La prima volta da avversario non si scorda mai. “Era la partita più attesa. Sono entrato in campo prima del riscaldamento, ho visto la curva ancora vuota e ho sorriso, mi è tornato in mente l’anno passato, il più bello, quello che ho nel cuore”. È stata una domenica particolarissima per il senese Gabriele Di Paola, fino a qualche mese fa con la maglia bianconera del Siena, adesso con gli stessi colori ma in forza al Sansepolcro. “Dal punto di vista tecnico e tattico sapevamo delle difficoltà perché il Siena ha cambiato completamente stile di gioco. È più concreto, bastano pochi tiri per segnare”.
Che ti ha detto Voria prima della partita?
L’ho incrociato fra il riscaldamento e la partita, negli spogliatoi. Mi ha detto: non fare scherzi. Gli ho risposto: non sono bravo a fare scherzi, puoi stare tranquillo. Infatti mi sono comportato bene (ride, ndr). Purtroppo non l’ho incontrato dopo, perché era impegnato a fare intervista, ma ho parlato con Radice, mi sono confrontato con lui.
Voria, e allo staff del settore giovanile bianconero, hanno contribuito alla tua crescita da ragazzo. Un po’ di dispiacere ci sarà su come sono andate le cose. Con Gill allenatore dall’inizio forse oggi saresti ancora nel Siena.
Non lo so, questo è da chiedere a lui. Sicuramente a me avrebbe fatto strapiacere fare un’altra annata con lui. L’ho avuto nel settore giovanile e poi l’anno scorso a fine campionato. So che allenatore e che persona sia.
Ad “Al Club con la Robur” abbiamo stasera mister Lamberto Magrini.
Sa quello che penso su di lui. Ci siamo sentiti ogni tanto, anche quest’inverno. La sua carriera e i campionati vinti parlano chiaro. È un allenatore che mi ha fatto crescere tantissimo l’anno scorso e lo ringrazio sempre per la tanta fiducia che mi ha dato. Nonostante fosse una squadra con calciatori affermati, gente che ha fatto Serie B e Serie C, mi ha considerato uno di loro e quindi mi ha caricato di responsabilità.
È, questa, una stagione da cui sicuramente imparerai tanto. Fuori dal progetto a Siena ma costretto ad allungare il contratto, il passaggio a vuoto a Prato e ora Sansepolcro dove comunque stai trovando continuità.
Alla fine della scorsa stagione non mi sarei immaginato tutto questo. Chiaramente il fatto di essere di proprietà del Siena mi ha vincolato. In serie D i prestiti non sono molto utilizzati, sono rari proprio perché è più semplice e più fluido essere di proprietà delle squadre in cui giochi. Il rinnovo mi ha fatto piacere ma non ce n’era bisogno, perché ad ogni chiamata del Siena io direi sempre sì. Mi ha fatto piacere ma mi ha vincolato, tornassi indietro preferirei non farlo.
Lo scorso anno eri stato premiato come miglior giovane, c’erano tantissime aspettative e poi invece è andata male. Ma il calcio sa essere imprevedibile anche nel senso opposto.
Il calcio è imprevedibile. Come magari non mi aspettavo di essere mandato via a fine anno, non mi aspetto nemmeno che possa essere chiamato, quindi chissà. Tanto Siena sa che per me le porte sono sempre aperte. Come potrei dire di no?
(Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol