Covid ha interrotto tutto quanto di buono.

Un bell’impatto per te in bianconero.

Ricordo bene l’assist per Guidone a Gorgonzola e il gol su punizione ad Alessandria. Era una squadra con grandi valori, penso a Cesarini, Guberti, Gerli, Arrigoni, Vassallo, Oukhadda, Confente, tanti di loro giocano in Serie B. Dare continuità a questa squadra ci avrebbe permesso di costruire qualcosa di positivo. Quell’anno c’era di mezzo il Monza che aveva una corazzata.

Poi il campionato subì lo stop in seguito allo scoppio della pandemia, che ricordi hai di quel periodo?

Non conoscevamo né il presente né il futuro. All’inizio dovevamo restare fermi, poi sembrava di dover tornare a giocare invece si disputarono solo i playoff. Non fu facile.

Dopo quella dell’anno precedente, ti ritrovasti a vivere un’altra mancata iscrizione della società.

Il Covid ha lasciato il segno a tutti quanti. La presidentessa Durio, che lavorava nel settore navale, fu penalizzata da questa situazione. Fino all’ultimo ci ha dato quello che doveva, ha fatto il possibile per dare continuità e di tutto affinché il Siena ripartisse dalla Serie C. In una situazione macroeconomica come quella in cui ci si trovava, la mancanza di certezze credo sia stata difficile da gestire. Se non ci fosse stato il Covid avrebbe sicuramente proseguito.

Nel periodo sopracitato ne approfittasti per allargare le tue conoscenze iscrivendoti al corso allenatori Uefa B. Pensi ci sia quello nel tuo futuro?

È vero, in quel periodo a casa sono riuscito a concretizzare questo tempo perso seguendo il corso Uefa B online. L’anno scorso ho completato anche quello per team manager e per le figure manageriali. Adesso penso a continuare a giocare, ma allo stesso tempo mi tengo aperte varie situazioni. La parte tecnica è quella che mi stuzzica di più, pur con tutte le difficoltà del caso. Ho le idee ben chiare, vedremo cosa mi riserverà il futuro.

(J.F.)

Fonte: Fol