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Intervista Fol – Candido: “I piani a inizio anno erano altri, ma la rosa è valida. Il passato? Non ho rimorsi. Anche se…”

“Volevamo iniziare l’anno nuovo con una vittoria, per cambiare questo brutto trend che si era preso. Una sfida che era difficile, soprattutto per il momento. A parte all’inizio abbiamo fatto un’ottima gara. L’abbiamo sbloccata, vero, su un errore loro, però credo che la vittoria alla fine sia stata meritata”. A parlare, ospite della prima puntata del 2025 di “Al Club con la Robur”, è il trequartista del Siena Roberto Candido.

Maglia da titolare – “Ci tenevo a giocare nuovamente dall’inizio. Non giocavo titolare da tre mesi, a livello di condizione non posso essere al 100%, però sto lavorando per stare sempre meglio. So di aver fatto una partita buona, non eccezionale”.

Magrini – “La stima è enorme e reciproca. Ora mi sta massacrando sullo stato fisico, mi dice sempre che non corro (ride, ndr). Il cambio? Quando sei lì, con l’adrenalina, vorresti sempre giocare il più possibile, ma alla fine, visto il vantaggio, ci poteva stare. E poi Farneti è entrato e ha fatto gol, quindi benissimo così”.
Suplja – “Si è integrato subito in spogliatoio, è molto sveglio, si vede da come parla. È molto giovane ma ha le idee chiare. Probabilmente in questo momento la squadra ha bisogno anche di quella che è la sua leggerezza. Le sue qualità e le sue caratteristiche le ha già fatte vedere domenica, speriamo che possa dare continuità per tutto il proseguo del campionato”.

Palle inattive – “Gli schemi, muovere la palla, servono più che altro anche a togliere dei punti di riferimento agli avversari, perché giustamente vengono a marcare a uomo i nostri saltatori. Poi è normale che si fa lo schema per mettere la palla in area, se non riusciamo a farlo è perché sbagliamo qualcosa o gli avversari di sono mossi bene. Abbiamo giocatori come Masini e Giannetti che sono bravi sull’anticipo sul primo palo, ma domenica per tre volte di fila l’ho calciata troppo bassa e mi prendo la responsabilità dell’errore. Nel calcio comunque la palla inattiva è fondamentale, ad oggi non l’abbiamo ancora sfruttata e si cercherà di fare meglio”.

Cambi di prospettiva – “Siamo rimasti con con l’idea di fare un campionato di vertice, di provare a vincere, che è poi l’obiettivo di chi veste la maglia del Siena in D. Le cose poi non sono state chiarissime, i direttori hanno avuto grandi difficoltà nelle operazioni. Ma in ogni caso si è riusciti a costruire una rosa valida per il campionato. Vero, siamo dispiaciuti per i risultati, ma manca un intero girone. L’obiettivo è sicuramente rientrare nei playoff”.

Passato – “Non ho rimorsi. Ognuno deve avere fortuna, però alla fine tutto torna. Chiaro che io uscivo dall’Inter, mi allenavo ad Appiano Gentile, stavo spesso con la prima squadra, a contatto con grandi campioni e l’anno dopo ho esordito in B col Sassuolo. Quando intraprendi una carriera in C e non riesci ad andare oltre, devi saperlo accettare. Ho perso spesso delle annate o comunque grossi periodi di una stagione a causa di infortuni, questo poi ha compromesso un po’ anche quella che poteva essere una carriera differente. Ma, ripeto, non ho rimpianti e rimorsi perché anche la scelta di scendere l’anno scorso in Eccellenza, a 400 km da casa, l’ho fatta volentieri, col cuore. Farlo a Siena è come la Serie A”.

Montevarchi – “All’andata ricordo una squadra ben organizzata, con un buon gioco e una costruzione dal basso. Riuscivano a portare tanti giocatori nella fase offensiva. Ci misero in difficoltà, poi Farneti entrò e risolse la partita. È una squadra ostica, so che hanno un nuovo allenatore e quindi magari hanno cambiato qualcosina, però arrivano da due vittorie consecutive”.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol