Intervista Fol – Giusti: “Franchi? Non sono fiducioso, ma spero di sbagliarmi”

“Non possiamo sapere dove saremmo stati facendo il ritiro e giocando al Franchi, però si può sapere che senza preparazione e giocando nel fango siamo a +10. Siamo una squadra forte ed è giusto andare in campo tutte le domeniche per vincere. Poi c’è anche la bravura degli avversari, come abbiamo visto sabato contro la Castiglionese”. A parlare è Andrea Giusti, protagonista dell’ultima puntata della trasmissione dei Fedelissimi “Al Club con la Robur”.

Il campo di Badesse – “Crea problemi anche per il portiere, perché ha bisogno di stabilità sui rinvii, nei cambi di direzione, su un’uscita. C’è il pericolo di scivolare o perdere equilibrio. E se poi sbagli, l’errore lo rimedi difficilmente”.

Franchi – “Ci ho giocato da avversario 2-3 volte. Vedere una situazione così fa male, pensare che potevamo giocare lì… sinceramente per quest’anno non sono fiducioso, anche se spero di sbagliarmi”.

Lontano dai pali – “È un modo di giocare mio che una richiesta dell’allenatore dei portieri e di Magrini. Una squadra come la nostra sta alta, gioca sempre nella metà campo avversaria e può essere soggetta a palle lunghe. Giocare così porta vantaggi e dà sicurezza alla squadra, perché può spegnere le ripartenze degli avversari”.

Altezza – “Conta, eccome. Avere una struttura fisica importante in questo ruolo, anche per coprire la porta, è fondamentale. Però ho sviluppato altre caratteristiche che possono compensare questo aspetto, per esempio la velocità e la rapidità nelle uscite”.

Achy – “Già l’avevo sentito in estate, quando lo chiamò il Siena mi chiese informazioni. Gli dissi di non pensarci un attimo e il giorno dopo si è presentato a Chianciano. Siamo in casa assieme, siamo amici. È un giocatore veramente forte. È stato fermo un anno, non conosco la sua situazione nel dettaglio ma in Italia ci sono tantissime regole, soprattutto per gli extracomunitari”.

Perché Siena – “Per il blasone, la piazza, l’attaccamento dei tifosi. E poi il progetto della società, che vuole riportare il club il più in alto possibile”.

Squilli la fe’ – “Ci sembrava giusto imparare questo coro, che accomuna le contrade di Siena, anche per legarci di più con i tifosi, aspetto fondamentale nel calcio. Masini ci ha spiegato la storia che c’è dietro. Cantarlo insieme qui in trasmissione? No, grazie. Sono stonato!”.

Quote – “Se il mister decide che c’è bisogno della quota in porta non ci sono problemi. L’importante è che porti vantaggio alla squadra. La vivo molto serenamente”.

Paragoni – “Se questo Siena è forte quanto il Montevarchi che vince la D? Sono entrambe forti ma con impronte diverse. Questa è una squadra con più qualità di palleggio e di possesso, il Montevarchi era più aggressivo e cercava di più la verticalizzazione”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol