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Intervista Fol – D’Aversa: “Auguro alla Robur di fare il percorso che ho fatto io col Parma”

“Tornare qui significa rievocare gli anni più belli della mia carriera calcistica, non soltanto per la categoria, ma anche per il legame con la città e con i compagni che ci ha portato a raggiungere risultati incredibili”. Così Roberto D’Aversa, a “Al Club con la Robur”, poco prima di ricevere il Premio Robur 2024 dei Fedelissimi. “Un saluto a tutti i tifosi del Siena, mi auguro che ben presto faccia un percorso come quello che ho avuto la fortuna di fare io a Parma”, le parole dell’attuale allenatore dell’Empoli.

L’anno prima di Siena – “Giocavo con la Ternana, vincemmo 1-0 a Siena in dieci con gol nel finale di Borgarello. Credo che quella partita e quel campionato hanno spinto Papadopulo a volermi alla Robur”.

La fascia di capitano – “Quando andò via Mignani, spesso e volentieri eravamo io e Chiesa a indossarla. Anche altri giocatori, come Ardito e Argilli, furono molto importanti nel trasmettere il senso di appartenenza.

1-0 alla Fiorentina firmato Flo – “Facevamo una grandissima partita, è chiaro che in quel momento era una partita impari, Davide contro Golia. Però devo dire che veramente eravamo una squadra forte. A parte il primo anno, dove in tanti venivamo dalla B, i gruppi allestiti in A sia da Ricci che Perinetti erano molto importanti”.

Conte vice di De Canio – “Nacque un’amicizia soprattutto fra mia moglie Claudia e sua moglie Elisabetta. Il preparatore atletico era Ventrone, venuta a mancare qualche anno fa. Era un bel gruppo, Antonio era il collaboratore del mister Gigi De Canio che fece molto bene da subentrato l’anno prima e fu il massimo artefice della salvezza”.

L’ultima stagione – “A un certo momento ebbi un infortunio, l’allenatore era Mario Beretta e non avendo più la possibilità di essere protagonista ho preferito andare a Messina, cosa di cui poi mi sono pentito. Anche perché eravamo settimi in classifica in quel momento, stavamo facendo qualcosa di straordinario. Però ho preferito non dar fastidio perché sono una persona che ha un senso di appartenenza, che onora sempre con la massima professionalità il club, i compagni e sé stesso. Se potessi tornare indietro…”.

L’ascesa in A da allenatore – “E’ stata una cosa veramente molto rapida, partendo dalla B col Lanciano e poi salendo dalla C alla A col Parma. Non me l’aspettavo di ritrovarmi in massima serie così in poco tempo. Sono stato anche fortunato, perché ci sono tanti allenatori bravi che meriterebbero magari anche di allenare in questa categoria e purtroppo non hanno questa possibilità”.

Empoli – “Il nostro obiettivo è la salvezza in campionato, siamo anche in semifinale di Coppa Italia ed è giusto godercela. L’affrontiamo con la massima serenità e anche con la convinzione di poter mettere in difficoltà una squadra sulla carta superiore (il Bologna, ndr)”.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol