IL SONDAGGIO

Vota il miglior bianconero in Siena-Lucchese

L'U.S. Città di Palermo comunica di aver affidato la guida tecnica della Prima Squadra al Sig. Delio Rossi . Il tecnico, nato a Rimini il 26 gennaio 1960, ha firmato con il club rosanero un contratto fino al 30 giugno 2011, con un’opzione in favore della società per il prolungamento di un’ulteriore stagione.
Rossi verrà presentato ai giornalisti domani mattina alle ore 11.30 presso la sala stampa dello stadio "Renzo Barbera" (www.ilpalermocalcio.it) . 
 

   

 

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macelleria san prospero
 

Secondo notizie provenienti da Parma, il Siena sarebbe vicino all’ingaggio di Alberto Malsani quale sostituto di Marco Baroni.

Il tecnico veronese, al momento, non conferma e non smentisce la notizia, ma ci sarebbe già stato un contatto con la dirigenza bianconera.

Sembrerebbe così cadere l’ipotesi di Gigi Cagni, da molti accreditato come possibile terzo allenatore della Robur in questa travagliata stagione.

Resta da capire quale sarà il destino di Marco Baroni, anche se è probabile un suo ritorno alla guida della Primavera bianconera.

Fonte: Fedelissimo Online

 

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Sarà Alberto Malesani a succedere a Marco Baroni sulla panchina della Robur.

L’accordo è stato raggiunto pochi minuti fa e domani sarà presentato.

Il contratto sottoscritto scadrà a giugno 2010 e, in caso di salvezza, sarà automaticamente prolungato di un anno.

Fonte: Fedelissimo Online

 

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Il Chiasso Largo
 

COMUNICATO UFFICIALE AC SIENA: RAGGIUNTO L'ACCORDO CON ALBERTO MALESANI

L’A.C. Siena comunica di aver raggiunto l’accordo con Alberto Malesani a cui viene affidata la guida tecnica della Prima Squadra.

Malesani verrà presentato alla stampa domani alle ore 13:00 presso la sala stampa dello stadio “Artemio Franchi-Montepaschi Arena”.

fonte: www.acsiena.it

 

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Frittelle Savelli
 

Marco Baroni, chiamato sulla panchina della Prima Squadra il 29 ottobre scorso, tornerà ad allenare la Primavera.

La Società ringrazia Marco Baroni per il massimo impegno con il quale ha condotto la squadra in questo periodo, dimostrando la grande serietà e professionalità già ben evidenziate alla guida della Primavera. Torneranno con Marco Baroni in Primavera anche i componenti del suo staff.

Andrea Chiappini che aveva sostituito Baroni, sarà il Responsabile Tecnico del Settore Giovanile.

Fonte: Fedelissimo Online

 

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FISSC
 

Ancora non sappiamo quale sarà la squadra che accompagnerà il neo tecnico Alberto Malesani nella sua avventura senese.

Con il ritorno di Marco Baroni alla squadra Primavera verranno a mancare il vice allenatore e l’allenatore dei portieri, che seguiranno il percorso di Baroni.

Sicuramente Malesani porterà con se il suo secondo Ezio Sella, ma nessun nome è trapelato per gli altri ruoli.

Confermati i due preparatori atletici D’Urbano e Saracini.

Domani ci sarà la presentazione ufficiale e potremmo conoscere tutti i collaboratori del tecnico veronese.

Fonte: Fedelissimo Online

 

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Rete ivo
 

I più vecchi di noi questi sentimenti se li ricordano. La rabbia, il senso di impotenza, le traverse, i rigori sbagliati, la sensazione di una squadra che comunque la rigiri gioca male, malissimo. Le voci in tribuna che si rincorrono – ma perché non gioca quello, non gioca questo – quando poi questo o quello, una volta inseriti, si rivelano povere cose, spesso peggio dei titolari che dovrebbero sostituire. E poi, sempre più vicina, la parola innominabile.

 

Quante volte l’avevamo visto, questo film? Per quelli della mia generazione – 1958 – quel film coincide in gran parte con l’avvicinamento al Siena, con l’anno della fatale retrocessione dalla C alla D. In piedi o a sedere sui gradoni, io e il mio babbo spesso addirittura dalla strada dietro la gradinata, qualche volta sul prato dietro la porta, assistevamo impotenti e attoniti a uno spettacolo di sfacelo e disfacimento, chiedendoci come fosse possibile. E poi l’abbiamo rivisto e rivissuto ancora, negli anni settanta e negli anni ottanta, fino a convincerci che questo era il nostro destino.

 

Poi qualcuno ci ha fatto credere che non era necessario che andasse sempre così. Che era possibile sognare e sperare l’insperabile, e piano piano si sono realizzati i miracoli della B e della A. Ci eravamo immaginati di essere finalmente riusciti a superare questa stagnazione perenne, questa pesantezza esistenziale, questa condanna alla mediocrità e al grigiore. Ci sentivamo finalmente diversi, e ci sembrava di esserci lasciati il passato dietro le spalle

 

Chi, come noi, questo film non l’ha vissuto, stenta e si smarrisce a capire tutto questo. Il mio figliolo più grande (il piccolo non si è mai appassionato di calcio, forse per distinguersi dal fratello) ha cominciato a venire con me allo stadio che faceva la quinta elementare, e fu l’anno della promozione in A.

Per un bambino sono state emozioni indimenticabili, anche se nei primi anni della A sono state spesso accompagnate dallo stupore nel vedere il babbo perdere il lume degli occhi ad insolentire arbitri e avversari con parole irripetibili. Per me, che vivo e lavoro fuori Siena, portare il figliolo la domenica allo stadio, trovare lì il resto della  famiglia e gli amici di sempre, era come tornare a casa, nel senso più ampio e affettuoso della parola.

Il Rastrello e i suoi gradoni erano tornati a incarnare Siena, la sua parte più bella, sognatrice e generosa – il cuore pulsante della città. Per tutti questi anni padre e figlio hanno macinato chilometri su chilometri ogni domenica per non perderci un appuntamento, per essere sempre lì a soffrire e gioire. Ieri però nel volto del bambino che nel frattempo è cresciuto,  è diventato un ragazzo grande e grosso, ho visto una rabbia e un dolore che mi hanno fatto tornare indietro di anni, a quelle sofferenze che anche io ho vissuto da ragazzo quando il nostro destino sembrava scolpito nel marmo, da una forza che niente e nessuno avrebbe mai potuto modificare.

E a un certo punto lui, che da adolescente duro e scontroso evita giustamente ogni contatto fisico con il padre, mi ha stretto la mano come faceva tanti anni fa quando c’era un momento di dolore, come a volermi trasmettere una sensazione di un dispiacere indicibile –è finita. Babbo, ci hanno ammazzato il nostro sogno.

 

Grazie, autorità cittadine e dirigenti dell’Ac Siena. Spero che anche a voi prima o poi capiti di provare un dispiacere del genere, ma se c’è un minimo di giustizia a questo mondo vi auguro che in quel momento siate soli, che i vostri figli abbiano capito di che pasta siete fatti, che vi abbiano abbandonato, e che non siano lì con voi a condividere i vostri dispiaceri

Leopoldo Nuti

Fonte: Fedelissimo Online

 

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Elettronorge
 

Questa sera su Siena Tv alle 21 va' in onda Calcio Spettacolo. Conducono Tommaso Salomoni e Luciano Sardone, ospiti in studio Maurizio Garosi, Lorenzo Rosso(presidente Siena Club Enrico Chiesa) e Luca Guideri. Presente come al solito anche Roberto Ricci, pronto a fotografare il momento della Robur con i suoi stornelli.

Fonte: Siena TV

 

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Il Chiasso Largo
 

Walter Zenga non è più l'allenatore del Palermo. Come era nell'aria il presidente Zamparini ha preso la decisione dopo aver rivisto in televisione il pareggio per 1 a 1 nel derby contro il Catania. «Ci ho riflettuto tutta la notte - dice Zamparini - e ho deciso che non potevamo andare avanti così. Alla tredicesima giornata, mentre tutte le altre squadre progrediscono, il Palermo va sempre più giù senza avere un proprio gioco. Mi dispiace dal punto di vista umano, ma Zenga non era l'allenatore giusto per la piazza di Palermo».  Il nome del sostituto arriverà nel primo pomeriggio, ma il favorito sembra essere Delio Rossi con Beretta e Arrigoni come outsider. Zamparini non nasconde le responsabilità della squadra. «Se siamo arrivati a questo punto - dice il presidente rosanero - la colpa è anche dei giocatori, ma non posso cambiare tutta la squadra. Le colpe principali sono sempre del manico».
Zamparini sarà domani in città per presentare il nuovo allenatore del Palermo che, come primo impegno, giovedì sera dovrà vedersela in Coppa Italia contro la Reggina.
Con Zenga sono già sette i tecnici sostituiti in tredici giornate di campionato. L'ultimo esonero prima di questo era stato quello di Marco Giampaolo da parte del Siena, lo scorso 29 ottobre. In precedenza, il 20 ottobre, era stato Giuseppe Papadopulo a essere sostituito alla guida del Bologna da Franco Colomba.
Appena il giorno prima era cambiata la guida del Livorno, con l'allontanamento di Gennaro Ruotolo per fare posto a Serse Cosmi. In precedenza era toccato a Luciano Spalletti (dimessosi dalla Roma il 1° settembre dopo due giornate e altrettante sconfitte e sostituito da Claudio Ranieri), ad Angelo Gregucci (esonerato dall'Atalanta il 21 settembre dopo quattro ko, panchina ad Antonio Conte) e a Roberto Donadoni (lo scorso 6 ottobre, la guida del Napoli è passata a Walter Mazzarri).
Fonte: www.repubblica.it

 

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Immobiliare Brogi
 

SERIE A
BELMONTE Nicola (D) al Bari in comproprietà
Roma-Bari 3-1 non in lista
GALLOPPA Daniele (C) al Parma comproprietà
Fiorentina-Parma 2-3 in campo fino al 24’ st
VOTO 7

SERIE B
CAETANO Prosperi Calil  (C) al Frosinone in comproprietà Vicenza-Frosinone 2-0 in campo fino al 20’ st VOTO 5
CAPOGROSSO Gaetano (D) al Piacenza in prestito Sassuolo-Piacenza 1-2 non in lista
DEL PRETE Lorenzo (D) al Frosinone in prestito
Vicenza-Frosinone 2-0 in campo tutta la partita VOTO 5,5 MANCINI Manuel (C) al Gallipoli in prestito Gallipoli-Mantova 0-0 in campo dal 11 st VOTO 6
ROMANO Mariano (C) al Sassuolo in prestito Sassuolo-Piacenza 1-2 in panchina non entrato
ZITO Antonio (C) al Crotone in prestito
Crotone-Reggina 1-1 non in lista
  LEGA PRO PRIMA DIVISIONE
AMELTONIS Emanuele (P) al Cosenza in prestito
Cosenza-Ternana 1-0 in panchina non entrato
BIGESCHI Filippo (C) al Novara in prestito
Novara-Benevento 2-0 non in lista
BETTEGA Alessandro (C) al Pescina VDG in prestito
Giulianova-Pescina 1-0 in campo tutta la partita
VOTO 6
BLANCHARD Leonardo (D) al Pescina VDG in prestito
Giulianova-Pescina 1-0 in campo tutta la partita VOTO 6,5
SANSONE Gianluca (C) alla Virtus Lanciano prestito Lanciano-Taranto 1-1 in campo tutta la partita VOTO 6,5
PACKER Ricardo Douglas  (C) al Ravenna in prestito
Marcianise-Ravenna 0-1 in campo fino al 27 st
VOTO 6 CASTALDO Luigi (D) al Viareggio in prestito Viareggio-Arezzo 1-0 in campo dal 27’ st VOTO SV
BARTOLUCCI Giovanni (D) al Lecco in prestito
Perugia-Lecco 2-1 in campo tutta la partita
VOTO 6 ESPOSITO Gennaro(C) al Verona in prestito
Verona-Spal 1-1 in campo tutta la partita
VOTO 6 LEGA PRO SECONDA DIVISIONE
ALBANESE Thomas (A) al Sudtirol Alto Adige in prestito
Alto Adige-Canavese 0-0 in campo fino al 27 st
VOTO 6,5
PIETROBATTISTA Luca (C) alla Colligiana in prestito Sangiustese-Colligiana 3-2 in campo tutta la partita VOTO 6,5 PRANDELLI Matteo (A) alla Colligiana in prestito
Sangiustese-Colligiana 3-2 non in lista
  Fonte: Fedelissimo online  
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Sa Giorgio a Lapi
 

Povera Robur, che continua a non azzeccarne una e a perdere punti contro avversari tutt'altro che irresistibili. Era successo sul campo del Genoa, è nuovamente accaduto con l'Atalanta: entrambe hanno concesso occasioni da rete in serie, un peccato mortale del Siena non riuscire a sfruttarle, con corollario di legni vari e calcio di rigore fallito.

Ma non è tutto qui, ovvio. Perché c'è la conferma di una difesa fuori registro, che continua a subire reti imbarazzanti. E c'è la difficoltà a cambiare fisionomia. Baroni ieri ci ha provato, lasciando però aperto un interrogativo grande così: perché per due partite ha ricalcato squadra e modulo di Giampaolo, per poi stravolgere tutto in una volta, modulo e sette titolari?

Perché prima niente e poi tutto (troppo) in un'unica partita?

Ecco, qui sta l'inesperienza (e soprattutto la colpa nell'averlo scelto, gettando via un mese prezioso) di chi si è trovato a gestire una situazione ai limiti dell'impossibile per un allenatore navigato, figuriamoci per un esordiente.

Ai limiti dell'impossibile perché la rosa è oggettivamente debole e difficilmente adattabile a qualsiasi soluzione tattica. Visti i risultati del 4-3-3 e del 4-3-1-2, Baroni aveva provato il 4-2-3-1 per un quarto d'ora con la Lazio e ieri ha lanciato il 4-4-2. Risultato? Appena appena confortante nel primo tempo sul piano della compattezza della squadra, con quella difesa da brividi finalmente più coperta.

Ma quanti limiti in fase di costruzione. La fascia destra molto male tra gli errori di Rosi e la staticità di Reginaldo, quella sinistra un po' meglio grazie a Fini (meglio nella linea a quattro che nel centrocampo a tre), la mediana troppo leggera e con Genevier spaesato.

Manco a dirlo, Paolucci ancora fuori: non che abbia fatto bene, una volta entrato, ma sarà mai possibile non riuscire a vederlo in campo una volta dall'inizio?

Tutto ciò per dire che chiunque si troverà tra le mani questo Siena non avrà solo una voragine in classifica da colmare, ma dovrà anche fare i conti con un organico dai limiti enormi, nonostante i dirigenti bianconeri (vedi il ds Gerolin ancora ieri) continuino a difendere il proprio lavoro.

L'unico piccolo spiraglio, perché deve essercene ancora uno, è il livello non eccelso delle avversarie dirette già incontrate: dal Livorno all'Atalanta, dal Bologna al Chievo, alla Lazio.

Non sarebbe un campionato impossibile, se il Siena non facesse di tutto - da giugno in poi e giorno dopo giorno, con costanza degna di miglior causa - per farsi del male da sé. (Orlando Pacchiani)

Fonte: Fedelissimo Online

 

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Immobiliare Brogi
 
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Stone Fly
 

Non ho problemi a scrivere il mio nome e cognome: sono Senio Teri, il ragazzo che dici che ti ha offeso personalmente mentre parlavi con il guardalinee. Capisco la tua posizione difficile, ma non è certo stravolgendo la realtà che le cose potranno cambiare. Tutto quello che ho fatto è stato urlarti, come tutte e 500 le persone vicine a me hanno sentito," STAI ZITTO E CORRI....DEVI STARE ZITTO E CORRERE!!!!" Stavamo perdendo 2 a 0, partita fondamentale per la salvezza del Siena, calcio d'angolo a nostro favore a 10 minuti dalla fine, molto importante perchè potrebbe rilanciarci nel recupero del risultato, cosa fai? ti metti a urlare al guardalinee, invece di essere pronto e seguire l'azione come invece hai fatto a Genova! Dov'è che ti avrei offeso personalmente? non ti ho insultato, sono solo un tifoso appassionato che segue la sua squadra del cuore da una vita ed è francamente molto arrabbiato e deluso per come si stanno mettendo le cose. Mi permetto di darti un consiglio, invece di inventarti offese inesistenti cerca di chiudere le orecchie e concentrarti solo ed esclusivamente sulla partita: non sei al campetto di calcio sotto casa, giochi in serie A e se dovessi metterti a rispondere a tutti finiresti col non riuscire più a giocare!!

Fonte: Fedelissimo Online

 

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clean sanex
 

Non mi permetterei mai di mandare a quel paese la curva. Ho risposto ad un ragazzo che dal settore vicino alla curva mi ha offeso a livello personale mentre parlavo col guardalinee. Ho sbagliato a rispondergli ma è stato solo un momento di nervosismo dovuto alla tensione alta della partita. Chiedo comunque scusa ai ragazzi della curva se hanno pensato che mi fossi rivolto a loro, come ho detto non mi permetterei mai di mancar loro di rispetto. 

fonte: www.acsiena.it

 

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Sartini Siena
 

Un fiume bianconero ha invaso pacificamente questa mattina le vie del centro di Siena. La contestazione contro il presidente Giovanni Lombardi Stronati ha avuto il suo culmine. La manifestazione svoltasi in maniera civile, ha visto la partecipazione di centinaia e centinai di tifosi della Robur di tutte le età. Non solo ultras, ma anche famiglie intere, pensionati, giovani e anziani, che hanno rinunciato al tradizionale pranzo domenicale per manifestare il proprio attaccamento alle vicende della squadra del cuore, la realtà sportiva più importante della nostra provincia. L'obiettivo numero uno era la contestazione verso un presidente che dopo averci illuso, ha dimostrato di aver fallito la gestione del Siena, con scelte assurde che hanno condotto il Siena nell'ultima posizione della classifica. Al tempo stesso, però, i tifosi hanno voluto evidenziare quanto sia forte e radicato l'amore verso la squadra e per questo sollecitano chi di dovere (Monte dei Paschi in primis) a intervenire per tentare di risolvere la questione Stronati, magari cercando di approntare il progetto della polisportiva, come è stato fatto in altre realtà cittadine. 8.500 abbonati, oltre 10.000 spettatori di media, sono numeri che non possono passare inosservati. Il corteo odierno è solo la prima mossa di una contestazione costruttiva e civile che andrà avanti fin quando la situazione non troverà quelle soluzioni che la nostra tifoseria merita. Il Siena è un valore per tutta la città e non può morire così. “Ascoltateci” recitava lo striscione che apriva il corteo, una parola che dice tutto. (Antonio Gigli)
Fonte: Fedelissimo online

Nella sezione multimedia tutte le foto del corteo

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clean sanex
 

Il tempo è ormai scaduto. Abbiamo finito la nostra scorta di pazienza (ed era tanta). Abbiamo cercato di capire la politica societaria quando vendeva tutti i pezzi migliori, memori delle due splendide annate e confidando nell'intuito dei dirigenti per rimpiazzarli. Abbiamo subito la cessione di Portanova, le prese in giro sull'allenatore, a partire dal cabaret estivo su Giampaolo per arrivare al mancato ingaggio di Beretta. Per il bene della Robur abbiamo accettato anche il dialogo con i dirigenti, ma dopo l'ennesima presa in giro è venuto il momento di dire basta. Il presidente Stronati ha ampiamente dimostrato, in questi ultimi mesi, che non ha la capacità di condurre una società di calcio da serie A e per questo la contestazione nei suoi confronti (e verso i suoi collaboratori) è stata l'unica strada da intraprendere. Oggi prima dell'ennesima disgraziata prestazione della Robur, quasi un migliaio di sportivi senesi hanno accettato l'invito dei club organizzati a scendere in piazza per dimostrare quanto sia forte l'amore verso la Robur. Meritiamo rispetto, visto che abbiamo sempre accettato i risultati sportivi, ma di certo non accetteremo mai certi atteggiamenti negativi che ci fanno pensare al fatto che la società non voglia (o non possa) far niente per evitare una retrocessione quasi certa. Le parole di circostanza che anche oggi hanno espresso i vari Gerolin Federico e lo stesso Baroni, ci suonano come l'ennesima beffa. Il presidente Stronati aveva su un piatto d'argento la soluzione: l'ingaggio di Beretta. Non l'ha voluta sfruttare, e non capiamo sinceramente il perché. Forse non sarebbe stata la panacea a tutti i mali, ma per lo meno avrebbe reso meno amara la pillola da ingoiare.
Oggi i nodi sono venuti definitivamente al pettine. Baroni non è l'allenatore che serviva e la rosa messa assieme da Gerolin e c. non è assolutamente competitiva. Le belle parole, le promesse, le dichiarazioni di battaglia (ma soprattutto di circostanza) hanno fatto il proprio corso. Adesso ci aspettiamo che il presidente venda al più presto le sue quote societarie per cercare di ritrovare la strada giusta, per sperare che ci sia qualcuno che assieme al Monte dei Paschi, crei quella sinergia che serva per garantire alla Robur un futuro roseo.
Dei dirigenti attuali non ci fidiamo più. Lo dimostrano i fatti, compresi quelli vissuti oggi, con i giocatori lasciati al loro destino da un presidente che fugge in auto pochi minuti dopo la partita e i suoi collaboratori pronti a sfuggire ogni contatto con le vere vittime di tutto questo, quei tifosi che in estate avevano dato la loro piena fiducia alla società battendo il record di abbonamenti. Ora vorremmo le scuse e le autocritiche, invece delle solite dichiarazioni inutili, le stesse autocritiche che facciamo noi per aver offerto la nostra fiducia verso chi non se l'è meritata. (Antonio Gigli) 

Fonte: Fedelissimo online

 

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ESTRA
 

 

Non ho voluto la maglia celebrativa per scaramanzia, ma è andata male lo stesso.
Oggi era importante ma non fondamentale, sarebbe stata decisiva se quella di oggi fosse stata una partita per la matematica retrocessione. Dobbiamo migliorare, reagire. Oggi abbiamo creato, se avessimo segnato sarebbe cambiata la partita. Dispiace perché erano punti importanti ma ora dobbiamo pensare solo al Bari.
La situazione è strana, oggi però i tifosi ci hanno aiutato. Non possiamo pensare di andare in campo e trovare rose e fiori. La voglia di lottare e cercare di fare punti c'è ma non ce la stiamo facendo. Oggi con il 4-4-2 eravamo più compatti, e fino al gol avevamo rischiato poco. Quando siamo andati sotto abbiamo perso un po' le misure.

Fonte: AC Siena

 

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Stone Fly
 

Sandro Federico ci crede ancora e non  vuole arrendersi:

“La scelta di affidare la squadra a Marco Baroni è stata convinta, Marco meritava di giocarsi le sue carte, ma ora dobbiamo dare una scossa a tutto l’ambiente. Stiamo facendo tutte le valutazioni del caso per uscire fuori da questa situazione. Crediamo nella salvezza e lotteremo finchè ci saranno le possibilità di raggiungerla, perché siamo convinti di poterci tirare fuori.”

Fonte: Fedelissimo Online

 

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Il Mangione
 

“Marco Baroni meritava la chance che gli abbiamo concesso, eravamo convinti di aver effettuato la scelta giusta e avevamo fiducia in lui, ma la partita odierna era molto importante, poteva darci maggiori speranze ed è andata come è andata. Ora dovremo valutare, dobbiamo trovare la strada giusta per ritrovarci.”

Ma ci sarà un cambio di allenatore?

“Aspettiamo domani per fare tutte le valutazioni del caso.”

Fonte: Fedelissimo Online

 

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Stone Fly
 

 

Situazione difficilissima perché dopo una prestazione buona fino all'errore del primo gol ci troviamo con niente. Ora è durissima, in questo momento dobbiamo cercare anche delle positività per non chiudersi e non continuare a cadere. Credo che fino al primo gol si era visto un Siena che aveva tenuto bene il campo e la partita. Per la nostra mancanza di cattiveria e di convinzione sotto rete non abbiamo trovato il gol. Il secondo gol è venuto su una palla buttata indietro per errore. Purtroppo non riusciamo a trovare la partita perfetta tra pali, rigore sbagliato e occasioni mancate di un soffio. Non dobbiamo cercare alibi, e la fortuna dobbiamo cercare di portarla dalla nostra con più fiducia e più voglia. I cambiamenti nella formazione? Non è stata una rivoluzione: siamo in difficoltà da diverso tempo, siamo in un momento delicato dove serve anche convinzione. Servono anche ragazzi stramotivati e Genevier e Pegolo avendo giocato pochissimo potevano darci qualcosa di più. Se togliamo gli errori fatti sui gol qualcosa di buono è stato fatto.
Se mi sento sicuro? Per me io sono l'ultimo dei problemi. Sto cercando, come ho detto dall’inizio di dare il mio contributo con professionalità, umiltà, dando il meglio possibile. Purtroppo i risultati sono negativi e questo è innegabile. Secondo me il Siena può giocarsela con le squadra che ha sopra come Atalanta, Bologna, Livorno. Il rigore? Non facciamo le vittime delle sfortuna, ci vuole più cattiveria in tutte le situazioni.

Fonte: Ac Siena

 

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Pegolo 6: lanciato a sorpresa al posto di Curci è bravo (e fortunato) nel finire del primo tempo sulla conclusione centrale di Acquafresca. Non può nulla sul colpo di testa ravvicinato di Tiribocchi e sul rigore dell'ex cagliaritano. Ma le colpe non sono sue.

 

Rosi 5: non riesce a disimpegnare un pallone che per poco Acquafresca non trasforma in gol prima del riposo. Tanti altri piccoli errori sia in fase difensiva che in quella di spinta, dove conferma poca qualità anche al cross.

 

Terzi 5: rileva Brandao al centro della difesa colpendo uno sfortunato palo in avvio di gara. In copertura però lascia centimetri pericolosi all'attacco bergamasco che, specie nel secondo tempo, fa il bello e il cattivo tempo.

 

Ficagna 4,5: non reperibile sul vantaggio di Tiribocchi, si riscatta poco dopo salvando sulla linea una conclusione dell'ex cagliaritano Acquafresca. Poi è tremendamente ingenuo nell'occasione del fallo da rigore che condanna la squadra al ko.

 

Rossi 4,5: preferito a Del Grosso e Garofalo sull'esterno sinistro si limita al compitino con qualche ingenuità. Poi arriva il gravissimo errore che innesca l'azione del rigore di Acquafresca e spiana la strada all'Atalanta (dal 35' st Del Grosso sv: fa in tempo a beccare un giallo).

 

Reginaldo 5: impacciato ed incerto, non spinge con costanza e in fase di copertura commette disattenzioni pericolose (dal 9' st Paolucci 5 parte dalla panchina e quando entra ha la clamorosa occasione di riaccendere una gara in salita. Ma dal dischetto si fa ipotizzare da Consigli).

 

Vergassola 6: presenza numero 200 in bianconero per il capitano. Meritava un domenica diversa per celebrare un grande traguardo.

 

Genevier 6: prova a dare ordine alla manovra e quando prova il tiro dalla distanza è decisamente pericoloso. Sicuramente tra i più positivi in una domenica da cancellare (dal 24' st Jajalo sv: svirgola un buon pallone).

 

Fini 5: timido sulla fascia sinistra: specie per la sua esperienza deve fare molto di più.

 

Maccarone 5: ci mette la solita voglia e, specie nel primo tempo, sembra anche ispirato. Poi anche lui affonda con tutta la squadra.

 

Calaiò 5: netto passo indietro rispetto alla gara con il Grosseto. La voglia e l'intensità non sembrano le stesse e finisce spesso con l'essere anticipato dai difensori avversari. Con il tridente schierato nella ripresa finisce col pestarsi i piedi con i compagni di reparto.

 

Allenatore Baroni 5: pettorina gialla ancora indosso dà fiducia al gruppo con cui ha conquistato il primo successo con il Grosseto osando anche troppo nel rivoluzionare la squadra con 5 nuovi innesti. Nella ripresa il tridente è la mossa della disperazione ma tatticamente la squadra finisce col fare ancora più confusione.

 

Giannoccaro 6: ineccepibile il rigore concesso per il fallo di Ficagna su Acquafresca. E' generoso per quello su Maccarone poco dopo ma non serve alla causa.

 

Atalanta (4-4-2)

Consigli 7 – Garics 5,5, Bianco 5,5, Peluso 5,5, Bellini 6 – Ceravolo 6,5, Caserta 6, De Ascentis 6, Padoin 6 – Acquafresca 6, Tiribocchi 6,5.

Fonte: Fedelissimo Online

 

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ESTRA
 

SIENA (4-4-2): Pegolo; Rosi, Ficagna, Terzi, Rossi (Del Grosso dal 36' s.t.); Reginaldo (Paolucci dal 9' s.t.), Vergassola, Genevier (Jajalo dal 28' s.t .), Fini; Maccarone, Calaiò. (Curci, Brandao, Jarolim, Codrea). All. Baroni
ATALANTA (4-4-2): Consigli; Garics, Peluso, Bianco, Bellini; Ceravolo (Talamonti dal 41's.t.), Caserta (Ferreira Pinto dal 35' s.t.), De Ascentis, Padoin; Tiribocchi (Radovanovic dal 32' s.t.), Acquafresca. (Coppola, Madonna, Pellegrino, Tiboni). All. Conte
ARBITRO: Giannoccaro di Lecce
RETI: Tiribocchi 7' s.t., Acquafresca 23' s.t.
NOTE:Al 34' s.t. Consigli ha parato un rigore a Paolucci. Angoli: 6-6. Ammoniti: Peluso, Tiboni (dalla panchina), Bellini, Del Grosso. Recupero: 0'; 4'.
Spettatori: 9.528 (ospiti 550)

Quali altre prove dobbiamo avere per convincerci che questa squadra è mediocre e con un piede in serie B? E’ bastata un’Atalanta appena sufficiente per spedire la Robur all’inferno. Robur sfortunata, tre pali e un rigore sbagliato, ma l’Atalanta, purtroppo, non ha rubato niente. Quella che doveva essere la partita della svolta così è stata. Ma in negativo. Non è servita a niente la rivoluzione operata da Baroni. Dopo i primi 20’ in cui l’approccio è stato sicuramente positivo, quanto meno sul piano della grinta, sono riemerse le paure e con esse i limiti di questa squadra. L’Atalanta ha tenuto botta e nel secondo tempo ha preso il sopravvento, avendo dalla sua anche quella fortuna che è mancata alla Robur. Baroni ha tentato il tutto per tutto schierando una formazione con tante facce nuove. Ci ha provato, ma ha perso la partita e con essa, probabilmente, le residue possibilità di continuare la sua avventura alla guida della prima squadra. Il Siena colpisce tre legni e spreca un rigore; l'Atalanta porta a casa una vittoria pesantissima, come l'aria che si respira dalle parti del Rastrello. La salvezza si fa sempre più ardua, la società da l’impressione di non sapere che pesci prendere, la squadra sembra in preda ad uno stato confusionale. Al solito non è mancato l’impegno, ma a questo punto serve qualcosa di più. Quale futuro ci aspetta? Difficile rispondere a questa domanda, impossibile fare previsioni. Baroni, o chi per lui, alla ripresa si troverà a gestire un gruppo con il morale a terra, giocatori che dovranno essere ricostruiti nel fisico e nel morale, un gruppo entrato in un tunnel di cui non si vede la fine. Probabilmente ci sarà un altro cambio di allenatore, forse una faccia nuova, un motivatore, riuscirà dare la giusta scossa, ma sarà sufficiente? Abbiamo molti dubbi in merito. A Siena è notte fonda e Stronati, contestato per tutta la partita, è sempre più solo, come la Robur in fondo alla classifica. Fonte: Fedelissimo Online
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Dopo un primo periodo difficile, Michele Paolucci sta diventando uno dei punti fissi in casa Siena per cercare di raggiungere una difficile salvezza.

 

Come va l'avventura al Siena?

"In questi due-tre mesi ho avuto modo di ambientarmi. Come tutti sanno il primo periodo, per me, è stato il più duro perché c'era un allenatore con cui ho giocato meno, ma sono sempre stato molto sereno e mi sono sempre alllenato cercando di dare il massimo. Non ho avuto una possibilità, ma la sto avendo ora con il nuovo allenatore. Questa penso sia una caratteristica che contraddistingue tanti di noi, gli allenatori vanno e vengono, ma quello che deve sempre esserci è l'impegno settimanale in allenamento che ti consente di arrivare alla domenica al 100%".

 

Ti sei spiegato come mai è andata così con Giampaolo?

"Non mi sono tuttora dato una risposta, ma non mi sono mai posto nemmeno il problema di capire. Giampaolo, comunque, non è altro che un piccolo puntino nel mio passato. Lui vedeva altre situazioni e non mi ha dato possibilità. Non provo rancore e nulla, è un momento che è passato. Io sono ancora a inseguire la salvezza con i miei compagni e lui è a casa in poltrona a vedere le partite, alla fine le cose vanno come devono andare".

 

A Siena c'è anche aria di contestazione verso il vostro presidente, come state vivendo tutto questo?

"Qui l'ambiente è un po' particolare. I tifosi amano tantissimo questa realtà e vorrebbero fare qualsiasi cosa per risollevare la situazione, ma alla fine devono capire che dovrebbero incentrare le loro energie a sostenere la squadra. Siamo noi che andiamo in campo, che vinciamo le partite e portiamo a casa i punti. Se ci danno una mano con il loro sostegno già oggi potrebbe essere un momento importantissimo. Senza dubbio la loro vicinanza può essere una chiave per tornare al successo".

 

Com'è il rapporto con Baroni?

"Se devo essere sincero posso dire che abbiamo accolto bene questo allenatore che fin da quando si è presentato lo ha fatto con massima semplicità e serenità. Una cosa che ho apprezzato molto è che si è reso conto, a differenza di chi c'era prima, che noi prima di essere giocatori siamo persone con una testa ed un cuore. Siamo persone con cui è giusto avere un dialogo. Non ha fatto come chi c'era prima che ci considerava solo dei giocatori da utilizzare, come a subbuteo. Ha cercato di impostare il rapporto tra lui e noi con dialogo e questa cosa è molto positiva. Si vede che è un allenatore che non ha paura, chiaro che anche per lui è la prima esperienza in A e non è facile. Noi cerchiamo di ascoltarlo e lo facciamo con entusiasmo, lui è il primo a coinvolgerci. Qua si parla tanto di altri allenatori, ma fin quando lui è il nostro allenatore noi andremo in campo per cercare di fare il nostro meglio. Siamo giocatori del Siena. L'allenatore del Siena è il nostro allenatore ed in questo momento è Baroni. Veniamo da un secondo momento buono col Genoa e dalla prova di Grosseto dove si sono visti miglioramenti, chiaro che lui non ha la bacchetta magica per sistemare tutto e subito".

 

Con Giampaolo il rapporto non c'era?

"Per gli altri non lo so, per me il rapporto si limitava ad un semplice buongiorno e buonasera. Non ho avuto nessun tipo di rapporto. Io non posso valutarlo, non saprei cosa dire di lui, nonostante abbia trascorso con lui tre mesi non so chi sia".

 

Parliamo dei tuoi inizi, nasci a Recanati e come ti sei avvicinato al calcio?

"Il mio modo di iniziare al calcio è stato per gioco, quando finiva la scuola alle elementari. Andavo a giocare in un campetto vicino a casa, poi ho iniziato la pallacanestro, ma senza dubbio mi piaceva di più il calcio e ho chiesto ai miei di iscrivermi all scuola calcio".

 

Come sei stato prelevato dalla Juve?

"Sono cresciuto da 7 a 14 anni nella scuola calcio di Civitanova Marche, paese dove sono cresciuto e vissuto e dove tutt'ora ho la residenza. Poi ho giocato sei mesi nel Sorrentino, dove ho fatto molto bene. Lì Pietro Leopardi, colui che mi ha accompagnato nel mio percorso, mi ha selezionato insieme a Franco Ceravolo. Alla fine sono approdato nel gennaio alla Juve, all'età di 14 anni, anche se stavo per compierne 15. Da lì è iniziato il mio percorso".

 

Nel professionismo hai esordito con l'Ascoli

"Sì, ho esordito il 12 settembre 2006 contro l' Atalanta, a Bergamo. Abbiamo perso 3-1 e il mio primo gol arrivò all'ultima giornata d'andata il 23 dicembre. Dopo ci fu subito la mia prima doppietta, con il Messina".

 

In quella partita Sonetti disse che gli sembravi Van Basten

"Sì, mi ha fatto molto ridere, evidentemente era ubriaco in quel momento. Ricordo che il bello di quella partita era che stavamo facendo fatica, ma ci abbiamo messo il cuore. Eravamo sotto di un gol, poi abbiamo pareggiato al novantesimo e vinto al novantatreesimo. Gol importanti per la salvezza visto che eravamo a quota sette, con quella partita arrivammo a dieci punti".

 

Passiamo all'Udinese, che scelta è stata?

"Ho avuto un ottimo allenatore come Marino. Mi ha dato tanto, lo stimo molto, ma senza dubbio posso dire che Udine è stata una scelta azzardata e forse non la rifarei".

 

Dell'Atalanta, invece, cosa pensi?

"Mi sono trovato bene con la piazza, ma in quel momento si stava sviluppando, fino ad esplodere, Floccari. Con Doni era una coppia eccezionale. A livello umano, comunque, è stata un'esperienza bellissima".

 

Infine Catania?

"Lì è stato fantastico, porto ancora il calore dei tifosi con me e tutti sanno quanto sono affezionato a loro".

 

Cosa pensi del passaggio di Zenga da Catania a Palermo?

"Conosco bene il mister e sapevo che non aveva problemi in quessto senso. Aveva già fatto all'estero il cambio di sponda, sempre con il grande entusiasmo che gli appartiene. Mi spiace per i tifosi che non l'abbiano digerito a livello umano e professionale. Per me Zenga è fantastico, mi ha fatto crescere, ma soprattutto anche a livello umano mi è stato molto vicino. Così come ha fatto con me l'ha fatto con tutti, non ci ha dato consigli solo a livello tecnico. Si vede che è un ex giocatore, è una persona molto schietta e io apprezzo questa dote nelle persone. Ci sentiamo spesso e anche l'altro giorno l'ho sentito per fargli le congratulazioni per la nascita della sua bimba, sono molto legato a lui".

 

Fra i tuoi allenatori chi ti ha dato di più?

"Tutti mi hanno dato qualcosa a livello di carattere o tecnico, ma se dovessi dire uno in particolare direi Maurizio Schincaglia. E' stato il mio allenatore alla Juventus sia nella formazione Allievi che Beretti, mi ha aiutato molto a fare il salto di qualità e con lui ho segnato sessanta gol. Un altro, poi, è stato Sonetti con cui ho segnato il primo gol in A".

 

Invece chi ti ha dato meno?

"Direi proprio Giampaolo che non è che mi ha dato meno, non mi ha dato niente".

 

Parliamo di te, come sei dentro e fuori dal campo?

"Dentro vivo in modo molto intenso la partita, fa parte del mio modo di essere. Metto sempre al di sopra di tutto il risultato. Fuori dal campo, invece, mi piace stare con i miei affetti. La sfera calcistica e quella personale sono due cose molto distinte per me e difendo al massimo quella personale".

 

Il tuo sogno è tornare alla Juventus?

"Da bambino il mio sogno è sempre stata la Juve, ma il mio obiettivo più vicino è fare bene oggi con la squadra. Mi sono allenato bene anche durante la sosta per farmi trovare pronto e spero arrivi anche il gol". (Raffaella Bon)

Fonte: tuttomercatoweb

 

Tosoni Auto
ESTRA
 

Probabilmente quella di oggi è stata l’ultima panchina per Marco Baroni.

Il tecnico fiorentino è sempre stato in bilico, ma la sconfitta di oggi potrebbe essergli fatale.

Nella partita con l’Atalanta, Baroni ha tentato il tutto per tutto, rigirando la squadra come un calzino e lasciando fuori molti giocatori che, fino ad oggi, avevano sempre timbrato il cartellino.

Purtroppo il risultato non è stato diverso e le probabilità di rivedere Baroni alla ripresa degli allenamenti sono ridotte al lumicino.

Ma chi al suo posto?

Il nome più gettonato è quello di Gigi Cagni, un allenatore carismatico e abituato alla battaglia, reduce da un esonero dal Brescia.

La società è da tempo che sta pensando a lui, qualche contatto c’è già stato e ora potrebbe essere vicino il momento di un suo arrivo a Siena.

Ma Cagni non è l’unico papabile.

Non sono da trascurare le candidature di Gianni De Biasi, Daniele Arrigoni e Alberto Malsani, tutti allenatori liberi e vogliosi di rimettersi in gioco.

Fonte: Fedelissimo Online

 

Tosoni Auto
Il Chiasso Largo
 

Quella di domani è una partita delicatissima il cui esito potrebbe rilanciare o affossare le speranze di salvezza della Robur.

Siena-Atalanta arriva dopo una settimana molto tesa in cui la rabbia, accumulata in questi ultimi mesi, si è trasformata in una lucida protesta verso una proprietà che ormai non riscuote più la credibilità dei tifosi. I Clubs Fedelissimi, Corrente Bianconera e Valdarbia, la Curva Robur e tutti quei tifosi che condividono la protesta pur non appartenendo a nessun gruppo, domani mattina alle 12,30 sfileranno in un corteo che, partendo dal Campo, arriverà fino allo stadio con il duplice intento di contestare la società e sensibilizzare le istituzioni senesi e lo sponsor.

L’avventura di Stronati a Siena sembra essersi avviata verso il capolinea e tanti sono i segnali che arrivano in tal senso.

Abbiamo riferito di una trattativa con Giambattista Begnini - confermata dall’interessato in una intervista rilasciata ad Andrea Bianchi del Corriere di Siena- ma l’industriale bergamasco non è l’unico ad essere stato contattato in questi giorni.

Indiscrezioni molto attendibili riferiscono che, oltre a Begnini, sono almeno due i soggetti che hanno aperto una trattativa con la Banca e che ci sono buone possibilità che, nel giro di qualche giorno, qualcosa potrebbe succedere.

In quest’ottica un segnale importante è un incontro, tra Stronati e i vertici della Banca, in programma nelle prossime 24-48 ore.

A questa fase esplorativa seguirà, con il soggetto interessato che fornirà le maggiori garanzie, una trattativa vera e propria che potrebbe concludersi, come abbiamo scritto, nel giro di qualche giorno.

E’ ovvio che l’ultima parola spetterà comunque al titolare delle quote azionarie della Robur, Giovanni Lombardi Stronati che, avendo scelto la strada del silenzio, non lascia trapelare le proprie intenzioni.

In attesa di novità societarie, emerge il fatto che la partita più importante sarà quella che verrà disputata domani contro l’Atalanta.

La situazione in classifica non permette ulteriori passi falsi e solo una vittoria può rilanciare le speranze di salvezza.

Baroni ha fatto il massimo per isolare la squadra dalle polemiche; con umiltà, serietà e professionalità ha lavorato sulle gambe e sulla testa dei giocatori, creando i necessari presupposti per raggiungere il successo. Merita fiducia l’allenatore, merita il sostegno la squadra, meritiamo una speranza tutti noi che ci crediamo ancora. (nn)

Fonte: Fedelissimo Online

 

Tosoni Auto
ESTRA
 

La squadra ha sostenuto questo pomeriggio la seduta di rifinitura sul campo di Colle Val D'Elsa.

Si è allenato regolarmente con il gruppo Ekdal bloccato ieri da un lieve stato influenzale. Si è allenato anche Ghezzal rientrato questa mattina dall'Algeria, l'attaccante che ha chiesto di poter stare con la squadra, è nella lista dei convocati. Parravicini e Rossettini proseguono nel loro programma personalizzato.

In serata i bianconeri raggiungeranno la sede di ritiro.

Sono 22 i giocatori convocati dal tecnico Marco Baroni per la gara di domani contro l'Atalanta:

 

Brandao

Calaiò

Codrea

Curci

Del Grosso

Ekdal

Ficagna

Fini

Garofalo

Genevier

Ghezzal

Jajalo

Jarolim

Larrondo

Maccarone

Paolucci

Pegolo

Reginaldo

Rosi

Rossi

Terzi

Vergassola

 

fonte: www.acsiena.it

 

Tosoni Auto
clean sanex
 

Vittoria interna questo pomeriggio per il Siena che ha battuto 2-0 il Parma. I bianconeri che all’ingresso in campo hanno indossato una maglia con la scritta “Pietro non mollare!” come augurio di pronta guarigione per il compagno di squadra Resta, sono andati a segno con Arroe al 1' del secondo tempo e con Calamai al 39' sempre del secondo tempo.

SIENA: Ivanov, Migliorini, Mannini, Del Colle (dal 32' st Campinoti), Checchi, Malquori, Vaz Costa, Buchel, Giannetti, Arroe (dal 32' st Pacini), Calamai (dal 44' st Cicali)
A disposizione: Di Vincenzo, Rosati, Mazzuoli, Guidotti
Allenatore: Chiappini

PARMA: Russo, Berselli, Vecchi, Galassi (dal 26' st Formuso), Palumbo, Longhi, Palmisano (dal 19' st Uveges), Lucci (dal 2' st Terranova), Konate, De Vitis, Lapadula
A disposizione: D'Arsie, Adorni, Ogliari Mihajlovic
Allenatore: De Patre

Arbitro: Bietolini di Firenze
Assitenti: Pignone di Empoli, Pennacchio di Faenza

Marcatori: 1' st Arroe, 39' st Calamai
Ammoniti: Arroe, Buchel, Vecchi, Uveges

Fonte: www.acsiena.i

Tosoni Auto
macelleria san prospero
 

È stato presentato questa mattina presso la Sala delle Lupe del Palazzo Pubblico di Siena il progetto “Siena Against Racism”, ideato dall’A.C. Siena S.p.A per diffondere la politica antirazzismo attraverso la forza comunicativa dello sport.
L’assessore allo Sport del Comune di Siena, Massimo Bianchi, ha fatto gli onori di casa:
“Siena Against racism è una importante iniziativa di sensibilizzazione contro il razzismo che l’A.C. Siena ha rivolto agli studenti delle scuole medie di Siena e provincia – ha dichiarato Bianchi –. “È un progetto alla prima edizione, a carattere sperimentale, ma con vocazione pluriennale che si avvale di patrocini importanti quali quelli del Comune di Siena, della Provincia di Siena, del Coni, della Figc, dell’Ufficio scolastico provinciale, dell’Aia. In questo modo la Robur vuole lanciare un messaggio concreto nella lotta contro il razzismo e vuole che proprio i giovanissimi siano i maggiori interpreti e destinatari del progetto. Si vogliono così ispirare le coscienze dei più giovani ed educarli ad abbattere quotidianamente i muri dei pregiudizi, delle intolleranze, della violenza gratuita, diffondendo al contrario i valori della dignità umana a prescindere dall’origine etnica, sociale e cercando di favorire ogni possibile processo di integrazione attraverso il mondo del calcio. Siamo stati ben felici come Amministrazione comunale di concedere il nostro patrocinio e di collaborare all’iniziativa.”
Queste le parole del segretario generale Gian Piero Persichetti durante la conferenza stampa: “Per prima cosa mi preme ringraziare a nome di tutta la Società i patrocinanti del progetto e i soggetti che hanno deciso di collaborare alla nobile iniziativa. L’A.C. Siena ha deciso di intraprendere questo percorso anche perché vuole mettere in pratica un piano d’azione contro il razzismo, la xenofobia e ogni forma di discriminazione in conformità con le Linee Guida emanate dalla UEFA. Questo è uno dei passi da muovere per raggiungere gli standard qualitativi richiesti dall’organismo calcistico europeo per ottenere la cosiddetta “Licenza UEFA”, una certificazione di qualità che ci permetterebbe di realizzare una struttura societaria capace di resistere nel tempo. Basti pensare che le società alle quali questa attualmente non viene rilasciata sono quelle che in genere lottano fino all’ultima giornata per rimanere nella massima serie. La Robur vuole scendere in campo con i suoi protagonisti per giocare la partita contro il razzismo e vuole che questi siano i giovani, gli uomini di domani. Saranno gli ambasciatori di “Siena Against Racism”, loro dagli spalti, i calciatori sul terreno di gioco.”
L’iniziativa si avvale del patrocinio delle principali istituzioni senesi: Amministrazione Comunale, Amministrazione Provinciale, Comitati provinciali Coni, Figc, Aia, Unicef e Provveditorato agli Studi, oltre che della collaborazione della Banca Monte dei Paschi di Siena e della Kappa, rispettivamente Main sponsor e sponsor tecnico A.C. Siena, Gsport, concessionaria marketing pubblicitario, Sky tv/media sponsor, Fare (Football Against Racism in Europe) e Uisp.
Marco Saletti, assessore allo sport della Provincia, ha portato il saluto dell’Amministrazione provinciale: “Siamo lieti di patrocinare il progetto lodevole e importante per l’abbattimento delle barriere del razzismo, un veicolo fondamentale per portare attraverso i ragazzi una cultura antirazzista nelle famiglie.”
Roberto Montermini, presidente del Coni provinciale: “Sostengo il concetto espresso nelle Linee Guida della Uefa, già citate da Persichetti, perché sono profondamente convinto di quanto siano valide le collaborazioni tra tutte le realtà che ci circondano: lo sport e il calcio in particolare è una forma privilegiata di comunicazione, un mezzo che riesce ad oltrepassare tutti i linguaggi. Nell’era della globalizzazione conoscersi, senza le barriere dei pregiudizi razziali, ci porta a scoprire gli altri nella loro umanità e nella loro dignità di persone. Consideriamo importante “Siena Against Racism” poiché è un ulteriore motivo di confronto e di collaborazione, lavorare sui ragazzi è forse l’unico modo per raggiungere anche le loro famiglie per ottenere comportamenti coerenti e condivisi.”
Il progetto, a carattere pluriennale, propone, attraverso una serie di incontri, lo sviluppo della lotta contro ogni forma di discriminazione (razziale, religiosa, etnica) e la sensibilizzazione dei giovani a credere e crescere secondo valori quali il rispetto e uguaglianza.
Le tappe dell’iniziativa avranno luogo presso numerose scuole medie del comune e della provincia di Siena a partire dal mese di dicembre 2009 fino ad aprile 2010. Ad ogni incontro prenderanno parte calciatori e dirigenti della Società, oltre che illustri relatori appartenenti alle istituzioni coinvolte nel programma. Per il primo anno è prevista la partecipazione di circa 1400 alunni.
Tutte le classi partecipanti verranno successivamente invitate a realizzare uno striscione inerente il tema affrontato durante l’incontro. Gli striscioni verranno esposti in occasione delle partite di campionato alle quali le classi stesse saranno invitate ad assistere. Un’apposita giuria, infine, decreterà lo striscione vincitore del concorso.

Fonte: www.acsiena.it

 

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Il Mangione
 

SIENA-ATALANTA: PROBABILI FORMAZIONI

Queste le probabili formazioni di Siena-Atalanta in programma domenica 22 novembre, allo stadio Artemio Franchi di Siena.

 

Siena (4-4-2): 85 Curci, 87 Rosi, 77 Ficagna, 15 Brandao, 3 Del Grosso, 7 Reginaldo, 8 Vergassola, 10 Codrea, 17 Fini, 9 Paolucci, 32 Maccarone (31 Pegolo, 6 Terzi, 21 Rossi, 24 Jajalo, 23 Jarolim, 18 Ghezzal, 11 Calaiò) All.: Baroni.

Squalificati: nessuno.

Diffidati: Codrea.

Indisponibili: Rossettini, Parravicini, Ekdal.

Allenatore Marco Baroni (1964)

 

Atalanta (4-4-2): 1 Consigli, 8 Garics, 77 Bianco, 13 Peluso, 6 Bellini, 70 Ceravolo, 15 De Ascentis, 21 Radovanovic, 22 Padoin, 9 Acquafresca, 90 Tiribocchi. (32 Coppola, 2 Talamonti, 18 Caserta, 26 Pellegrino, 79 Ferreira Pinto, 7 Madonna, 11 Tiboni).

Squalificati: Doni e Guarente.

Diffidati: Bianco e Peluso.

Indisponibili: Valdes, Manfredini e Barreto.

Allenatore: Antonio Conte (1969)

 

Arbitro: Giannoccaro di Lecce.

Fonte: Fedelissimo Online

 

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macelleria san prospero
 

Domani, sabato 21 novembre 2009, alle 14,30 la Primavera affronterà il Parma tra le mura amiche del Comunale di Casole d’Elsa. I bianconeri, come augurio di pronta guarigione al loro compagno di squadra Pietro Resta, coinvolto una settimana fa in un incidente stradale, indosseranno all’ingresso in campo una maglia con la scritta

                          “Pietro non mollare!”.

 

Doppio appuntamento casalingo per i Pulcini 2000 girone B e gli Esordienti Fascia B girone A impegnati rispettivamente alle 16,30 contro la Voluntas al “M. Bertoni” ad Acquacalda e alle 18,00 contro il San Miniato sempre ad Acquacalda. Domenica 22 novembre alle 9,15 gli Esordienti ’98 incontreranno la Sinalunghese tra le mura amiche di Torrefiorentina; alle 9,30 i Pulcini 2000 girone A se la vedranno con il Valdarbia ad Acquacalda; alle 9.45 trasferta per i Giovanissimi Regionali che se la vedranno con l’Empoli al Centro Sportivo , Loc. Monteboro. Alle 10,30 appuntamento esterno anche per i Giovanissimi Nazionali impegnati con la Colligiana al Sussidiario 2 “Gino Manni”; alle 11,00 gli Allievi Nazionali affronteranno la Roma al Centro Sportivo “F. Bernardini” di Trigoria e, in contemporanea, i Giovanissimi Regionali B giocheranno con l’Empoli al “M. Bertoni” ad Acquacalda.

fonte: www.acsiena.it

 

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Immobiliare Brogi
 

La squadra italiana dell’AC Siena è molto attiva sul mercato sudamericano.

Dopo aver pescato il colombiano Zuniga è ora sulle tracce di un altro giocatore, questa volta cileno.

Si tratta di Felipe Ignacio Seymour, detto Walala,  de l’ Universidad de Chile.

Seymour è un centrocampista di grande temperamento, dotato di buone basi tecniche, destro naturale, che partecipa sia alla costruzione del gioco che al contenimento.  E’ nato nel 1987 ed è in possesso del passaporto comunitario.

La trattativa per ll Universidad de Chile è portata avanti dall’agente Juan Arandilla che è in contatto con molte squadre italiane ed europee.

L’AC Siena è in netto vantaggio avendo offerto per il cartellino di Seymour 1,3 milioni di dollari USA, 700.000 dollari in meno della valutazione di 2 milioni che la società cilena ha stabilito per la sua cessione. (Claudio Gutierrez)

Fonte: Fedelissimo Online

 

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ESTRA
 

Dopo la vittoriosa partita con il Grosseto ci siamo guadagnati il passaggio al turno successivo con il Novara, squadra di Lega Pro Prima Divisione (ex C1). Ma come contro il Grosseto i prezzi sono questi:

Tribuna Vip Danilo Nannini € 40,00
Tribuna coperta Danilo Nannini € 30,00
Gradinata Paolo De Luca € 20,00
Curva Robur € 10,00
  Secondo noi sono eccessivamente alti e comunque si poteva prevedere l’ingesso gratuito per gli abbonati come fanno altre società per esempio l’Atalanta che gioca con il Lumezzane:

Tutti gli abbonati alla stagione 2009-2010 potranno assistere gratuitamente alla gara.
Questi i prezzi dei tagliandi: Poltroncina (non in vendita); Tribuna Centrale 14€ (1€ junior); Tribuna Laterale  10€ (1€); Parterre 5€ (1€); Centrale/Laterale/Parterre Creberg 7€ (1€); Curva Pisani 5€ (1€); Distinti (non in vendita) e Curva Sud (settore chiuso); Settore Ospiti 5€.  
  Fonte: Fedelissimo online

 

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ESTRA
 

 


 

Non fa bilanci, Reginaldo, di questi primi mesi in bianconero: “Impossibile, ho giocato pochissimo e ho realizzato solo un gol, a Cagliari”. La speranza del brasiliano è, sì, che d'ora in poi anche le sue scarpette pestino spesso l'erba dei campi di serie A, ma soprattutto che la battaglia del Siena per la salvezza abbia una degna conclusione. “Ognuno di noi, in questo momento, deve fare un passo indietro – afferma il bianconero –. Dobbiamo renderci tutti conto della situazione e cercare con forza di tirarcene fuori. Non possiamo pensare adesso agli interessi personali: poco conta giocare, tutta la partita, cinque minuti, due minuti. L'importante è che chi scende in campo dia l'anima”. “Dobbiamo risollevarci – aggiunge –, consapevoli che le possibilità ci sono tutte. Per quanto mi riguarda sono a completa disposizione del mister: dove vorrà farmi giocare giocherò, anche in ruolo in cui sarò chiamato a difendere, per esempio il quarto di centrocampo”.
L'Atalanta, nel chiaro ragionamento di Reginaldo, rappresenta quindi la partita della svolta. “La gara di domenica – sottolinea il bianconero –, è un trampolino di lancio per il nostro futuro. Una vittoria ci regalerebbe la fiducia che ci manca: tre punti guadagnati in casa significherebbero guardare alle prossime partite con maggiore ottimismo, per non considerare l'importante passo avanti in graduatoria”.
Tutto ciò che ruota intorno alla sfida del Franchi, passa quindi in secondo, anche terzo, piano. “Stiamo bene, siamo consapevoli di poter vincere e ci stiamo allenando bene per quello – spiega –. Il mister sta mettendo tutto se stesso in questa impresa, la squadra con lui. Siamo tranquilli e sappiamo bene che domenica il risultato dipenderà da noi. Dovremo tirare fuori tutto: l'Atalanta è una buonissima compagine, anche senza Doni e Guarente. Verrà a Siena per far punti ma al Siena servono di più. Dovremo essere più forti, dimostrare che ci siamo: siamo un'ottima squadra, un ottimo gruppo, dobbiamo solo sbloccarci, crederci e mettere in campo tutta la cattiveria possibile”. “I tifosi – conclude Reginaldo -? Ci sono sempre stati vicino e sono sicuro che continueranno a farlo. Sanno che domenica abbiamo bisogno del loro sostegno, che abbiamo bisogno di loro”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line

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Il Chiasso Largo
 

Oggi abbiamo riportato uno stralcio di una intervista dell’amico e collega Andrea Bianchi, del Corriere di Siena, a Giambattista Begnini.

Nella mattinata la stessa intervista è apparsa sul portale di informazione www.ilcittadinomb.it di Monza, sede del Monza Brianza, società calcistica militante in Prima Divisione che fino al giugno c.a. era di proprietà dell’imprenditore bergamasco in trattativa per l’acquisizione delle quote societarie della Robur.

Qualcuno ha creduto, ed alcuni commenti arrivati erano indirizzati in tal senso, che Andrea Bianchi avesse “copiato” , passateci  il termine, l’intervista dal sito monzese, ma la verità è tutt’altra: l’intervista è stata effettuata dal giornalista senese e, successivamente, passata ai colleghi brianzoli, come spesso accade nel mondo dell’informazione.

Abbiamo scoperto casualmente quello che realmente è accaduto e ci teniamo a fare questa precisazione non perché qualcuno ci abbia sollecitato in tal senso - non ce ne sarebbe alcun motivo - ma solo per il rispetto che merita un collega bravo e sicuramente appassionato della Robur come Andrea Bianchi che svolge questo difficile mestiere con onestà e passione. (NN)

Fonte: Fedelissimo Online

Precisiamo che l’articolo apparso oggi sul nostro sito web relativo al Siena Calcio è stato redatto in collaborazione con il collega Andrea Bianchi del Corriere di Siena.

 Lo stesso articolo è stato pubblicato oggi sul quotidiano senese  ed è stato da noi riportato integralmente.

 Distinti saluti

 Annamaria Colombo

Segreteria di Redazione

Il Cittadino di Monza e Brianza

Tel. 039-2169511 Fax. 039-2169555

a.colombo@ilcittadinomb.it

 

 

 

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Immobiliare Brogi
 

7 stagioni consecutive, 199 presenze, 16 reti, 6 salvezze conquistate.

Questi sono i numeri di un grande campione che ha sempre onorato la maglia bianconera, di un protagonista assoluto di sei salvezze consecutive che, contro l’Atalanta, potrà festeggiare la sua duecentesima presenza con la maglia della Robur.

Simone Vergassola è il classico giocatore che ogni allenatore sogna e che tutti i tifosi vorrebbero avere nella propria squadra del cuore.

E’ arrivato a Siena, con la campagna trasferimenti invernale, nella stagione 2003-2004, quella del debutto bianconero nella massima serie e da allora ha sempre rappresentato un punto di riferimento insostituibile per i compagni che hanno avuto la fortuna di averlo accanto e per gli allenatori  che hanno diretto la Robur.

Simone ha scritto pagine importanti della storia bianconera riuscendo ad instaurare un feeling eccezionale con tutta la tifoseria che gli riconosce il meritato, anche se ormai desueto, ruolo di  bandiera.

Grazie Simone, grazie per tutto quello che hai dato alla Robur e per ciò che sicuramente riuscirai a dare in questa travagliata stagione, in cui ti dovrai -  e noi al tuo fianco - superare per raggiungere il settimo scudetto. Non sarà facile, ma sappiamo che che ancora una volta sari il trascinatore della nostra Robur.

 

Simone Vergassola – nato a La Spezia il 24 gennaio 1976

2009-2010 11 presenze 0 reti

2008-2009 36 presenze 2 reti

2007-2008 31 presenze 1 rete

2006-2007 35 presenze 2 reti

2005-2006 33 presenze 4 reti

2004-2005 37 presenze 6 reti

2003-2004 16 presenze 1 rete (da gennaio)

Fonte: Fedelissimo Online

 

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Il Chiasso Largo
 

 

IERI: SIENA-ATALANTA 2-1

29 maggio 2005. Indimenticabile salvezza ottenuta in serie A, in zona Cesarini. Scrivono il loro nome nel tabellino dell'incontro Chiesa e Argilli, simboli di questi ultimi anni bianconeri.
SIENA: Manninger - Argilli, Tudor, Mignani - Alberto, Taddei (71' Maccarone), D'Aversa, Vergassola, Falsini - Flo, Chiesa (82' Cirillo). In panchina: Fortin, Foglio, Pecchia, Cozza, Pasquale. Allenatore: De Canio.
ATALANTA: Calderoni - Rivalta, Natali, Capelli - Motta, Montolivo, Bernardini, Marcolini, Adriano (81' Pagano) - Lazzari (78' Choutos) - Makinwa (46' Budan). In panchina: Consigli, Sala, Mingazzini, Migliaccio. Allenatore: D. Rossi.
Arbitro: Farina di Novi Ligure
MARCATORI: 8' Chiesa; 62' Budan; 81' Argilli

Pomeriggio molto caldo, reso incandescente anche dal pathos della gara. Mister De Canio ha scelto Flo in attacco a far coppia con CHIESA che, da grande goleador, porta subito in vantaggio la squadra: dribbling in area e diagonale sotto la traversa per la rete che mette la partita in discesa ai nostri bianconeri. Al 25’ Lazzari prova a beffare Manninger, uscito fuori dalla porta, con un pallonetto che termina fuori. Chiesa, invece, è l’uomo più pericoloso della Robur e al 28’ il suo tiro centrale viene bloccato dal portiere Calderoni. La ripresa inizia con BUDAN al posto di Makinwa e il nuovo entrato gela lo stadio con il gol del pareggio, agevolato dall’uscita incerta di Manninger. E’ il 62’. C’è poi un’occasione per D’Aversa e, clamorosa, per Tudor ma il risultato non cambia. Passano i minuti, Calderoni compie un paio di prodezze e arriviamo all’81’. ARGILLI (che fenomeno!) controlla di petto dentro l’area e, in girata, supera finalmente il portiere dell’Atalanta. L’Artemio Franchi esplode di gioia. Siamo di nuovo in serie A e abbiamo intenzione di rimanerci ancora!


 

OGGI

Come già nel 2005 c’è molta attesa per il match casalingo con l’Atalanta. Questa non determina la salvezza ma è una gara fondamentale per il prosieguo del campionato. Non solo vogliamo sognare di vincere ma, tutti insieme, dobbiamo farcela. L’Atalanta non è imbattibile e scopriamo perché.

- TRASFERTA CON RETE. Lontano da Bergamo ha sempre subìto almeno un gol e fuori casa ha vinto solo una volta.
- IL VIZIO DEL KO. La formazione di Conte è reduce da tre sconfitte consecutive e l’effetto benefico del cambio in panchina sembra essersi dissolto.
- LA SCOPERTA 'DELL’ACQUAFRESCA'. A Siena, dopo l’infortunio, l’attaccante gioca titolare. Il procuratore non esclude un trasferimento a gennaio al Genoa. Ma non era il colpo dell’Atalanta?
- UN CONSIGLIO A CONSIGLI. Di continuare nell’altalena di prestazioni. Il portiere nerazzurro alterna grandi parate a qualche papera evidente e molti tifosi orobici rivorrebbero titolare Coppola.
- GUARENTE GUARITORE. Assente per squalifica, il centrocampista è una pedina insostituibile, non per niente figura al 4° posto di tutta la serie A per numero di passaggi effettuati.
- DONI PRE-NATALIZI. E’ un bel regalo, per noi, la doppia squalifica in casa Atalanta. Cristiano Doni è il leader indiscusso e elemento sempre in grado di cambiare volto ad una partita. Non c’è! (Alessandro Pagliai)

Fonte: Fedelissimo on line

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In questo fine settimana la serie A2 non giocherà, dato l'impegno della Nazionale azzurra mercoledì contro l'Armenia per le qualificazioni ai Mondiali. La serie A2 riprenderà domenica prossima 29 novembre con l'impegno casalingo del Siena contro Oristano. Al contrario, saranno in campo in questo weekend le ragazze della Primavera - impegnate domenica alle 14,30 in trasferta contro la Grifo Perugina e le Giovanissime, invece, andranno - sabato alle 17,30 - in casa della Fiorentina.Le foto delle due squadre giovanili.

Fonte: Siena Calcio Femminile

 

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“Dire che sono felice è quasi riduttivo. E’ difficile descrivere quello che ho provato mercoledì sera e le emozioni che ho vissuto.”
Abdel Kader Ghezzal è al settimo cielo dopo la vittoria contro l’Egitto che ha permesso all’Algeria di staccare il biglietto per il Mondiale 2010, dopo 24 anni di assenza dalla competizione. “E’ stata una guerra. Abbiamo vissuto dieci giorni con una pressione inimmaginabile. Dopo quello che ci è successo all’arrivo a Il Cairo con l’assalto al pullman che ci portava dall’aeroporto all’albergo, la tensione è salita alle stelle e non era facile affrontare con freddezza una partita così determinante. Sabato avevamo praticamente in tasca la qualificazione e poi quel gol al 95’ ci ha tagliato le gambe. Dovevamo soffrire ancora, stringere i denti e conquistare a tutti i costi la qualificazione. La volevamo con tutti noi stessi, era lì a portata di mano e non potevamo mancarla. Sentivamo addosso le aspettative del popolo algerino che in noi aveva riposto tutte le sue speranze. Non potevamo, non volevamo deluderli. L’Egitto è una squadra che ha qualità, noi siamo una nazionale giovane e che ha anche meno esperienza in competizioni così importanti. Eravamo partiti per conquistare l’accesso alla Coppa d’Africa dalla quale l’Algeriamancava da qualche anno, poi mano a mano che andavamo avanti abbiamo cominciato a credere anche nel Mondiale. La pressione, le tensioni, l’ambiente ostile, alla fine ci hanno dato forza, abbiamo tirato fuori il carattere e mercoledì sera siamo scesi in campo ancora più determinati. Loro ci hanno reso la vita difficile, peccato che non sono riuscito al 60’ a segnare quel gol che avrebbe chiuso la partita. Ma è andata bene lo stesso.
Esco da questi dieci giorni decisamente più forte e con la convinzione che nessuna impresa è impossibile. Giuro che uno dei primi pensieri a fine partita è stato per il Siena. Mi sono detto “dobbiamo toglierci da quell’ultimo posto”. So che è possibile. Lo spirito giusto è quello di scendere in campo come se ogni partita fosse una battaglia e crederci sempre, proprio come ha fatto l’Algeria. Molti dei miei compagni hanno seguito la partita, mi ha fatto tanto piacere. Mi hanno chiamato e mandato messaggi. E’ stato bellissimo. Anche nel mio quartiere a Lione hanno fatto festa, i miei fratelli e gli amici con quali sono cresciuto hanno guardato la partita tutti insieme e sono impazziti.
A dire la verità ancora non ho realizzato bene, non mi rendo conto di cosa abbiamo fatto. Siamo rientrati in Algeria ieri sera e siamo stati ricevuti dal Presidente della Repubblica. La gente in Algeria è in delirio.Sono orgoglioso di questa squadra e di quello che siamo riusciti a fare. Ma dobbiamo pensare che è solo un inizio, che non dobbiamo accontentarci, ma lavorare con la massima umiltà per crescere.”
“Ora mi aspettano altre importantissime battaglie, quelle con il Siena.” – conclude Ghezzal – “E voglio vincere anche quelle!”

Fonte: www.acsiena.it

 

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Elettronorge
 

Monza - Dal Monza e ai sogni infranti di serie B a una, pur al momento pericolante, serie A. Il nome di Giovan Battista Begnini torna, di prepotenza, sul palcoscenico del calcio che conta. E lo fa accostato al nome del Siena calcio. Ormai da diversi mesi il Monte dei Paschi sta svolgendo il ruolo di garante in una possibile vendita delle azioni di maggioranza in mano all’avvocato Giovanni Lombardi Stronati (l’80%) e quelle della minoranza della società “Siena Insieme” (20%).
Interessati alla Robur sono due professionisti: il primo fa parte del mondo dell’economia, con fortissimi legami e conoscenze nel mondo del calcio e con contatti senesi che si sono già mossi alcune settimane fa. Per la precisione, il 2 novembre scorso avrebbero preso visione delle carte relative al Siena ed hanno avanzato anche una proposta di acquisto, ritenuta però troppa bassa dai “garanti” della trattativa. Il secondo interessamento riguarda proprio la famiglia Begnini.
Lunedì scorso a Firenze, nel corso di una giornata di lavoro, Giambattista Begnini ha parlato con alcuni dirigenti della banca Mps che gli hanno evidenziato l’attuale situazione della Robur: “E’ stato soltanto un pour parler, mi hanno chiesto cosa ne pensavo. Non è vero che sono in trattativa per l’acquisto del Siena” ha spiegato ieri l’eclettico imprenditore bergamasco. “Ho dato la mia disponibilità a parlarne, a fare delle valutazioni, naturalmente devono esserci riscontri con gli interlocutori. Io sono un uomo di sport, so bene cosa vuol dire l’impegno e per questo lascio riflettere. Io sono disposto a parlarne, da lunedì però non ho sentito più nessuno”.

Allora qualcosa si sta muovendo sul serio?"
Lunedì ho soltanto parlato e parlare non costa nulla. Poi serve conoscere lo stato reale delle cose perchè oggi fare il dirigente, o meglio, il presidente di una squadra di calcio è un grandissimo impegno. Io ho una gran voglia di fare calcio, mi porto dietro un bagaglio pesante di esperienza però, ripeto, in questo mondo e in questo momento non è possibile inventarsi niente, tantomeno essere presidente”.

L’idea Siena però la stuzzica, non è vero?
“Il nostro legale sta lavorando, vedremo. Se sono rose fioriranno”.

La sua esperienza cosa insegna?
"Non farò questo passo se non potrò farlo, non metterò a rischio le mie aziende e i miei lavoratori per un progetto che non si può realizzare. Se poi ci saranno riscontri positivi...”.

Cosa pensa del trambusto che sta avvenendo a Siena? Potrebbe preoccuparla in una eventuale trattativa?
“Quello che sta accadendo a Siena avviene in tutte le città che hanno le squadre in lotta per la salvezza. Anche a Bergamo la situazione è questa. Purtroppo chi retrocede quest’anno perderà una grande occasione in fatto di soldi. In ogni modo, da quando ho lasciato il Monza ho avuto molto più tempo a disposizione per le mie aziende e l’unica cosa che veramente mi preoccupa è il lavoro in un momento di crisi così grave”.
Fonte: www.ilcittadinomb.it
 

 

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Immobiliare Brogi
 

Conferme alle nostre anticipazioni di ieri su un avvio di una trattativa per la cessione del Siena all’imprenditore bergmasco Giambattista Begnini, arrivano oggi da una sua intervista sul corriere di Siena, di cui riportiamo alcuni stralci.
Dottor Bagnini, ma lei è veramente interessato all’acquisto del Siena?
“ho dato la mia disponibilità a parlarne, a fare delle valutazioni, naturalmente devono esserci dei riscontri con gli interlocutori. Io sono uomo di sport, so bene cosa vuol dire l’impegno e per questo lascio riflettere. Io sono disposta a parlanrne, da lunedì, però non ho sentito più nessuno”:
L’idea della Robur però la stuzzica, non è vero?
Il nostro legale sta lavorando, vedremo se son rose fioriranno”.

Fonte: Fedelissimo online

 

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FISSC
 

Giovedì 26 novembre una delegazione dello Staff Medico e Tecnico della F.C. Barcellona visiterà il Centro di Valutazione e Programmazione Bodytech operante all’interno delle strutture Sanitarie dell’A.C. Siena.
L’incontro fa seguito alla richiesta pervenuta durante un congresso internazionale di Medicina dello Sport organizzato dall’Università degli Studi di Firenze e dalle Società del Barcellona e della Fiorentina.
In quella occasione l’ A.C. Siena ha presentato due relazioni, una di carattere valutativo curata dal prof. Carmine Orlandi, l’altra di carattere riabilitativo esposta da Alberto Andorlini.
Fonte: www.acsiena.it

 

 

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Frittelle Savelli
 

In occasione della partita Siena – Atalanta in programma domenica 22 novembre alle ore 15,00, i cancelli d’ingresso dello stadio “Artemio Franchi - Montepaschi Arena” verranno aperti alle ore 12,30.
I Club sono autorizzati ad apporre i loro striscioni dalle ore 10,00 alle ore 11,30.
Fonte: www.acsiena.it

 

 

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FISSC
 

Daniele Galloppa sta vivendo un momento magico ed in questa intervista ci parla di tutto: Nazionale, Parma e tutte le esperienze vissute nella sua giovane carriera.

Partiamo dalla Nazionale, con cui hai giocato mercoledì. Cosa pensi della questione Amauri?
"Credo che il gruppo sia sano e intelligente, ma se l'ingresso di Amauri comportasse l'esclusione di qualche ragazzo finora sempre presente può darsi che qualche problema emerga. In ogni caso ricordo che Amauri è un campione e l'importante, di solito, è il risultato".

Quindi capisci anche le parole di Pazzini?
"Ognuno è libero di dire la sua, io un po' lo comprendo, ma non fino in fondo. Forse voleva far intendere che già è in competizione con tanti attaccanti e poi se fosse fatto fuori da uno che magari prende la cittadinanza non è il massimo".

Dalle parole di Lippi pensi che per Amauri ci sia spazio?
"Il mister lo prenderà sicuramente in considerazione perché è un campione e può dare una mano alla Nazionale. In ogni caso sarà anche dalla parte del gruppo e far fuori qualcuno che è stato presente fino ad ora non sarà facile".

Parliamo della tua carriera, raccontaci gli inizi
"Mi ha subito preso la Roma, a nove anni, e poi ho fatto tutta la trafila delle giovanili. Piano piano questa passione ha preso sempre più consistenza e più forma ed ora sono qui".

Sono uscite tue dichiarazioni dove dici che la Roma non dà possibilità di arrivare in prima squadra ai giovani. Ad esempio, oltre a te, ci sono Pepe e D'Agostino per citarne due. Confermi?
"Il problema principale della Roma è il rapporto che noi italiani in generale abbiamo col calcio. Non c'è tempo di aspettare giocatori come ad esempio hai detto tu Pepe e D'Agostino. A vent'anni forse non erano pronti per fare parte di una grande come la Roma e avevano bisogno di crescere e fare esperienze. In ogni caso è stato perso un valore importante dalla società".

Ultimamente sono arrivati solo Aquilani, De Rossi e Totti
"Aquilani è andato a Liverpool, quindi sono rimasti solo De Rossi e Totti".

Ti dispiace per la partenza di Aquilani?
"Lui è nato e cresciuto con la Roma. Credo avesse voglia di continuare tutta la sua carriera con la Roma e assieme a De Rossi poteva formare un centrocampo importante, fatto in casa propria. Ci sono poi situazioni in cui sei costretto ad andare via e lui ha fatto una scelta che probabilmente gli darà qualcosa in più. Va in una terra diversa, ad imparare una nuova lingua e penso possa essere solo positivo per lui".

Tu hai rammarico per non essere rimasto?
"Alla fine ho deciso io di lasciare la Roma, mi sentivo più partecipe e protagonista a Siena. Non ho rammarico e sicuramente a vent'anni non ero il giocatore che sono adesso. Spero anche, fra qualche anno, di non essere il giocatore che sono ora, ma di migliorare ulteriormente".

Dalla Roma sei passato alla Triestina, che periodo è stato?
"Un passo importante, il primo fra i professionisti. Arrivare dal settore giovanile al professionismo è un salto importante, sono andato a vivere fuori casa e mi sono trovato a condividere uno spogliatoio con gente di trent'anni e realtà diverse dalla mia. Devi essere bravo e pronto a crescere subito, ma è stata un'esperienza positivissima. Sono stato due anni, il secondo ho giocato anche tanto e ho ricevuto tanto".

Il periodo di Ascoli, invece, come lo valuti?
"E' stata una mia scelta: ho ritrovato Tesser, che mi aveva voluto a Trieste e mi ha rivoluto là, e ho trovato la A dopo due stagioni in B. L'esperienza, però, è stata negativa nei sei mesi vissuti da tanti punti di vista. I risultati non venivano mai, siamo retrocessi ed io ho avuto anche una pubalgia. A gennaio sono andato a Siena perché ero in prestito secco e anche fisicamente non andava bene, ma in ogni caso qualcosa mi ha dato anche questa esperienza".

Giunto a Siena hai vissuto poi un'ottima esperienza
"Sicuramente, Siena è la mia seconda casa. Ho fatto due anni e mezzo stupendi, ho trovato grande continuità e ottenuto record di punti e vittorie con la squadra. Al di là del lato professionale, mi sono trovato bene anche dal lato umano. Tutt'ora sento tante persone".

Il momento che stanno vivendo i senesi, quindi, ti tocca da vicino
"Mi spiace veramente tanto, sicuramente mi tocca. Sono con loro e sento che c'è malumore intorno alla squadra. Siena è stata sempre un posto dove si poteva lavorare tranquillamente, ma ora diventa dura. Spero si possano salvare perché la città lo merita".

Nella tua carriera chi è stato l'allenatore più significativo?
"Ce ne sono stati diversi. A Trieste, il secondo anno, ho cambiato sei allenatori e ho provato diverse esperienze. Sicuramente Tesser mi ha dato tanto, al primo anno tra i professionisti, e mi ha dato la possibilità di giocare imparando tanto. Ho poi avuto tecnici preparati come Beretta, Giampaolo o Guidolin, ma se dovessi dire un nome quello con cui mi sono trovato meglio è il secondo".

Quindi come ti spieghi l'esonero di Giampaolo a Siena?
"Mi spiace perché ho sempre detto che lui era il valore aggiunto del Siena. L'organizzazione che dava era difficile da trovare, ma poi se i risultati non vengono e nell'ambiente si crea il malumore il primo a farne le spese è sempre il mister. Per quello che ho vissuto avrei tenuto Giampaolo fino a fine anno e penso sarebbe arrivato alla salvezza".

Beretta sarebbe l'allenatore giusto per sostituirlo?
"Secondo me sì, lui conosce la piazza e ha fatto un'impresa importante due anni fa. E' abituato a questo tipo di situazioni e sarebbe anche il tecnico che la piazza vuole. Serve, però, anche rispetto per Baroni. Dargli la squadra e toglierla dopo una giornata non è il massimo, bisognerà valutare e prendere la decisione giusta".

Passiamo al presente, adesso sei al Parma e sabato c'è la Fiorentina
"E' una partita importante, bella da giocare e speriamo di far bene continuando il momento positivo. Vogliamo tenercelo stretto e goderci sempre di più la classifica. Nelle prossime tre gare andiamo a Firenze, poi ci sarà il Napoli e andremo a Genova con il Genoa, tutte avversarie di medio-alto livello e dovremo dimostrare di meritare la nostra classifica attuale".

Con i viola, in Nazionale, avete parlato della partita di sabato?
"Qualche battuta e qualche sfottò simaptico, ma nient'altro".

Parliamo anche di te, come sei dentro e fuori dal campo?
"In campo sono un centrocampista che cerca di fare sia la fase di contenimento che di impostazione. Cerco di farmi trovare sempre pronto e penso di essere una persona generosa, sia in campo che fuori. Se posso dare una mano al compagno la dò sempre. Nella vita, invece, sono un ragazzo normale, semplice, che fa una vita regolare. A volte, forse, sbaglio troppo a dire la verità sempre perché capita sia travisata e fraintesa. In questo mondo bisogna tenere il piede in due scarpe sennò trovano sempre da criticarti, ma io sono fatto così ed andrò avanti così".

Chiudiamo tornando al tuo futuro in Nazionale. Hai fatto parte di quasi tutte le rappresentative giovanili e ora sogni il Mondiale?
"Quello se lo augura chiunque, è normale. La speranza è l'ultima a morire e io sogno e vado avanti. In ogni caso so che dovrò continuare a lavorare e dare continuità, poi le scelte le farà il m
ister".

Daniele Galloppa sta vivendo un momento magico ed in questa intervista ci parla di tutto: Nazionale, Parma e tutte le esperienze vissute nella sua giovane carriera.

Partiamo dalla Nazionale, con cui hai giocato mercoledì. Cosa pensi della questione Amauri?
"Credo che il gruppo sia sano e intelligente, ma se l'ingresso di Amauri comportasse l'esclusione di qualche ragazzo finora sempre presente può darsi che qualche problema emerga. In ogni caso ricordo che Amauri è un campione e l'importante, di solito, è il risultato".

Quindi capisci anche le parole di Pazzini?
"Ognuno è libero di dire la sua, io un po' lo comprendo, ma non fino in fondo. Forse voleva far intendere che già è in competizione con tanti attaccanti e poi se fosse fatto fuori da uno che magari prende la cittadinanza non è il massimo".

Dalle parole di Lippi pensi che per Amauri ci sia spazio?
"Il mister lo prenderà sicuramente in considerazione perché è un campione e può dare una mano alla Nazionale. In ogni caso sarà anche dalla parte del gruppo e far fuori qualcuno che è stato presente fino ad ora non sarà facile".

Parliamo della tua carriera, raccontaci gli inizi
"Mi ha subito preso la Roma, a nove anni, e poi ho fatto tutta la trafila delle giovanili. Piano piano questa passione ha preso sempre più consistenza e più forma ed ora sono qui".

Sono uscite tue dichiarazioni dove dici che la Roma non dà possibilità di arrivare in prima squadra ai giovani. Ad esempio, oltre a te, ci sono Pepe e D'Agostino per citarne due. Confermi?
"Il problema principale della Roma è il rapporto che noi italiani in generale abbiamo col calcio. Non c'è tempo di aspettare giocatori come ad esempio hai detto tu Pepe e D'Agostino. A vent'anni forse non erano pronti per fare parte di una grande come la Roma e avevano bisogno di crescere e fare esperienze. In ogni caso è stato perso un valore importante dalla società".

Ultimamente sono arrivati solo Aquilani, De Rossi e Totti
"Aquilani è andato a Liverpool, quindi sono rimasti solo De Rossi e Totti".

Ti dispiace per la partenza di Aquilani?
"Lui è nato e cresciuto con la Roma. Credo avesse voglia di continuare tutta la sua carriera con la Roma e assieme a De Rossi poteva formare un centrocampo importante, fatto in casa propria. Ci sono poi situazioni in cui sei costretto ad andare via e lui ha fatto una scelta che probabilmente gli darà qualcosa in più. Va in una terra diversa, ad imparare una nuova lingua e penso possa essere solo positivo per lui".

Tu hai rammarico per non essere rimasto?
"Alla fine ho deciso io di lasciare la Roma, mi sentivo più partecipe e protagonista a Siena. Non ho rammarico e sicuramente a vent'anni non ero il giocatore che sono adesso. Spero anche, fra qualche anno, di non essere il giocatore che sono ora, ma di migliorare ulteriormente".

Dalla Roma sei passato alla Triestina, che periodo è stato?
"Un passo importante, il primo fra i professionisti. Arrivare dal settore giovanile al professionismo è un salto importante, sono andato a vivere fuori casa e mi sono trovato a condividere uno spogliatoio con gente di trent'anni e realtà diverse dalla mia. Devi essere bravo e pronto a crescere subito, ma è stata un'esperienza positivissima. Sono stato due anni, il secondo ho giocato anche tanto e ho ricevuto tanto".

Il periodo di Ascoli, invece, come lo valuti?
"E' stata una mia scelta: ho ritrovato Tesser, che mi aveva voluto a Trieste e mi ha rivoluto là, e ho trovato la A dopo due stagioni in B. L'esperienza, però, è stata negativa nei sei mesi vissuti da tanti punti di vista. I risultati non venivano mai, siamo retrocessi ed io ho avuto anche una pubalgia. A gennaio sono andato a Siena perché ero in prestito secco e anche fisicamente non andava bene, ma in ogni caso qualcosa mi ha dato anche questa esperienza".

Giunto a Siena hai vissuto poi un'ottima esperienza
"Sicuramente, Siena è la mia seconda casa. Ho fatto due anni e mezzo stupendi, ho trovato grande continuità e ottenuto record di punti e vittorie con la squadra. Al di là del lato professionale, mi sono trovato bene anche dal lato umano. Tutt'ora sento tante persone".

Il momento che stanno vivendo i senesi, quindi, ti tocca da vicino
"Mi spiace veramente tanto, sicuramente mi tocca. Sono con loro e sento che c'è malumore intorno alla squadra. Siena è stata sempre un posto dove si poteva lavorare tranquillamente, ma ora diventa dura. Spero si possano salvare perché la città lo merita".

Nella tua carriera chi è stato l'allenatore più significativo?
"Ce ne sono stati diversi. A Trieste, il secondo anno, ho cambiato sei allenatori e ho provato diverse esperienze. Sicuramente Tesser mi ha dato tanto, al primo anno tra i professionisti, e mi ha dato la possibilità di giocare imparando tanto. Ho poi avuto tecnici preparati come Beretta, Giampaolo o Guidolin, ma se dovessi dire un nome quello con cui mi sono trovato meglio è il secondo".

Quindi come ti spieghi l'esonero di Giampaolo a Siena?
"Mi spiace perché ho sempre detto che lui era il valore aggiunto del Siena. L'organizzazione che dava era difficile da trovare, ma poi se i risultati non vengono e nell'ambiente si crea il malumore il primo a farne le spese è sempre il mister. Per quello che ho vissuto avrei tenuto Giampaolo fino a fine anno e penso sarebbe arrivato alla salvezza".

Beretta sarebbe l'allenatore giusto per sostituirlo?
"Secondo me sì, lui conosce la piazza e ha fatto un'impresa importante due anni fa. E' abituato a questo tipo di situazioni e sarebbe anche il tecnico che la piazza vuole. Serve, però, anche rispetto per Baroni. Dargli la squadra e toglierla dopo una giornata non è il massimo, bisognerà valutare e prendere la decisione giusta".

Passiamo al presente, adesso sei al Parma e sabato c'è la Fiorentina
"E' una partita importante, bella da giocare e speriamo di far bene continuando il momento positivo. Vogliamo tenercelo stretto e goderci sempre di più la classifica. Nelle prossime tre gare andiamo a Firenze, poi ci sarà il Napoli e andremo a Genova con il Genoa, tutte avversarie di medio-alto livello e dovremo dimostrare di meritare la nostra classifica attuale".

Con i viola, in Nazionale, avete parlato della partita di sabato?
"Qualche battuta e qualche sfottò simaptico, ma nient'altro".

Parliamo anche di te, come sei dentro e fuori dal campo?
"In campo sono un centrocampista che cerca di fare sia la fase di contenimento che di impostazione. Cerco di farmi trovare sempre pronto e penso di essere una persona generosa, sia in campo che fuori. Se posso dare una mano al compagno la dò sempre. Nella vita, invece, sono un ragazzo normale, semplice, che fa una vita regolare. A volte, forse, sbaglio troppo a dire la verità sempre perché capita sia travisata e fraintesa. In questo mondo bisogna tenere il piede in due scarpe sennò trovano sempre da criticarti, ma io sono fatto così ed andrò avanti così".

Chiudiamo tornando al tuo futuro in Nazionale. Hai fatto parte di quasi tutte le rappresentative giovanili e ora sogni il Mondiale?
"Quello se lo augura chiunque, è normale. La speranza è l'ultima a morire e io sogno e vado avanti. In ogni caso so che dovrò continuare a lavorare e dare continuità, poi le scelte le farà il mister".

Fonte: www.tuttomercatoweb.it

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La Curva Robur, il S.C. Corrente Bianconera, S.C Fedelissimi e S.C. Valdarbia, al fine di sensibilizzare le istituzioni e la Banca Monte dei Paschi di Siena circa la situazione in cui si trova la Robur, organizza  per

 

domenica 22 Novembre, alle 12,30, un corteo con partenza da Piazza del Campo.

 

Con questa azione intendiamo contestare l’attuale proprietà dell’A.C. Siena e chiedere alle Istituzioni senesi ed alla Banca che vengano utilizzate tutte le risorse possibili affinché venga individuata e attuata una soluzione che garantisca una stabilità societaria, seguendo il modello di altre realtà sportive cittadine.

A questo proposito verrà nominata una commissione composta da rappresentanti della Curva Robur e dei Siena Club Corrente Bianconera, Fedelissimi e Valdarbia che chiederà un incontro con le Istituzioni e la Banca al fine di presentare le nostre richieste.

Pur amareggiati per la difficile situazione attuale, non dimentichiamo il nostro ruolo di tifosi e ci stringiamo intorno alla squadra e all’allenatore, garantendo loro il massimo sostegno ed incoraggiamento.

Tutti gli sportivi che hanno a cuore le sorti della Robur, che vogliono lottare con noi per tentare di mantenere la serie A e per chiedere un futuro più stabile per la società, sono invitati a partecipare.

Curva Robur, S.C. Corrente Bianconera, S.C. Fedelissimi, S.C. Valdarbia

Fonte: Fedelissimo Online

 

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