“Venerdì torno in Svezia, ma il nostro obiettivo è di essere molto presenti. Quando mi rivedrete? Tra poco, non ho ancora deciso. Non so chi torna di noi tre, spero io perché mi piace molto stare qua”. Patrick Englund sta per chiudere la sua visita a Siena. Domenica ha assistito alla partita col Seravezza, “uno spettacolo, ho detto ai ragazzi nello spogliatoio che vincere così, all’ultimo, è ancora più bello. Nel primo tempo il livello non era buono, nel secondo è cambiato tutto. La rosa è equilibrata, ci sono giovani interessanti. Il gruppo è molto unito e nessuno piange perché non gioca. Sono tutti contenti”, racconta a “Al Club con la Robur” uno dei soci di maggioranza del Siena. Che lunedì ha pranzato a casa di Magrini, a Magione. “Polenta, porcini, ragù e bistecca. Il mister ha parlato per tutto il pranzo. Io, Farina e Guerri ogni tanto riuscivamo a dire qualcosa! Abbiamo parlato di tutto, ma l’obiettivo principale era conoscersi”.
2006 – “Per noi è una novità quella delle quote. Conosciamo la situazione, Guerri si occupa di ciò, siamo qua per aiutarlo ma sappiamo che è molto difficile trovare un 2006, anche perché i ragazzi di questo anno hanno saltato gli allenamenti durante il Covid e questo incide. Stacchiotti comunque ha fatto una bella gara. Speriamo che rientrino prima possibile gli infortunati”.
Rinforzi – “Se chiedi al mister, 6-7 giocatori li vuole (ride, ndr). Noi vogliamo creare una società forte, ci sono tanti aspetti da approfondire. Non abbiamo ancora pensato al mercato invernale”.
Settore giovanile – “Ero dentro una società che aveva 2.500 giovani, Bodin e Dahlin erano in un altro club con 4.500 ragazzi. Ho visto le due partite del settore giovanile, la Juniores a Poggibonsi ha perso ma ha giocato con tutti i 2007 mentre gli avversari avevano molti 2005 e 2006. È un’idea che mi piace tantissimo: puntiamo al futuro a scapito magari del risultato immediato. Lo scopo è di allargare la quantità, così è più facile che arrivi la qualità”.
Sponsor – “La maglia così pulita è sempre più bella, ma lo sponsor deve arrivare. Penso che ci sono interessamenti, sia svedesi che internazionali. L’Ikea? Abbiamo pensato a tante cose, anche a questa”.
Franchi – “Non esiste uno stadio così, nel centro della città. Mancano tante cose, non è pronto per 10-15.000 persone. Per il momento non è un problema ma speriamo di risolverlo in futuro. Una sede? Non ne abbiamo ancora parlato. All’Acquacalda c’è un piccolo spazio, allo stadio c’è uno spazio maggiore”.
Futuro – “Sappiamo che nel calcio servono i soldi, ma anche un grande lavoro. Non solo chi gioca, non solo chi fa il presidente. Anche la città, i tifosi e il Comune sono importanti. Vogliamo creare un buon ambiente, una struttura funzionale, con la speranza che arrivino momenti bellissimi. Le proprietà cambiano, gli allenatori cambiano, quelli che restano sono i tifosi. Per noi è importante che capiscano che siamo qui per restare a lungo termine”. (Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
