Intervento di Lallo Meniconi

Finalmente il Siena ha sfatato un tabù, ormai alquanto fastidioso in questo campionato, quello di vincere la prima partita fuori casa. Non è stata certamente una gara qualunque, se pensiamo che con la bella vittoria di ieri, forse abbiamo definitivamente compromesso le speranze di una diretta concorrente alla salvezza e non era neppure una partita facile, perché una squadra ferita e in brutte acque, può avere una reazione imprevedibile, facendo ricorso all’orgoglio e a forze sconosciute. Ma ieri contro la Robur, il Cesena ha infranto molti dei suoi sogni di permanenza nella massima serie, una probabilità non certo una certezza, visto che la matematica non la condanna, come non mette al sicuro i nostri bianconeri, che dovranno affrontare le prossime gare con la stessa determinazione che ha portato a conquistare tre vittorie consecutive, nove reti siglate, il sorpasso in classifica di Parma, Cagliari e la coabitazione in classifica a 32 punti con i viola. La vittoria di ieri è stata il frutto, come molte volte accade, di alcuni episodi favorevoli, perché per un tempo e mezzo, le difficoltà di formazione in cui versava il Cesena non si erano praticamente viste. Ma il calcio insegna che alla fine vince chi riesce ad essere pratico e cinico allo stesso tempo e se magari siamo stati bruttini rispetto ad altre uscite, l’importante era non ripetere l’esperienza di Lecce e muovere la classifica.

All’inizio della stagionela squadra allenata dall’ex Beretta, non era fra quelle candidate alla retrocessione, se pensiamo agli sforzi economici del Presidente Campedelli, che era riuscito a portare in Emilia, giocatoridel calibro di Mutu,Comotto ,Santana (forse troppi solisti)e nel mercato invernale si era rinforzata con l’arrivo di Iaquinta. Ma questo avvalora ancora di più gli sforzi dei nostri ragazzi, che senza particolari curriculum vitae, hanno saputo affrontare la serie A, con la giusta applicazione e la giusta mentalità, unita alla guida di un allenatore che ha plasmato un gruppo risultato per il momento il migliore fra le formazioni avute nella massima serie.

Dopo i gravi scivoloni di Lecce e Catania, la squadra si è ritrovata e a ritrovato il calore dei tifosi, ieri veramente encomiabili nell’incitamento durato novanta minuti e culminato nel finalecon un grande abbraccio collettivo.

La strada da percorrere è ancora lunga e domenica si staglia all’orizzonte un altro match ball  da non fallire per liquidare un’altra scomoda “pratica” in chiave salvezza. Tutte le gare sono da prendere con la giusta cautela e sarebbe uno sbaglio pensare di aver già raggiunto il nostro obbiettivo primario.

Sicuramente il Novara da qui alla fine si giocherà a viso aperto tutti gli incontri in calendario, senza fare barricate o ricorrere a tatticismi vari, perché è consapevole che gli rimangono pochi scampoli di speranza di rimanere in serie A e quindi ci sarà bisogno del miglior Siena, che purtroppo da qui alla fine dei giochi, dovrà privarsi di un elemento importante come Calaiò (a cui va il mio augurio di una pronta guarigione).

Adesso godiamoci questa bella impresa e abituiamo gli occhi a una classifica che  parla di un Siena, che nel girone di ritorno, ha conquistato per il momento tredici punti (un gran bel bottino), facendo molto meglio di tante altre squadre che lottano per obbiettivi più prestigiosi.

LALLO MENICONI.