“Bisogna avere tanta pazienza”. Lo ripete sempre, Enrico Chiesa, quando tocca il tema Siena, e lo ha ribadito al premio De Luca promosso dal club che porta il suo nome. “Normale che adesso soffri, se dal 2002 sei abituato a certi livelli. Ma serve avere tanta pazienza. Non bisogna correre ma progettare, soprattutto in un calcio d’oggi che corre molto velocemente. Perciò bisogna stare molto cauti, lavorare e piano piano sono sicuro che se c’è un progetto, una società che lavora bene, il Siena salirà”, racconta a Al Club con la Robur.
Ti farebbe piacere dare una mano nel far risalire il Siena?
Volentieri, anche se adesso ho le mie attività che mi tolgono tanto tempo. Ho una squadra a livello amatoriale, Enrico Chiesa Team, con cui facciamo un campionato di calcio in Liguria, e soprattutto facciamo partite di beneficenza, 10-12 all’anno. È un modo per restituire al calcio quello che il calcio mi ha dato in 20 anni di carriera. Ho poi gli Enrico Chiesa Day, allenamenti giornalieri con delle società. Da quest’estate partirà l’Enrico Chiesa Football Academy. Per adesso inizierò dalla Toscana allo stadio di Porcari con un torneo. Resto comunque il primo tifoso, verrò allo stadio a tifare Siena.
Siena che è stata una scelta anomala, nel 2003. Quasi radicale.
Sì, radicale per la mia carriera, sicuramente è cambiato tanto. L’anno alla Lazio sono stato benissimo ma venivo da un infortunio molto grave. Avevo bisogno di giocare con continuità e con tanti campioni lo spazio era ridotto.
Avevo voglia di mettermi di nuovo in discussione, di poter giocare ogni settimana. È stata una scelta non facile, perché ho dovuto lasciare una grandissima squadra, però poi alla fine sono stato felicissimo della scelta visto che sono venuto in un ambiente straordinario. Un rapporto che dura ancora ancora adesso, dopo vent’anni, grazie anche ai Fedelissimi e al Siena Club Enrico Chiesa. Per me sono stati 5 anni meravigliosi, 5 scudetti. Ancora adesso ci ricordiamo che quando giocavamo in casa era una festa.
(Giuseppe Ingrosso)
Foto: Nicolò Ricci
Fonte: Fol
