«È un bellissimo riconoscimento che mi farà ricordare di questa stagione. Essere entrato in questa lista, dove ci sono tra gli altri nomi di calciatori che ammiravo in Serie A, mi inorgoglisce. E poi ho vinto la classifica con compagni che sono giocatori davvero importanti, è stata una bella sfida e sono contento». Il premio che racchiude la medie voto di tutta la stagione non poteva non andare ad Elia Galligani, che in occasione della premiazione del 45^ Fedelissimo d’Oro si è intrattenuto anche nel corso dell’ultima puntata della stagione di “Al Club con la Robur” per ripercorrere la sua straordinaria annata, condita da ben 17 gol e 16 assist.
Stagione – “Come numeri la metto al primo posto, anche se a livello di prestazioni forse ho fatto meglio l’anno della Serie C a Grosseto, dove ero molto più continuo a saltare l’uomo. Ma sicuramente questa è la migliore della mia carriera”.
Continuità – “Sono uno che quando ha un fastidio non si ferma, fino a che non mi rompo qualcosa gioco. Fortunatamente non mi è successo niente di grave, a parte qualche botta. Sono riuscito ad essere sempre disponibile e il mister non mi ha fatto saltare una partita, spero di averlo ripagato con i numeri.
La giocata preferita – “Mi fermo, faccio fermare l’avversario e mi allungo la palla. Essendo più veloce, 99 volte su 100 la prendo. Anche se quest’anno i campi mi hanno penalizzato in questo tipo di giocate. Allo stadio mi sono un po’ rivisto con due accelerazioni, mentre per il resto del campionato non sono stato io al 100%”.
Rigori – “L’unico in cui ho incrociato il tiro è stato con la Rondinella, mentre negli altri avevo aperto il piatto. Sono riuscito a spiazzare il portiere in tutti e quattro. Il sabato prima della partita mi metto e ne calcio una decina, quando vado dal dischetto sono sempre molto sicuro”.
Le reti più significative – “Il gol di punta con la Rondinella. Quel modo ti calciare l’ho acquisito d’estate a calcetto, altrimenti non avrei saputo farlo. Con la Baldaccio è stato un gran tiro, la palla è passata in mezzo alle gambe. L’angolo con la Rufina? Boccardi aveva tirato e stavo andando sulla respinta prima che la palla uscisse fuori. Il portiere stava dicendo ‘sveglia’ alla difesa, io ne ho approfittato e gli ho fatto gol da calcio d’angolo. Avevo provato altre volte a segnare da corner, ma non ci ero mai riuscito. Poi è stato bello fare gol allo stadio. Sono contento di averci segnato subito, altrimenti avrei dovuto rischiare di aspettare diversi mesi”.
L’arrivo a Siena – “Ho ricevuto la chiamata del mister quattro giorni prima della partita con la Fortis Juventus. Lui mi disse: sicuramente non vieni, però un tentativo lo faccio lo stesso. Io stavo aspettando due società di Serie C, Sestri Levante e Alessandria. Dovevano giocare le rispettive partite e mi dissero: giochiamo la partita e ti facciamo sapere. C’ho ragionato e pensato un po’, ma da una parte mi volevano mentre questi mi facevano aspettare. Il giorno dopo ho richiamato il mister e abbiamo trovato l’accordo. Scelta migliore non potevo farla, sono davvero contento. E ora l’Alessandria è in D come noi”.
Hagbe – “Ha fatto progressi, all’inizio ha trovato meno spazio ma mister ci ha visto qualcosa e alla lunga ha avuto ragione. Lo devo anche ringraziare perché mi ha fatto segnare due gol in più per i rigori procurati. Poi ha segnato tre gol e vinto un campionato, per un 2004 è un bel risultato”.
Boccardi – “Secondo me deve essere soddisfatto, ha comunque rivinto un altro campionato. Speravo arrivasse alla doppia cifra, cosa che non gli è ancora riuscita. Se ci fosse stata l’occasione gli avrei fatto calciare i rigori per fargli raggiungere quota 10 perché se la meritava”.
Il rapporto con Conte – “All’inizio io lo consideravo come un segretario, ci salutavamo con il buongiorno e ogni tanto gli facevo qualche richiesta. Da quando abbiamo vinto il campionato in anticipo si è stretta questa amicizia, abbiamo iniziato a fare aperitivi e a uscire a cena. Da un paio di mesi ci siamo avvicinati ancora di più, è il migliore amico che ho trovato qua a Siena. Il suo ruolo? Va bene sia segretario che team manager. Di solito si dice ai calciatori, ma anche lui è sprecato per l’Eccellenza”.
Strano – “Mi definisco strano perché mi capita spesso di calciare la palla addosso all’avversario quando il gioco è fermo per far ripartire l’azione. Mi piacciono queste cose, anche in passato le ho fatte. Ogni tanto però gli arbitri fischiano sbagliando la valutazione del regolamento, cosa che invece non è successa a Foiano. Potrebbe sembrare una cosa antisportiva ma alla fine è regolare, in alcune situazioni mi è dispiaciuto essere fermato perché avrei potuto fare gol”.
Stadio – “Ad inizio stagione speravamo di entrarci a dicembre, poi con tutte le cose legali i tempi si sono allungati ma alla fine meglio tardi che mai, la cosa importante è averlo per il prossimo anno. Poterci giocarci nell’ultima partita casalinga è stato importante per prenderci le misure. L’unica volta che ci avevo giocato avevo perso 3-0, stavolta invece abbiamo vinto 3-0”.
Prospettive – “Io penso che la conferma di buona parte della squadra di quest’anno possa fare la differenza, poi è chiaro che qualche giocatore per darci una mano potrebbe far comodo. In Serie D quest’anno il Trapani ha asfaltato tutti, ma se c’è una squadra che lavora nel modo giusto ed è organizzata si può fare bene. Il girone dove potremmo essere inseriti è equilibrato, non ci deve spaventare il nome Livorno. Come avrebbe fatto questo Siena in Serie D? Secondo me con una preparazione adeguata saremmo stati a lottare con le prime”.
Il record di Maccarone – “Sono molto competitivo, quando vedo queste cose trovo grandi motivazioni. Mi piacerebbe superare il suo numero di reti, anche se ci vorranno sicuramente un paio di stagioni. Intanto spero di mantenere questi numeri l’anno prossimo, cosa che non sarà facile”.
Futuro – “Non ne ho ancora parlato, ma se il contratto che Gigi Conte mi ha fatto firmare è valido, io sono legato al Siena anche un altro anno (ride, ndr). Magari ci sarà da riparlare, nella mia testa vorrei anche allungarlo, ma adesso non c’è fretta”.
Obiettivi – “Per ora siamo al 50%, il prossimo campionato vorrei vincerlo e tornare da dove sono partito perché quest’estate sono sceso di due categorie. Giocare in Serie C con il Siena sarebbe il punto più alto della mia carriera”. (Jacopo Fanetti)
Fonte: Fol
