Prima la cena, poi la trasmissione. Full immersion nella casa del tifo bianconero per Andrea Conti, protagonista dell’ultima puntata di “Al Club con la Robur”. “Vorrei ringraziare i Fedelissimi per questa serata e questa bellissima cena. È stato bello sentirmi parte anche io di questa grande famiglia”, ha spiegato il difensore del Siena.
Cannara – “Nessuna partita è facile, in più il Cannara rispetto ad altre squadre è stato un po’ più aggressivo. Abbiamo avuto delle difficoltà, questo non lo nego. Però se noi riusciamo a tenere la partita in equilibrio nel primo tempo, poi nel secondo riusciamo ad alzare il ritmo e a fare male”.
Crescita – “Il mister lo dice sempre, c’è tanto da migliorare. Il campionato è iniziato da poco, vero che siamo primi ma è ancora lunga. Il primo posto sicuramente fa piacere e porta nello spogliatoio tanto entusiasmo, ma non bisogna fasciarsi la testa”.
Esultanze strane – “Nardi prima della partita ha chiesto a Vari di fare quest’esultanza in caso di gol, ma non so cosa rappresenti. Con Federico ho un rapporto speciale, l’anno scorso abitavamo insieme, lo ho soprannominato “Kvari” per via di Kvaratskhelia. Ho anche io pronta un’esultanza particolare, spero di farvela vedere il prima possibile”.
Bellazzini – “Il fatto di conoscerlo mi ha avvantaggiato, non ho avuto difficoltà nel capire i meccanismi. È un tipo di gioco che per i tifosi a volte può essere noioso, perché aspettiamo la pressione degli avversari, però sta portando i suoi frutti. Di certo non è noioso per noi difensori, perché siamo i primi registi, dei centrocampisti aggiunti”.
I pochi gol subiti – “L’arrivo di Michele Somma ha portato tantissima esperienza a questa squadra, anche e soprattutto in difesa. Il dato fa molto piacere”.
Il più giocherellone – “Facilissimo, Niccolò Nardi. Scherza tanto, ha sempre il sorriso in faccia. Il più carismatico? Uno può essere Niccolò Giannetti, un grande esempio per tutto lo spogliatoio, soprattutto per me, ma anche per i più giovani”.
Inizio carriera – Sono di Roma, della Garbatella. Ho iniziato a cinque anni in una squadra, Campus Euro, che prima si chiamavano Vigili Urbani. Poi sono andato nei giovanissimi della Vigor Perconti. Da lì sono passato al professionismo, ai Giovanissimi Nazionali della Lupa Roma, quando ancora era in Serie C. E dopo sono andato a Gubbio. Un anno e mezzo di Berretti e poi ho firmato il primo contratto con esordio in C. Ho giocato anche un’amichevole a Trigoria contro la Roma. Sono romanista dalla nascita, un’emozione indimenticabile”.
Proseguo – “Sono andato in prestito a Bastia, quattro partite e poi si è fermato tutto per il Covid. L’anno dopo ero al Trastevere, ho giocato contro il Siena in semifinale playoff. Poi ho vinto il campionato con la Gelbison, un momento indimenticabile, qualcosa di unico. L’anno dopo sono andato alla Dolomiti Bellunesi con mister Lucio Brando. Poi sono tornato a Trastevere e poi di nuovo fuori Roma, a Trestina, sei mesi con compagni eccezionali. Facevo coppia a centrocampo con il fratello di Menghi. E poi il Ghiviborgo, un anno fa”.
Siena – “Mi chiama Bellazzini, abbiamo fatto prima una bella chiacchierata mentre ero in vacanza con la mia ragazza. Non nego che quest’anno ho avuto diverse chiamate però appena è arrivata quella del mister del Siena non ci ho pensato due volte”.
Il cambio di ruolo – Nasco play, ho sempre fatto il mediano fin da bambino. Il difensore l’avevo fatto solo in situazioni di emergenza. L’anno scorso il mister mi disse che aveva bisogno di un difensore con un certo tipo di caratteristiche e ho accettato a malincuore, perché per me fare il centrocampista è una bella cosa. Ma è anche vero che questo modo di giocare permette ai terzi di difesa di salire e molto spesso ci troviamo anche al limite dell’area avversaria”.
Sansepolcro – “Un altro campo ostico. So come lavora mister Ciampelli perchè lo ho avuto a Trestina. Un allenatore che cerca di preparare al meglio la partita. Andremo là per cercare di uscire dal campo con il miglior risultato possibile”. (Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
