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Intervista Fol – Giusti: “Mai avrei pensato di vincere il Fedelissimo d’Oro. Se resto darò tutto me stesso per portare il Siena in C”

6,47 di media, miglior calciatore dell’anno, quarto portiere a vincere il Fedelissimo d’Oro. “Non ci avrei mai scommesso a inizio anno, ma neanche dopo il girone d’andata perché avevo fatto appena quattro partite”, ammette Andrea Giusti, protagonista della serata di ieri ai Fedelissimi. “Non era nella mia testa vincere questo premio – spiega il portiere bianconero a “Al Club con la Robur” – ma ho cercato di dare sempre il massimo, di meritarmi e conquistarmi il posto e poi di mantenerlo. Ed è una grande soddisfazione essere in questa lista, con giocatori di grande prestigio. Una soddisfazione a metà, perché il calcio è un gioco di squadra e quando si fallisce un obiettivo nessuno si esenta, le colpe sono un po’ di tutti. Però penso di aver dato tutto in qualsiasi allenamento o partita, quindi dentro mi sento a posto”.

Il portiere bianconero ha commentato la stagione chiusa domenica scorsa. “A livello di influenza, un’annata così la ricordo solo negli anni del Covid. Poi la serie di infortuni, e mi viene in mente con la Fezzanese quando si fanno male il centrale e il centrocampista che lo rimpiazza. Però i playoff si potevano centrare. Abbiamo perso qualche partita di troppo in casa, abbiamo perso qualche punto con le squadre di bassa classifica e questo ci ha portato a giocarci tutto all’ultima giornata a Grosseto, dove secondo me non abbiamo fatto una brutta partita, a livello di qualità”.

“Ci alleniamo questa settimana, forse anche la prossima – prosegue Giusti – poi cosa farò? A me piace allenarmi per farmi trovare pronto, poi vedrò amici, starò a casa con la mia ragazza e con i parenti che di solito vedo poco. La giornata insomma me la riempio. Non so quale sarà il mio futuro, a me sinceramente piacerebbe restare perché mi sono posto un obiettivo quando sono venuto qua, quello di tornare in C col Siena. Finché sono qui, do tutto me stesso per poterlo raggiungere. Chiaro che le scelte non dipendono solo da me, dovrò parlare con la società”. (G.I.)

Fonte: Fol