Inguardabili. L’Alberino strapazza i Fedelissimi B

Irriconoscibili. Non servono molte altre parole per descrivere la prestazione, “agghiacciante” per dirla alla Antonio Conte, offerta dai Fedelissimi B contro l’Alberino che surclassa i bianconeri con il punteggio tennistico di 6-1. La squadra di Laerte Mulinacci sostanzialmente non c’era: svagati in difesa, poco consistenti a centrocampo, mai pungenti in attacco. Non ci sono alibi: sempre secondi su ogni palla vagante, timorosi e poco convinti. L’unica rete, frutto di una scaltrezza di Caselli, è stato solo un fuoco di paglia quando ormai l’Alberino aveva già realizzato per ben due volte. E, manco a dirlo, sull’immediato ribaltamento di fronte è arrivato il 3-1 su l’ennesimo errore in fase di impostazione che ha portato all’ennesima titubanza difensiva. Purtroppo per i bianconeri, non la prima e nemmeno l’ultima. 3-1 all’intervallo e partita in ghiaccio per l’Alberino, squadra sì esperta, rodata e ben dotata a livello tecnico. Al team rossonero di Ravacciano è però bastato svolgere il cosiddetto “compitino” per avere la meglio dei Fedelissimi B. Sarebbe servita una reazione nella ripresa. Reazione che non è arrivata nonostante la girandola di cambi che poco ha portato al collettivo bianconero. Anzi, l’Alberino si è trovato spesso praterie in attacco da sfruttare e le altre tre reti dei rossoneri hanno chiuso il match sul 6-1 finale. Anche i nervi hanno rischiato di saltare sul finale di partita per effetto di alcune uscite poco felici di pubblico e panchina avversaria. Riportiamo l’episodio solo per dovere di cronaca, non certo per cercare di trovare giustificazioni alla prova incolore dei Fedelissimi B che, dopo il match contro l’Alberino risultano sostanzialmente indifendibili. La squadra adesso è con le spalle al muro, serve un’inversione di tendenza e serve subito. Le due sconfitte consecutive sono frutto di poca abnegazione, scarsa collaboratività tra compagni e un’inesistente disposizione al sacrificio. Se la squadra non cambia registro, la salvezza in Eccellenza potrebbe presto diventare una chimera. Il tempo per recuperare però c’è e forse anche le doti, umane soprattutto, di un collettivo che negli anni passati ha anche saputo dimostrare di poter andar oltre i propri limiti. Occorre ricercare quello spirito, smarrito dopo la vittoria con l’Anspi Osservanza, un successo che forse ha un po’ illuso i Fedelissimi B cui adesso, dopo due docce fredde, serve solamente un bel bagno d’umiltà.