Intervento di Simone Bernini

Buongiorno.

Vi sarei grato se vorrete pubblicare queste mie brevi righe sul Vostro spazio.

Colgo l'occasione per ringraziare l'amico Giusti, che “sdogana” al grande pubblico “Wiatutti”, citato in occasione di una Sua lettera.

Non capisco tuttavia perché l'articolo del blog sia collegato a questioni (es: da 1 a 5) che Giusti ragionevolmente passa in rassegna: tutti punti che da mesi Wiatutti segnala con pezzi quotidiani, che pertanto a questo punto Giusti non avrà letto, ovvero avrà rimosso. Non mi metto per comodità a segnare tipo note a piè di pagina le citazioni del blog sulle argomentazioni di Giusti. Sulle quali, pertanto, siamo tutti d'accordo (o in disaccordo). E che sono, oggi 26 ottobre 2016, argomentazioni per me non attuali e pertanto poco interessanti.

Ciò che non riesco a capire – e mi scuso, ma sicuramente sono io un ritardato – è perché la proprietà Durio-Trani si debba “difendere” dall'articolo in questione, che probabilmente è stato mal interpretato; o mal scritto.

La “Aurea mediocritas”, come saprà Giusti che ha svolto studi classici, è una locuzione del poeta Orazio, in cui “il termine mediocritas non ha il valore dispregiativo che ha in italiano la parola "mediocrità", ma significa piuttosto "stare in una posizione intermedia" tra l'ottimo e il pessimo, tra il massimo e il minimo” (fonte WIKIPEDIA). E difatti, se si legge attentamente il pezzo del blog, tale mediocritas viene contrapposta al famoso “Stay hungry, stay foolish” di Jobs, come due modi di interpretare una realtà (in tal caso una realtà di conduzione societaria sportiva), che personalmente trovo divergenti in relazione alla salute di una mia passione. Si dice sempre e costantemente – soprattutto Giusti – che sarebbe importante adesso in città alzare l'asticella delle nostre aspettative e delle richieste, che un tifoso ha ancora la possibilità (spero) di proporre: ebbene, a mio avviso la “aurea mediocritas” che “imputo” (argomentando) alla brevissima fase della presidenza Durio-Trani in questo momento per me non serve a tale scopo. PERCHÈ NON GENERA ENTUSIASMO.

Sbaglierò, ma è una mia interpretazione.

Altra questione totalmente incomprensibile è il continuo rimando di Giusti a Ponte e Mele, da me mai citati nell'articolo in questione, se non in maniera incidentale (ing. Mele nelle righe finali).

Mi sento fortunatissimo ad essere arrivato alla mia veneranda età di 46 anni libero di poter esprimere una mia opinione personale, pur nel pieno rispetto degli altri e soprattutto dei tifosi della Robur, che considero tutti miei fratelli. Non ho bisogno di etichettare altri, né di essere etichettato, per sopravvivere nella realtà quotidiana. Penso (e spero) di avere dimostrato con fatti, parole e scritti che a me di Ponte/Mele/Durio/Trani non interessa NIENTE, se non in quanto attori della storia della Robur. Se scorrete qualche pagina di Wiatutti, di Ponte e Mele nel blog non si parla più da mesi, dato che ad oggi rappresentano il passato; ed a me piace molto verificare ciò che mi propone il presente. Presente che si chiama Durio/Trani. Ed ora – appunto – sto verificando ciò che il presente mi propone, secondo la mia personale interpretazione. Non ho cioè bisogno di esistere, in relazione alla mia passione per la Robur, in funzione di persone che, da esperienza provata, oggi ci sono e domani non ci sono più: che si chiamino Ponte, Mele, Durio, Trani o Fuffolo. Direi anzi – se proprio posso dare un consiglio al buon Francesco – di finirla di tentare di buttarla sulla contrapposizione fra due opposti, quando mi pare che il testo dell'articolo decisamente dica altro. Con me questa storia non attacca, mi pare di essere stato chiaro.

Ringrazio ancora il FOL per avermi ospitato e Francesco, che mi ha dato l'opportunità di approfondire qualche insignificante concetto.

Simone Bernini