slider
Al club con la Robur

Intervista Fol – Boccardi: “ Ho fatto di tutto per rimanere. Domenica da ex sarà speciale”

Nel corso della sedicesima puntata di “Al Club con la Robur” è stato nuovamente protagonista, Filippo “Pippo” Boccardi. L’ex trequartista bianconero, tra i principali artefici delle ultime due stagioni della Robur con 55 presenze complessive e 14 reti, è tornato a parlare del suo periodo in bianconero. Nel corso dell’intervista ci ha tenuto a raccontare le difficoltà affrontate durante l’ultima estate e il nuovo percorso intrapreso a Terranuova, ribadendo, nonostante tutto, il forte legame che lo unisce a Siena e ai tifosi. Di seguito i passaggi più significativi emersi nel corso della trasmissione.

Il momento della Robur – “Non mi è mai capitato sinceramente, ed è anche difficile da spiegare. Sono dinamiche che, per chi vive il calcio dall’interno, si vedono molto raramente, per fortuna. Situazioni del genere mettono inevitabilmente in difficoltà una squadra. Se mi immedesimo in loro, penso che cercherei di giocare con il cuore: sai che il mister non c’è, ma provi comunque a fare ciò che hai preparato durante la settimana. Le palle inattive, ad esempio, sono meccanismi che conosci già. Ogni settimana cambia l’avversario, ma le dinamiche di lavoro, dal martedì alla domenica, restano sempre le stesse”.

L’esperienza a Siena – “Sono stati due anni bellissimi ma completamente diversi: la prima stagione, spettacolare, conclusa con la vittoria del campionato da imbattuti, mentre la seconda, lo scorso anno, non siamo riusciti a esprimere tutto il potenziale che avevamo”.

Il finale della scorsa stagione – “Sono riuscito sicuramente a trovare maggiore continuità e fiducia. Quando giochi con frequenza e fai qualche gol, la testa cambia. Era un periodo in cui segnavo e facevo assist con regolarità, quindi dal punto di vista psicofisico stavo davvero molto bene”.

La trattativa per restare – “È stata lunghissima. All’inizio allenatore e direttore (Bellazzini e Guerri, ndr) dovevano fare delle valutazioni sui ragazzi già presenti in rosa e io non ricevevo notizie. Avevo anche altre richieste, che il direttore sapeva che avrei rifiutato perché il mio desiderio era rimanere a Siena. Ho fatto di tutto per continuare insieme, abbiamo quindi trovato un accordo e ho parlato anche con il mister, a cui andava bene la mia conferma. Sono partito per il ritiro, poi però è andata come è andata”.

Periodo complicato – “Ho attraversato un periodo molto difficile a livello personale. Ancor prima di ritrovarsi con la squadra sentivo di non stare bene e per questo avevo deciso di comunicare subito la situazione a società e staff. Per risolvere la situazione avevamo concordato un programma graduale, dal primo agosto a fine mese, per aumentare il ritmo e poi rientrare con la squadra”.

L’addio a Siena – “Improvvisamente, due giorni dopo l’inizio del percorso di recupero, mi chiama il procuratore e mi dice che volevano farmi rientrare subito in gruppo. In quel momento ero ancora in difficoltà e non volevo creare problemi né essere un peso. Anzi, mi sentivo proprio così, e forse era il momento in cui avrei avuto più bisogno di essere aiutato. Da lì abbiamo deciso di sospendere il rapporto. C’era comunque un accordo: una volta tornato in forma sarei rientrato a Siena e avremmo riparlato del contratto, senza tempistiche precise. Nel frattempo ho iniziato un lavoro individuale ripartendo davvero da zero: corsa, piscina, sabbia, come fossi con i compagni. Col tempo ho ricontattato la società e sembrava che dovessi tornare, come da accordi, ma poi non si è concretizzato nulla. Mi è dispiaciuto, perché mi sono sempre sentito un giocatore del Siena. Ancora oggi non c’è mai stato un comunicato ufficiale che parlasse di rescissione: doveva essere una sorta di sospensione. Poi, naturalmente, si sarebbe dovuto ridiscutere il contratto, ma quello per me non sarebbe stato un problema”.

Delusione – “Quello che mi è dispiaciuto di più è stato il lato umano. In certi momenti fai fatica anche a farti aiutare dagli amici, soprattutto se hai un carattere come il mio. A Siena avrei gradito anche solo una chiamata, un ‘come stai?’. Questo è mancato ed è la cosa che mi pesa di più. Però sono momenti superati: se dovesse ricapitare, spero di no, ora saprei come comportarmi”.

Nuovo capitolo – “Oggi sono a Terranuova e sono felice. Ho trovato un ambiente bellissimo, un gruppo molto unito, un mister preparato e una società piccola ma ambiziosa. Non è Siena, non è Grosseto, ma non ci manca nulla. L’obiettivo è la salvezza, senza nasconderci, ma sognare non costa nulla. È davvero piacevole affrontare la settimana in questo ambiente”

Becattini (mister Terranuova Traiana) – “La prima volta che ho parlato con lui e con il direttore sono stati molto chiari. Mi hanno spiegato il progetto e l’ambiente di Terranuova, che è una sorta di famiglia. È per questo che sono davvero felice di aver fatto questa scelta per riprendere a giocare”.

Condizione fisica – “Sono partito subito forte, giocando dall’inizio a Poggibonsi, anche se non ero ancora al top. Ho avuto un problemino all’adduttore e, appena ho sentito indurirsi, ho preferito fermarmi per non rischiare di stare fuori mesi. Ho saltato una settimana, poi sono rientrato e ora sto bene”.

Ruolo in campo “Normalmente il mister mi impiega da trequarti o seconda punta e devo dire che non mi cambia niente. Siamo un reparto offensivo veramente di livello, Iaiunese è fortissimo come anche Bruni e Fantoni, che è un 2008 e sta facendo davvero molto bene”.

La Robur e singoli – “Se devo dire il giocatore del Siena che mi ha impressionato di più, dico Nardi, e non solo perché ha scelto il mio numero (10, ndr). Ha fatto un grande inizio di stagione, poi l’infortunio lo ha un po’ penalizzato”.

La chiamata con Bellazzini – “In estate avevo parlato con il mister e mi aveva detto di vedermi nei due dietro la punta. Per capirsi la posizione che oggi è ricoperta da Mastalli e Noccioli”.

La prima da ex – “Per il momento devo ancora realizzare di giocare contro il Siena:  fino a poco tempo fa mi sentivo ancora un giocatore bianconero perciò sarà sicuramente una gara diversa dalle altre, poi quando entri in campo giochi. In ogni caso, ciò che posso dirvi, è che qualora dovessi segnare non esulterei, non mi permetterei mai di mancare di rispetto a questa squadra e ai suoi tifosi”.

(Niccolò Boscagli)

Fonte: Fol