“Col Siena avevo parlato al momento dello stop degli allenamenti. Ci eravamo dati due settimane di tempo perché andava deciso l’allenatore. Ma avevo capito che le decisioni erano quelle”. Tommaso Bianchi parla con tranquillità: il tono di voce è calmo, ha l’esperienza per conoscere le dinamiche del calcio. “Sono cose che succedono, non ci puoi fare niente”, racconta l’ormai ex (da oggi) capitano della Robur, che ha già firmato col Follonica Gavorrano. “Ritorno a casa dopo tantissimi anni”, dice Bianchi al Fedelissimo Online.
Il 5 giugno il Siena ufficializza l’addio col capitano.
Ringrazio Guerri e Farina per le belle parole che mi hanno detto. Mi hanno ringraziato per quello che avevo fatto in questi due anni, per come mi ero comportato in campo e soprattutto come capitano, e questa è la cosa che mi premeva di più. Vogliono cambiare tanto, prendendo giocatori giovani, congeniali o scelti dall’allenatore. Ci sta. Ovviamente dispiace, perché a Siena sono stato veramente bene, ma i giocatori vanno e vengono, l’importante è che la società sia solida.
Quasi tutti i giocatori non verranno riconfermati.
Sapevo che avrebbero voluto ringiovanire la rosa, ma pensavo che qualche esperto sarebbe potuto rimanere a fare da chioccia, a dare una mano a livello di esperienza. Non mi aspettavo tutti questi cambiamenti perché giocatori validi e importanti c’erano anche l’anno scorso, e anche congeniali al nuovo gioco del mister. Ma rispetto le decisioni. Di Bellazzini e Lelli me ne hanno parlato benissimo, fanno tanto scouting per scegliere i giocatori.
La tua idea, quando sei tornato dopo quell’anno e mezzo in C, era di riportare il Siena nel professionismo e magari di chiudere qui la carriera.
Il rammarico è anche questo. Il primo anno abbiamo fatto quello che dovevamo fare, la squadra per l’Eccellenza era una corazzata. Il secondo anno siamo partiti bene, ma il Livorno era più pronto di noi, molto più attrezzato, con un budget quattro volte il nostro. La D l’ho imparata a conoscere, quando si fanno le cose fatte per bene e si spende così tanto, raramente puoi trovare i bastoni tra le ruote come accade in B o in C. Certo, potevamo fare di più, almeno raggiungere i playoff. Abbiamo buttato tanti punti, per esempio con la Fezzanese. Vero che ci sono state tante problematiche. A parte il cambio di allenatore, da gennaio non c’è stato un vero e proprio mercato. Mancavano numericamente dei difensori e le quote. Detto questo, era un po’ l’idea di tutti riportare il Siena almeno in C e, nel mio caso, iniziare un percorso nuovo all’interno della società. Purtroppo è andata così e c’è da voltare pagina per entrambi. Ci sono in atto tanti cambiamenti e spero che venga fuori una squadra strutturata e organizzata per riprendersi la vittoria del campionato, se non proprio quest’anno, l’anno prossimo.
Anche perché quest’anno c’è il Grosseto che pare un Livorno bis.
Quando si muove Indiani è così, è un allenatore vincente in questa categoria, una garanzia. Riprenderà quei 5-6 fedelissimi che già lo conoscono ed è un bel vantaggio. Però ogni anno è diverso e Grosseto è un ambiente diverso da Livorno. Partiranno col favore del pronostico ma il Siena può dare fastidio. Bellazzini e Lelli, al Ghiviborgo e al Montevarchi, hanno praticato un bellissimo gioco, valorizzando i giovani. Farlo a Siena è un più difficile, c’è pressione e la maglia pesa, ma possono fare un ottimo lavoro.
Nell’ultimo biennio avete passato due diverse proprietà.
In Eccellenza, pur in forte ritardo, eravamo partiti bene, organizzati, anche se la presidenza non era molto presente. Le prime partite sì, poi a mano a mano che vincevamo era sempre più assente, aspetto un po’ paradossale. Alla fine della stagione, con le continue voci di vendita, sono arrivare delle difficoltà, delle insicurezze che magari non si sono viste all’inizio sul campo. Questa nuova proprietà è molto più presente, si sono visti tanto al campo, hanno parlato nei momenti di difficoltà cercando di rasserenare l’ambiente dall’interno. Vengono da un’altra cultura, devono far fronte a un budget, non fanno voli pindarici. Capisco che i tifosi non vogliono più vedere il Siena in questa categoria, ma a spendere tantissimo per poi non costruire nulla… meglio partire più piano e strutturarsi bene, almeno io la penso così.
Riparti dal Follonica Gavorrano. Per ora in Eccellenza, aspettando un possibile ripescaggio.
Sono molto contento, dopo 24 anni in giro, perché sono partito che ne avevo 13-14, torno a casa. In una società solida, importante. È bello finire dove ho iniziato. Abbiamo parlato solo di quest’anno, vediamo quanto riuscirò a giocare anche se per ora mi sento bene, ma poi vorrei costruire qualcosa qua. Ripescaggio? Siamo primi in graduatoria, vediamo che succede. Il direttore Galbiati sta preparando la rosa sia per la D che per l’Eccellenza. Sono stati riconfermati alcuni giocatori (Lo Sicco e Marino, ndr), sono arrivati nuovi giocatori dalla D, tra cui il portiere Pacini. Se sarà Eccellenza proveremo a vincere. A me non interessa la categoria, come non mi interessava quando sono ritornato a Siena.
(Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
