“È stato un inizio complicato, per via della tempestività con cui è stata fatta la squadra. Sono stato contattato la prima settimana di settembre, sono arrivato martedì o mercoledì a Chianciano e già domenica c’era la prima partita. Però devo dire che è andata abbastanza bene”. Enrico Biancon, classe 2001 di Caorle (Venezia) e leader della retroguardia bianconera, racconta al Fedelissimo Online questo primo scorcio di stagione.
C’è delusione per il pari col Firenze Ovest?
Noi giochiamo per vincere, quindi un po’ di amarezza c’è. Però fa piacere aver mantenuto la porta inviolata.
Tolto il debutto a Borgo San Lorenzo, nelle altre due gare il reparto difensivo è apparso subito una certezza.
È un reparto che va consolidato, visto che non ci conoscevamo né con Daniele Cavallari né con i terzini. Ci ha aiutato l’aver condiviso queste settimane di ritiro. C’è da lavorare e migliorare, visto che rispetto al centrocampo e all’attacco noi possiamo sbagliare molto meno.
Ti abbiamo visto spesso optare per il lancio lungo.
Al mister piace il cambio di gioco sul terzino o sull’esterno, ci ho provato domenica con Boccardi anche se era difficile incidere in quel contesto. Però sì, il lancio lungo è una mia caratteristica.
Quali altre caratteristiche ritieni di avere?
Per l’altezza direi il gioco aereo. E poi mi piace impostare da dietro.
La tenuta fisica?
Non pensavo di riuscire a fare così tanto minutaggio. Non avendo giocato negli ultimi mesi immaginavo di risentirne di più. C’è un po’ di stanchezza, però sto bene e spero di poter fare sempre meglio.
Ieri il primo allenamento a Uopini. Come è stato tornare a Siena dopo tre settimane di ritiro?
Fa piacere, perché siamo più vicini alla città. È stato un ritiro abbastanza lungo dove non si faceva altro che allenarsi. A Siena ci sono stato quando ero a Grosseto. Magari già in questi giorni vedrò qualcosa coi compagni, anche perché ho un alloggio provvisorio e mi devo muovere per cercare una sistemazione.
Il curriculum di Biancon?
Sono veneto, di Caorle, e già nelle giovanili ho girato molto, da Padova a Venezia, passando da Pordenone e Udinese. Poi sono rientrato al Padova, che deteneva il mio cartellino, ma non ho quasi mai giocato anche per via degli infortuni. Nel 2021 vado in prestito al Grosseto di Magrini, poi a febbraio passo al Chiasso e arriva un altro infortunio. Lo scorso anno resto svincolato fino a fine febbraio, poi firmo col Pordenone. Sarei dovuto rimanere lì, ho fatto il ritiro estivo ma poi è arrivato il fallimento.
E poi è arrivata la chiamata del Siena.
Mi ha chiamato Magrini, gli ho risposto che ci avrei pensato un po’. Inizialmente speravo in una categoria più alta. Poi però ho pensato alla necessità di ripartire e al fatto che Siena è una piazza importantissima. Il giorno seguente l’ho richiamato dicendo di sì.
Viste le ottime prestazioni in questo avvio di campionato, viene da chiedersi perché Biancon è finito in Eccellenza.
Gli infortuni hanno influito tanto, ho subito un’operazione al ginocchio e poi sono dovuto stare a casa col Covid senza poter fare la riabilitazione. Non sono riuscito a trovare una continuità. Nel calcio poi non c’è riconoscenza, a maggior ragione verso un giovane che ha giocato poco.
L’obiettivo personale?
Giocare e far bene quest’anno, aiutando la squadra. Ormai non voglio fare progetti a lungo termine. Da ragazzino mi ero trovato in una buona situazione, a Udine avevo fatto molto bene e poi è arrivato l’infortunio. Mi aspettavo di più, quello è sicuro, ma per una cosa o un’altra non è andata. Adesso però voglio ripartire.
Con il Siena, che è obbligato a vincere il campionato.
Puntiamo a quello, non vogliamo deludere i tifosi. Ci proveremo con tutte le forze.
(Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
