Insomma, Antonio Ponte, fai qualcosa! Ci scrive Andrea Sordi

Leggendo qua e là, ascoltando le varie trasmissioni radiofoniche e televisive, ho colto ripetuti spunti polemici nei confronti dell’attuale Presidente e Padrone della Robur.

Ponte, è bene ricordarlo, è personaggio “sui generis”. Partecipò, a suo tempo, al famoso 40-40-20 finendo, quando Pastorello decise di andarsene, per innescare una contrapposizione con gli altri soci, quelli del 20, perché intendeva rilevare quel 40% e divenire il socio di assoluta maggioranza. Il potere locale disse “niet” e la presidenza, invece, fu affidata a Leo Salvietti, uno del 20,  e durò il tempo necessario per consentire il riassetto dell’azionariato ed aprire la strada a “tale” Paolo De Luca.

Antonio Ponte, se non sbaglio, se ne andò sbattendo la porta!

Questa estate, dopo i non definiti o chiari intenti di quella Soc. denominata, se non erro, Siena 2019, il Sindaco, come previsto dai regolamenti, si è fatto carico del problema Siena Calcio e qui, come un misirizzi, compare all’improvviso il Dott. Ponte che, con il suo indomito entusiasmo ed  il decisivo appoggio degli Ultras, sbaraglia il campo di cordate, non sempre trasparenti. Leggendo le cronache di allora (…..veramente pochi giorni fa!) si colse subito come proprio la tifoseria più calda fosse stata il vero “mark up” di questa scelta.

Il progetto elaborato dal “Nostro” appariva fin da subito più di maniera che di sostanza, non poteva essere diversamente perché i tempi erano talmente stretti e dovevano essere riempite certe caselline (“conditio sine qua non”) perché venisse affidato l’incarico.

Mi verrebbe spontaneo affermare che ora sarebbe da manichei richiedere, con fare stentorio e tribunizio proprio dai supporter del luglio, il puntuale rispetto di certi impegni sottoscritti dal Dott. Ponte precipuamente per poter rientrare nelle prescrizioni federali.

Si sapeva e si sa che il Presidente Ponte non è Paperon dei Paperoni, si sapeva e si sa che lo stesso era ed è completamente al di fuori dei più provvidi e conosciuti circuiti finanziari ed economici (per questo è stato abbracciato e portato in trionfo!), si sapeva e si sa che la ricostruzione di una soc. di calcio è un’impresa difficile e complessa, tanto più se “ l’Unto del Signore” fino a qualche giorno prima dell’investitura era in tutt’altre faccende affaccendato e, dunque, non poteva avere concrete soluzioni (vedasi vicenda allenatore), ma solo intriganti auspici.

Ad oggi molto è stato fatto, certamente poteva esser fatto di più e meglio, come sempre!

C’è chi reclama una punta, io sommessamente punterei sul centro campo, altri parlano di Portanova come strumento per banalizzare le masse, altri ancora brontolano che mancano i campi di allenamento (sai la novità!) e che il manto del Rastrello è uno schifo (un anno e mezzo senza lavorarlo lascia il segno!). Da qualche parte si contesta la mancata riassunzione di tutti gli ex dipendenti A.C. Siena (ma la Robur Siena è un soc. di calcio, peraltro in fieri, oppure una Fatebenefratelli?), forse, ad ascoltar bene, c’è chi lamenta anche la scomparsa delle hostess dalla tribuna coperta, e chi protesta per i numeri rossi (ovviamente chiaro l’intrinseca valenza negativa di stampo contabile!) sulle maglie , poi……

Insomma, Antonio Ponte, fai qualcosa!

 

Andrea Sordi