Intervento di Andrea Sordi

Stamani, mentre ero in auto, ascoltando la radio, ho appreso che i ripetuti naufragi dei bianconeri potrebbero essere conseguenti ad una certa assenza della società. Insomma potrebbe non esserci nessuno ad interpretare i disagi e le difficoltà dei propri dipendenti; nessuno, dunque, accorrerebbe a calmierare le labilità caratteriali di chi, in un solo mese, porta a casa quanto un comune mortale in un anno. Se fosse vero significherebbe che manager brillanti, ma anche normali, investirebbero tanti denari in soggetti psicolabili non più nemmeno in grado di a divertirsi con il gioco (il c.d. gioco del calcio, appunto), per la cui riuscita si ingaggia proprio un maestro dei giochi. Mah!

Sinceramente in un momento come quello che sta vivendo la città (ha perso anche la provincia!) non sono disposto a concedere alibi psicologici a nessuno: chi scende in campo con la stessa vis pugnandi di chi fa il “giro dei vinai” è pregato di tornare a casa, si ma senza stipendio perché, come si è pronti a concedere in caso di alto rendimento, analogamente si deve restringere la borsa quando i comportamenti non sono conformi alle prestazioni/impegno contrattualmente attese.

Se, poi, le improponibili ed offensive prestazioni di certi giovinotti nascono dalla incapacità del maestro dei giochi di saper acquisire la loro attenzione ed il loro coinvolgimento, beh! La soluzione appare facile ed a portata di mano: si cambia il “capo gioco” come ha fatto il Cagliari con estremo profitto, meno il Palermo, ma lì ci sono altri problemi.

E’ probabile che le colpe non siano sempre e comunque di una sola componente, certo è che il gioco latita e, come ha detto giustamente la stessa emittente, anche quando si è vinto non si è avuto la sensazione di avere vinto!

Ci saranno sviluppi? O la soluzione è che non c’è soluzione?

Io, intanto, scoraggiato ed amareggiato, ripenso ai Maya ed alle loro previsioni; non so nel mondo, ma a Siena: Università, Le Scotte, Byotech, MPS, Fondazione, Comune, Provincia…….

“A pensar male si fa peccato, ma il più delle volte ci si indovina!” (Andreotti)

 

Andrea Sordi