IL SONDAGGIO

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Michele Mignani guarda avanti senza dimenticare il passato. Dopo una stagione intensa, la scorsa, passata tra grandi soddisfazioni e un’incredibile delusione finale, ne sta portando a termine un’altra, altrettanto faticosa e “sudata” con la speranza di centrare un’impresa. 

«Meglio non parlare dell’obiettivo che tutta Siena attende, molto meglio sottolineare come questa squadra sia più che determinato nel raggiungere il massimo risultato possibile che le permetteranno le proprie possibilità. Troppo importante per noi, per la società, per la piazza il momento che stiamo vivendo. Soprattutto dopo l’esperienza dell’estate scorsa. Abbiamo dovuto gestire un doppio tremendo contraccolpo non solo psicologico per la finale playoff persa col Cosenza e per il mancato ripescaggio in B che ci spettava per regolamento».  

Come siete riusciti a superare queste avversità?
 «E’ stato difficile per tutti. L’estate si è rivelata una lunga agonia, tant’è che abbiamo cominciato giocare ai primi di ottobre e gli strascichi si sono protratti per un po’. Non è facile restare fermi a lungo tra l’incertezza del futuro. Per fortuna il gruppo ha capito che nessuno del Siena aveva responsabilità, i ragazzi hanno sopportato il momento e si sono compattati. La cosa più difficile è stata, quando siamo potuti tornare in campo, ritrovare il ritmo partita e adeguarci alle avversarie che erano partite prima di noi. Poi siamo cresciuti, sono arrivati risultati gratificanti e ora eccoci di nuovo a combattere per un grande risultato». 

Campionato falsato, dunque... 
«E’ nato male e con il passare del tempo si sono aggiunte situazioni particolari come quelle relative alla Pro Piacenza, alla Lucchese e al Cuneo. Sembra che non ci siano certezze e allora è meglio cercare di andare avanti, pensando partita dopo partita e a vincere il più possibile.  

E’ un Siena parecchio diverso, questo, rispetto a quello passato. 
«L’attuale organico mi offre maggiori soluzioni tecnico e tattiche. Ora ci muoviamo con più velocità verso la porta avversaria, l’anno scorso eravamo più lenti perché palleggiavamo di più. Caratteristiche dei giocatori diverse, insomma, perché abbiamo cambiato molto. Decisioni sempre prese in accordo con la società e, ricordiamoci, adottate in un momento in cui non sapevamo se dovevamo competere in B o in C. Però sono soddisfatto della crescita di questo gruppo e del lavoro svolto. Un difetto? Segniamo tanto, è vero, finora abbiamo realizzato più di 50 reti ma subiamo troppo. Ed è su questo aspetto che dobbiamo lavorare e migliorare. Però, voglio precisare che a questa squadra non manca nulla. Come tutti i collettivi deve solo crescere e affinare le proprie qualità». 

Sta per iniziare il vostro vero campionato... 
«Già, sta per chiudersi la regular season e stanno per partire i playoff dove ci saranno tutte le migliori squadre della C. E’ cruciale riuscire a scalare posizioni il più possibile. Evitare le prime partite è comunque un vantaggio. Sarà durissima, prevedo battaglie infinite. Noi saremo pronti». 

E Mignani a che punto è del suo percorso di tecnico? 
 «Sinceramente sono contento di ciò che sto facendo anche se, naturalmente, ho l’ambizione di crescere professionalmente. Il miglioramento individuale può avvenire tramite lo studio, l’esperienza e le conoscenze che soltanto il lavoro garantisce. A Siena mi trovo molto bene. Per la Serie C questa piazza è davvero tanta roba. Spero di restare qui ancora a lungo». 

Cresce Mignani e cresce il Siena... 
«Ma è più importante ciò che sta succedendo nel nostro ambiente bianconero. Il percorso avviato è quello giusto, la società si sta consolidando e la programmazione sta procedendo come stabilito. Tra le cose che più mi colpisce di questa realtà è la coesione che esiste tra tutte le componenti del club. Io e Vergassola, il mio vice e grande amico, conoscevamo già bene il Siena perché quei colori li abbiamo indossati a lungo. Siamo tornati felici di ritrovare vecchi amici e una piazza che ci ha sempre sostenuto ma la nuova dirigenza ha saputo creare una vera e propria famiglia dove ognuno di noi ha il suo posto ed ha idee chiare su cosa fare». 


Fonte: Tuttosport

 

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C’è una donna vera al vertice del Siena dall’estate 2016. Un’elegante signora ligure cresciuta ad Avegno, località vicina alla rivierasca Recco, tenace, caparbia, volitiva, con la capacità di affrontare un problema, di trovarne la soluzione e di trarne la giusta esperienza. D’altronde Anna Durio lavora insieme con il marito Michele Trani nella loro Teknoship (azienda specializzata nelle riparazione navali con sede principale a Civitvecchia), un settore tutt’altro che semplice in cui muoversi e, tanto per non farsi mancare niente, ha voluto entrare nel pazzo mondo del calcio. 
«Io ho sempre lavorato. Fin da quando andavo a scuola. Ero attratta dal mare, volevo frequentare il Nautico ma papà si oppose. Però in officina, nautica, sapevo sempre cosa fare. Allora non era come adesso, le donne avevano meno possibilità di affermazione rispetto agli uomini. Ma io mi sono sempre sentita un po’ “maschiaccio” e ho sempre cercato di seguire le mie aspirazioni. Il calcio? L’ho fatto per mio figlio, per Federico, che ha un’incredibile passione per questo sport, passione che è riuscito a trasmettere anche a me. Dico la verità, non ho mai praticato attivamente lo sport, facevo solo tanta ginnastica a scuola. Ma il calcio, ovviamente, l’ho sempre seguito. Io ero, e un po’ lo sono rimasta, filo sampdoriana. Ma ora il mio cuore è tutto per il Siena». 

Ma come concilia la sua attività di imprenditrice a quella di presidente? 
 «Con la... macchina. Mi sposto quasi tutti i giorni tra Civitavecchia, dove c’è la nostra sede operativa principale, l’altra è a Palermo, Recco, dove abbiamo la sede legale, e Siena. Nella vita finché ce la si fa bisogna darsi da fare. A seguire società e squadra c’è comunque mio figlio, lui è vice presidente. E poi c’è il nostro staff». 

Torniamo alla scelta di entrare nel mondo del calcio. 
 «Federico, da piccolo, giocava nel Golfo Paradiso. Io aiutavo la società con la sponsorizzazione e piccoli sostegni. Poi sono entrata nel Rapallo-Bogliasco e da vice presidente ne sono diventata, come si dice, il patron. Cinque anni di buona Serie D, poi mi sono accorta che quella categoria mi stava un po’ stretta e allora io e la mia famiglia abbiamo cominciato a guardarci un po’ in giro alla ricerca di un club che ci potesse garantire delle soddisfazioni e un percorso importante. Ma non è stato facile lasciare il Rapallo, comunque». 

Perché il Siena? 
 «In quel periodo abbiamo ricevuto parecchie proposte inerenti l’acquisto di un club da tutta Italia. Alcuni tifosi del Genoa, miei conoscenti, mi proposero addirittura di rilevare il club da Preziosi. Eravamo stati chiamati da influenti persone di Carrara e di Cuneo. Insomma, non c’era che l’imbarazzo della scelta. Venimmo a conoscenza della situazione del Siena, del fallimento vissuto, e in quel periodo al vertice del club c’era Ponte. Ci incuriosimmo e trovammo l’aggancio per intervenire grazie a Coppola, che era stato un giocatore del Bogliasco. Il Siena in D aveva numeri importanti e grande entusiasmo. Cogliemmo l’occasione e decidemmo di entrare in questo club. Io, per mentalità e per quella tradizione di noi donne liguri, mi sento portata per lavori di amministrazione, di gestione. D’altronde è risaputo che in una famiglia le palanche (i soldi) è meglio che le gestisca la donna. E io ho immaginato la società come un bambino, da accudire in tutto, e il Siena, per me, è diventato una famiglia». 

Un figlio dirigente, problemi? 
 «Federico ha 23 anni e lo conosco molto bene. Non aveva un gran futuro da giocatore e lui stesso se ne era reso conto in fretta. Ma, osservandolo, mi sono accorta quanto sia preparato e bravo nell’occuparsi di questione di calcio e intuire le potenzialità in un calciatore. Anzi, vi dirò, sono entrata nel calcio anche perché sono convinta che lui possa fare molto bene in questo mondo». 

Non dev’essere stato facile affrontare l’inizio. 
 «La situazione a Siena era drammatica. Il fallimento del Monte dei Paschi, terza banca d’Europa, ha avuto conseguenze devastanti, in ogni settore, e saltò anche la Mens Sana, storica formazione di basket. Insomma, la città era molto provata e depressa. Noi abbiamo raccolto i cocci del club di calcio e abbiamo cercato di rimetterli a posto. Il nostro proposito è quello di salire il più in alto possibile, ma noi non abbiamo la forza economica del vecchio Monte dei Paschi e vedremo fin dove riusciremo ad arrivare».

Il Siena però è rinato
«Dopo tre anni quella scatola vuota che rilevammo inizia a riempirsi. Ora c’è un campo d’allenamento rifatto, nel quartiere Acquacalda. Nuovi spogliatoi e sono stati fatti assieme ad altri piccoli interventi per quel che riguarda le strutture. Poi, finalmente, abbiamo un settore giovanile in crescita, associato a una scuola calcio. Insomma, in questo triennio abbiamo gettato le basi senza l’angoscia del perseguimento a tutti i costi del risultato sportivo. Anche se, però, al termine della scorsa stagione stavamo anticipando i tempi. Abbiamo sfiorato una promozione in B che resta un nostro obiettivo da raggiungere il prima possibile». 

Già, la finale con il Cosenza finita male anche per colpa di un nefasto arbitraggio nella precedente semifinale contro il Catania. 
«Nel 2016-17 arrivammo undicesimi dopo alcune difficoltà iniziali dovute a tanti fattori, in primis, il dover comporre una squadra in soli quattro giorni. Nel 2017-18, la stagione scorsa, abbiamo chiuso la regular-season secondi dietro al Livorno di un solo punto. Poi il ko con il Cosenza nella finale playoff, senza cinque giocatori squalificati per sanzioni rimediate nella semifinale con il Catania e due titolari a mezzo servizio (Guberti e D’Ambrosio). Quest’anno siamo rimasti appesi a lungo alle decisioni della Figc e all’incredibile situazione che si è verificata». 

Voi avevate titolo per il ripescaggio in B. 
«Sì, e questa situazione d’incertezza ha condizionato la squadra. Che fare affinché questo baillame non si verifichi più? Semplice, fare rispettare quelle regole che già ci sono. Non ne servono di nuove. Inutile statuire delle leggi se poi c’è chi fa come se non ci fossero. Inoltre le fideiussioni devono essere bancarie o fornite da istituti di comprovata solidità. E dovrebbero coprire le spese di tutta una stagione agonistica. Infine, molto pragmaticamente, dico: per guidare un club bisogna avere i soldi, altrimenti non si può fare». 

Un’estate di amarezze... 
 «Dopo tutto quel che ci è successo qualche brutto pensiero mi è gironzolato per la testa. E’ stato un duro colpo per il calcio e lo sport generale. Mi rendo conto di non essere allineata con i tempi che corrono, ma lo sport dev’essere sport, non politica o una mera ricerca di... poltrone. Bisognerebbe dare un bel colpo di spugna e tornare un po’ indietro, quando i valori sportivi contavano molto di più». 

E come ha superato questi momenti causati dai disastri combinati dal commissario? 
«La passione è il sale della vita. E spesso aiuta a superare brutte esperienze e ad andare avanti. Io quando vedo una partita del mio Siena dimentico tutto, poi il giorno dopo torno alla... matematica e ai conti del club. Noi, ora, abbiamo raggiunto un buon livello. Poche realtà, anche di Serie B, sono strutturate come noi, ma si può sempre migliorare e cercare di arrivare al livello successivo. Non abbiamo la potenza economica di altre realtà, ma il percorso di crescita che stiamo facendo è basato su un’attenta programmazione, sul rispetto dei ruoli e sull’unione d’intenti di tutte le componenti. Quest’anno finirà il nostro primo ciclo da dirigenti: dovremo ripartire da qui, alzando l’asticella». 

Dici Siena pensi al Palio... 
«E’ l’istituzione di Siena, la vita di questa città. Poi c’è il turismo. Il Palio, in fondo, è uno sport, una gara incastonata in un fantastico scenario. E proprio lo sport può essere uno dei motori che spinga Siena alla definitiva rinascita. E il mio club intende contribuire. Un piccolo esempio, che però mi riempie il cuore di gioia: tanti giovani tra i 14 e i 20 anni sono tornati a tifare Siena e non più per Juve, Milan, Inter, Samp e Genoa. E’ un bel segnale per il futuro». 

E che desideri ha la presidente per il futuro? 
«Come donna vorrei avere 30 anni di meno. Come madre desidererei vedere realizzati i sogni di mio figlio. Come presidente vorrei crescere e portare il Siena dov’era qualche tempo fa...» 

(Una doverosa precisazione per un passaggio dell’intervista alla presidente, quando si fa riferimento al palio: “È l’istituzione di Siena, la vita di questa città” è effettivamente il pensiero espresso, mentre nel proseguo del discorso c’è stato un misunderstanding con l’inviato di Tuttosport: la presidente ha raccontato il rapporto tra la società ed il mondo delle contrade, non mettendo certamente a paragone lo sport con il palio).

Fonte: Tuttosport

 

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L'allenatore Michele Mignani, al termine della seduta di rifinitura che si è tenuta questa mattina all’Acquacalda, ha diramato la lista dei 23 convocati per la trasferta di domani a Chiavari con l’Albissola.

Portieri
1 CONTINI Nikita 1996
22 MELGRATI RICCARDO 1994
31 COMPARINI Matteo 2001

Difensori
2 VARGA Atila 1996
3 ZANON Luca 1996
5 D'AMBROSIO Dario 1988
13 ROSSI Marco 1987
14 ROMAGNOLI Mirko 1998
23 ESPOSITO Mirko 1996
26 IMPERIALE Marco 1999
27 PEDRELLI Ivan 1986

Centrocampisti
4 ARRIGONI Tommaso 1994
6 GUBERTI Stefano 1984
8 BULEVARDI Danilo 1995
11 DI LIVIO Lorenzo 1997
16 GERLI Fabio 1996
17 CRISTIANI Alessio 1989
20 SBRISSA Giovanni 1996

Attaccanti
7 CESARINI Alessandro 1989
9 GLIOZZI Ettore 1995
10 ARAMU Mattia 1996
18 FABBRO Michal 1996
24 CIANCI Pietro 1996

Fonte: FOL


 

 

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Il Siena vuole proseguire nel cammino interrotto al Franchi con l’Arzachena e subito ripreso contro l’Olbia. Anche se l’Albissola gli renderà la vita dura. “Ogni squadra ha il suo obiettivo da centrare – dice mister Mignani alla vigilia della partita –, il nostro, domani, è vincere”.

CONTINUARE LA MARCIA. “Affronteremo la trasferta di Chiavari con l’dea di andare a vincere. E certi che non sarà così semplice: al di là di quello che dice la classifica, mancano sempre meno giornate alla fine, i punti in palio sono più importanti e ogni squadra, dalla prima all’ultima, ha il suo traguardo da tagliare. Anche noi: dovremo essere più forti delle insidie che troveremo”.

LA CHIAVE. “La cosa più importante sarà capire i momenti della partita. Vista l’aggressività degli avversari dovremo essere bravissimi nel giro-palla; oppure, un’altra soluzione, potrebbe essere alzarla per saltare un reparto”.

I CAMBI DI FORMAZIONE CON L’OLBIA (IN PARTICOLARE IN DIFESA). “Nello scegliere gli undici uomini da mandare in campo dal primo minuto tengo conto di tanti fattori, il lavoro settimanale, lo stato psico-fisico dei ragazzi, l’avversario di turno… Questo sempre nella convinzione che il cambio di uomini non toglie niente alla qualità della squadra. Per quanto riguarda Pedrelli ed Esposito sono arrivati entrambi a gennaio: con il primo ho dovuto forzare un po’ i tempi, il secondo ha lavorato sodo e si è messo in pari”.

LE CONDZIONI DELLA ROBUR. “I ragazzi stanno bene e in settimana hanno lavorato bene. C’è qualche problemino da gestire, ma contiamo di risolverlo entro domani”.

UN PO’ DI STANCHEZZA? “No, non sono d’accordo: contro l’Entella la squadra ha disputato una grandissima prestazione; contro l’Arzachena, che è arrivata al Franchi sulla scia di 7-8 risultati consecutivi e in ottime condizioni, non ha pagato sotto l’aspetto fisico, la partita semmai è stata giocata sotto ritmo. Con l’Olbia, sotto questo aspetto, la gara è stata equilibrata. Anzi, la sensazione è che nella ripresa stessimo crescendo”. (Angela Gorellini)


Fonte: Fol

 

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Il ritorno alla vittoria contro l’Olbia ha restituito un po’ di fiducia all’ambiente bianconero. Il mirino in casa Robur è già puntato alla sfida in programma al Comunale di Chiavari con l’Albissola, valevole per la quartultima giornata di campionato.

Difficoltà – Affacciatasi per la prima volta al palcoscenico dei professionisti, la matricola ligure ha dovuto sin da subito mettere in soffitta l’onda lunga dell’entusiasmo della storica promozione ottenuta nella passata stagione e fare i conti con la dura realtà della Serie C. L’impatto con la terza serie è stato infatti molto più duro del previsto per i ceramisti, trovatisi sin dalle prime battute invischiati nelle sabbie mobili della zona playout. Fabio Fossati, artefice della vittoria del campionato di Serie D, ha guidato la squadra fino alla settima giornata di campionato: l’aver raccolto soltanto un punto in questi primi incontri ha indotto la società ad optare per un sofferto cambio tecnico, affidando la panchina a Claudio Bellucci, reduce dalla difficile parentesi di Arezzo di un anno fa. Il tecnico romano era riuscito in un primo momento a risollevare l’Albissola anche attraverso risultati importanti come la vittoria a Novara ed il pareggio all’Arena di Pisa. Dopo la sosta però qualcosa si inceppa: i risultati latitano e la proprietà si vede un’altra volta costretta ad intervenire. Il 4 Marzo, a poche ore dalla sconfitta interna con la Carrarese, viene comunicato l’esonero anche a Bellucci. La squadra viene quindi affidata al tecnico della Berretti Alessio Ambrosi che la traghetta nella sconfitta di Alessandria contro la Juventus. A stretto giro di posta arriva l’ufficializzazione di Rino Lavezzini come nuovo allenatore. Il trainer emiliano non è ancora riuscito a dare la sterzata attesa, e pian piano la situazione si sta facendo sempre più drammatica: escludendo l’affermazione a tavolino contro il Pro Piacenza, l’unico punto conquistato sotto la nuova gestione è arrivato in casa con il Gozzano e la vittoria manca da nove gare. L’ultima posizione occupata dalla Lucchese - che vale la retrocessione diretta - dista solo un punto; la salvezza diretta è teoricamente ancora alla portata, ma in queste gare rimanenti l’obiettivo più verosimile è raccogliere il maggior numero di punti possibili per cercare di piazzarsi nella posizione che garantisce il vantaggio del fattore campo al playout.

Difesa in affanno – Da squadra molto giovane qual è, l’Albissola ha cercato di mettere in vetrina quei calciatori che per la prima volta si sono trovati di fronte un campionato di Serie C da protagonisti. Oukhadda è stato quello che è sceso in campo con più continuità, ma anche Sibilia e Raja hanno giocato con regolarità facendo vedere buone giocate e dimostrando di avere il carattere giusto per confermarsi in questa categoria. Il punto fermo è stato Martignago: l’ex Cittadella e Pordenone sta disputando la sua migliore stagione, e la gran parte dei punti conquistati dai bianconeroazzurri è passata dai suoi piedi e dalle sue giocate. Discreto apporto anche di Cais e Damonte, mentre dietro Rossini e Nossa non hanno saputo dare la giusta stabilità al reparto che in più di un’occasione si è dimostrato oltremodo fragile e vulnerabile. In generale la squadra ha pagato la poca esperienza, difetto congenito in un collettivo con l’età media tra le più basse della categoria.

Prima in C per Moretti – Nonostante la difficile situazione di classifica, nel mercato di riparazione l’Albissola non ha fatto stravolgimenti decidendo di puntare sui giocatori già presenti in rosa. Il DS Andrea Mussi si è mosso con due sole operazioni in entrata ma di rilievo, riuscendo a strappare alla folta concorrenza il talentuoso Cisco, sbocciato a Padova un anno fa e arrivato in prestito dal Sassuolo, e convincendo Federico Moretti a sposare la causa ligure; l’ex centrocampista di Catania e Vicenza è arrivato da svincolato accettando per la prima volta in carriera di scendere in Serie C. L’unica operazione in uscita è stata la separazione con lo storico capitano Sancinito.

Senza due titolari – Lavezzini dovrebbe disporre i suoi con il 4-3-1-2. Tra i pali ancora fiducia ad Albertoni. Coppia centrale Nossa-Rossini, il terzino destro sarà uno tra Calcagno e Oliana, a sinistra invece ballottaggio Oprut-Mahrous con l’ex Robur che parte un po’ indietro nelle gerarchie. A centrocampo pesa la squalifica di Damonte: ci saranno quindi Moretti, Oukhadda e Balestrero. Sulla trequarti dovrebbe agire Bezziccheri, che andrà a supportare le punte Martignago e Cisco. Assente anche Cais per infortunio. (Jacopo Fanetti)

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2): Albertoni; Calcagno, Nossa, Rossini, Oprut; Oukhadda, Moretti, Balestrero; Bezziccheri; Martignago, Cisco.

Fonte: Fol

Foto: sito ufficiale Albissola

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Quattro giornate, 360’ più spiccioli, per sapere se la Robur salirà sul treno che porta alla battaglia finale in un comodo scompartimento o si dovrà accontentare di uno strapuntino nel corridoio.  Non è facile il finale di campionato della Robur, tre scontri diretti e uno, domani, con una pericolante, ma proprio i futuri impegni potrebbero rappresentare un importante trampolino di lancio. In questo strano campionato, falsato ancor prima di partire, in cui la classifica è stata riscritta più volte, tutto è possibile e di questo ne sono consapevoli la società, la squadra e i tifosi.

Le condizioni per fare bene e salire in alto ci sono e tutte le componenti lavorano in questa direzione, ma il lavoro più difficile -  ed anche più importante – sarà quello di riuscire a radunare tutte le energie fisiche e mentali. Per tecnica, abnegazione e qualità la Robur non è inferiore a nessun’altra squadra del girone, il pur travagliato cammino lo dimostra ampiamente, ma è arrivato il momento in cui tutte queste qualità dovranno fare la differenza, così come in passato, si al fioretto ma senza disdegnare la sciabola se serve, di credere nella propria forza. Tutto ciò non è rivolto solo alla squadra e non è una critica – trentaquattro partite sono li a dimostrarlo – è solo una “chiamata alle armi” rivolta a tutto l’ambiente bianconero che mai come ora è artefice del proprio destino.

Per tanti campionati, quando c’era da conquistare una salvezza in serie A o una promozione dalla serie B, abbiamo vissuto situazioni simili e raramente abbiamo fallito l’obiettivo, riuscendo a trasmettere alla squadra i nostri valori, la nostra passione e il nostro amore incondizionato con l’effetto di moltiplicare le forze di chi scendeva in campo. Affiliamo le armi e liberiamo la mente, ci risiamo. (nn)

Fonte: FOL

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Ultima giornata per i tornei Berretti, Under 17 e Under 15.

Berretti
Sabato ore 14:30
Siena-Arzachena

Under 17
Sabato ore 11:15
Arzachena-Siena

Under 15
Sabato ore 9:30
Arzachena-Siena

Fonte: FOL

 

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Domenica 14 aprile sarà una giornata particolare, un momento in cui tanti amici ricorderanno due persone speciali, Arturo e Lorenzo, che nella loro breve vita hanno dimostrato il loro infinito amore per Siena, le Contrade e la Robur.

Sono stati gli amici della Curva a lanciare l’idea di ricordarli, subito appoggiati dalla Nobile Contrada dell’Aquila, dalla Contrada della Selva e dalla Robur Siena che ha messo a disposizione il Rastrello. 

Su quel campo dove Arturo e Lorenzo hanno sofferto e gioito per i colori bianconeri, scenderanno le rappresentative delle due contrade, quella degli amici di Arturo e una quarta con gli amici di Lorenzo.

Il quadrangolare “In campo con Arturo e il Guaspa”, con ingresso libero, inizierà alle ore 17,00 con il confronto tra l’Aquila e la Selva, seguirà quello tra gli Amici di Arturo e gli Amici del Guaspa. Ogni incontro avrà la durata di 25 minuti e le due vincenti disputeranno la Finalissima, le perdenti la finale per il terzo posto.

Appuntamento finale, alle ore 21, presso il Circolo La Tuberosa, dove si svolgerà una cena nel ricordo dei due tifosi.

L’iniziativa ha ricevuto molti consensi e ad oggi si prevede una partecipazione superiore ai 300 tifosi. 

Fonte: FOL

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La procura ha chiesto il fallimento della Lucchese, dopo gli accertamenti della Guardia di Finanza. Non ci sono più i presupposti per l'attività sportiva. Il 10 maggio udienza preliminare al tribunale fallimentare.

Fonte: FOL

 

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Elettronorge
 

La Viterbese vince 2-1 a Trapani e conquista la seconda finale consecutiva di Coppa Italia dove incontrerà il Monza. Gara di andata mercoledì 24 aprile, il ritorno ancora da stabilire.

Fonte: FOL

 

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La Robur Siena ne ha annunciato la partenza ormai due anni fa, da allora le società entrate a farne parte sono oltre quindici. Lo Youth Project è nato come apparato del settore giovanile e si pone l’obiettivo di istruire tecnici aiutandoli a migliorarne le competenze tecnico-tattiche. Per avere una panoramica più ampia sull’intero progetto, abbiamo deciso di contattare Ruggero Radice, responsabile dello Youth Project.

Per uno che non ne è a conoscenza, che cosa rappresenta lo Youth Project?

"Innanzitutto lo Youth Project è una costola del settore giovanile della Robur. La finalità è quella di coinvolgere all’interno del network della Robur Siena le società interessate a migliorare i loro tecnici e sviluppare una metodologia all’interno del loro settore giovanile come linea guida fornita da noi come Robur Siena. Noi proponiamo alle società il nostro modello di direzione tecnica e io ho un rapporto diretto con i responsabili tecnici delle società del network con cui creiamo un percorso contestualizzato, perché ogni società ha il suo contesto ben preciso; ad esempio il numero di squadre o i gruppi sono diversi anche se magari le fasce di età sono le stesse. Per cui si cerca di stabilire dei percorsi finalizzati alla crescita degli istruttori, ma perché l’obiettivo è quello di far crescere i ragazzi, al centro del progetto c’è sempre il ragazzo".

Quindi la funzione è prevalentemente didattica ma il fine vero e proprio è comunque sempre la crescita del ragazzo. Come viene impostato il percorso?

"Assolutamente sì. Il percorso si sviluppa attraverso degli incontri proposti da noi che si svolgono mensilmente al campo dell’Acquacalda di natura teorico-pratica. Con le società nello specifico, io o gli altri allenatori del settore giovanile andiamo a sviluppare una parte pratica con le società che richiedono gli affiancamenti. Questa è la parte più stimolante e didattica di tutte, per una categoria che richiedono loro si fa un lavoro specifico e si cerca di individuare un allenamento tipo che di riflesso lasci dei contenuti e dei concetti agli allenatori. Al momento me ne sto occupando io ma col tempo poi tutti quanti saremo coinvolti".

Che differenza c’è, se c’è, con un’Academy come quella del Cagliari? L’obiettivo in futuro è quello di ispirarsi a questo modello?

"Non esattamente. Il nome Youth Project, voluto da Roberto Pierangioli e Stefano Argilli, è stato scelto proprio perché non ci ispiriamo ad un Academy. Noi abbiamo l’obiettivo di fornire un servizio alle società che ne fanno parte e di condividere i nostri valori. Chi ne fa parte, chi sposa il mondo Robur, sposa anche quelle che sono le iniziative rivolte ai ragazzi, ad esempio tornei tra le società del network, raduni, allenamenti con noi. È molto territoriale, per cui cerchiamo di dare un’identità ben precisa. Non è che l’Academy non ci piaccia, ci sono anche altre società che la stanno sviluppando bene, ma noi abbiamo un’idea di progetto perché vogliamo che sia dinamico e che sia fatto insieme agli altri. A nostro avviso ogni società ha delle particolari esigenze, quindi non vogliamo proporre un pacchetto unico a tutti ma anzi cerchiamo di essere molto flessibili andando incontro alle richieste di ciascuno. Ogni anno cerchiamo di migliorare questo progetto e anche le due nuove aree nate quest’anno sono finalizzate a questo".

L’introduzione dell’area international tuttavia vi ha permesso di allargare i vostri orizzonti. Proprio Domenica è stato sancito l’accordo con la Fgura United, società maltese che è entrata a far parte delle vostre affiliate.

"Conosco personalmente le persone coinvolte, sono di livello tecnico molto elevato. È interessante perché, oltre a dare l’opportunità ai loro ragazzi di fare degli stage qui, abbiamo la possibilità di avere uno scambio culturale e di creare una sinergia col nostro settore giovanile. Il nostro motivo di lavoro è anche quello di crescere noi come staff, senza la presunzione di avere in mano tutti gli strumenti. Attraverso questa nostra apertura noi puntiamo a migliorarci e a migliorare il nostro sistema, chiaramente dove c’è la richiesta e la consapevolezza di voler imparare qualcosa anche da noi".

Cosa ci guadagna concretamente il Siena?

"Voglio sottolineare che il progetto è totalmente gratuito verso le altre società, poi ci sono dei servizi a pagamento già concordati. Mi fa piacere rimarcare la lungimiranza della Presidente che ci ha fatto sviluppare questo tipo di lavoro senza obblighi di nessun tipo da parte delle altre società, e questo penso rappresenti una sorta di unicità di questo progetto. Trovare una società che ti dà l’opportunità di partecipare a stage ed incontri formativi senza dover pagare nulla non è cosa da poco. Quindi è giusto allargare il merito di questa iniziativa anche alla proprietà".

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, qualora la società dovesse ritenere particolarmente futuribile qualche ragazzo che si è messo in mostra durante gli stage, può godere di una corsia preferenziale e quindi esercitare una sorta di prelazione nei suoi confronti?

"Certamente, il rapporto è finalizzato anche a questo. È ovvio che per i ragazzi del territorio la prima opportunità deve essere quella di giocare per la Robur, se poi ci sono ragazzi che hanno prospettive migliori noi non abbiamo nessun tipo di preclusione, non togliamo a nessuno la possibilità di andare a giocare anche in club più blasonati. In questo momento però il settore giovanile più vicino e dove c’è un’identità ben precisa è quello della Robur, in primis perché è diretto bene e poi perché ci sono allenatori bravi. Voglio precisare: la Robur non ruba ragazzi a nessuno, anzi dà la possibilità di giocare in un settore giovanile professionistico. Però come è giusto che ci siano rapporti buoni tra le società di Siena e la Robur è anche giusto che la Robur stessa possa lavorare in maniera tale da creare un valore per la proprietà. Un discorso un po’ diverso vale per il Siena Nord, che è molto più legata rispetto alle altre per ovvi motivi, anche logistici (le giovanili si allenano all’Acquacalda), il che porta ad un confronto quasi costante con il responsabile del progetto tecnico del Siena Nord (Fabio Bonfiglio, ndr). È normale che sia la società ad aver abbracciato di più questo progetto".

Come può essere relazionato lo Youth Project al settore giovanile?

"Il progetto è naturalmente vicino all’attività del settore giovanile perché comunque è un lavoro condiviso con Roberto, Stefano e con tutti gli altri allenatori del settore giovanile. Siccome noi lo abbiamo fatto e abbiamo l’esperienza di un modello di riferimento di queste attività di base, sappiamo che se i ragazzi vengono allenati in un certo modo e intraprendono un certo tipo di percorso possono essere più pronti nel momento in cui arrivano alla Robur".

C’è un numero massimo programmato di affiliate che puntate a raggiungere o cercherete di coinvolgere il maggior numero possibile di società?

"Non ci sono limiti, sarebbe incoerente con quanto detto. Noi dobbiamo riuscire ad assicurare un servizio di qualità a chi ne vuol far parte, non ci sono vincoli e quindi con noi ci sta chi vuole partecipare e vuole crescere; chi lo vuole utilizzare solo come specchietto per le allodole a noi non interessa". (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol

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Mirko Esposito, difensore della Robur, è intervenuto ieri l’altro ad Antenna Radio Esse, nel giorno del suo compleanno. “Mi auguro di vivere tante emozioni con la maglia bianconera”, spiega il terzino bianconero.

Albissola – “Veniamo da una partita con l’Arzachena che si è dimostrata tutt’altro che semplice. Non dobbiamo sottovalutare questi impegni. L’Albissola ha la sua storia, il suo passato, dobbiamo essere bravi a far nostra la partita”.

I mugugni con l’Olbia – “Chi viene allo stadio paga il biglietto, si vuole divertire. Ci sta che ti possano mandare a quel paese. L’anno scorso a Catania c’erano 22mila persone e quando sbagliavo un passaggio quasi entravano in campo. Mentalmente devi essere sempre libero, non è che se faccio un errore e mi fanno dei buuu la volta dopo sono ansioso e timoroso. Anzi, devo dimostrare di essere all’altezza”.

Pedrelli – “Un calciatore deve essere sempre pronto ad allenarsi a mille. Io ho davanti a me un giocatore come Ivan Pedrelli, da lui ho solo da imparare visto che ha oltre 400 partite alle spalle. Se lui fa bene sono contento anche io. C’è sintonia tra di noi ed è la cosa più bella, lavori in serenità e non c’è astio e invidia. L’invidia ti porta a cattivi risultati, a sperare che quell’altro faccia male. Io invece voglio il bene della squadra”.

Ruolo – “Ho giocato terzino in entrambi i lati, mezz’ala, in attacco a destra e a sinistra. Posso giocare ovunque, basta metterci il cuore”.

Compagni – “Per vincere campionati o pensare in grande bisogna mettersi a disposizione del compagno. Quando sono arrivato il gruppo l’ho sentito subito mio. Con qualche ragazzo ci avevo giocato contro ai tempi del vivaio del Parma. Arrivare a gennaio non è mai semplice ma a dir la verità è stata la migliore scelta che potevo fare”.

Tempo libero - “Mentre la mia fidanzata dorme ne approfitto per giocare alla Play. Ho la passione per i cani, ne abbiamo quattro cani che trattiamo come bambini. Ci piace ascoltare la musica, ballare i latini”.

Siena – “Ti mette a disposizione la sua tranquillità. È una città che trasmette serenità, cose che per un calciatore sono fondamentali. Anche le persone che vedi allo stadio le ritrovi per strada”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: FOL

 

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Il difensore bianconero Marco Imperiale ha parlato al sito ufficiale della società bianconera

“La vittoria con l’Olbia è di una grandissima importanza, perchè venivamo da una brutta sconfitta con l’Arzachena e volevamo riscattarci. L'abbiamo preparata molto bene, sapendo chiaramente cosa dovevamo ad andare a fare in campo. E’ stata una grande vittoria che ci permette di proseguire bene in questo finale di campionato. Abbiamo fatto una grandissima prestazione, perchè il loro modo di giocare è lo stesso che utilizziamo noi, con le uscite sui terzini e la ricerca della triangolazione sulla mezzala. Con l’Albissola sarà una partita molto difficile, sono una squadra che in casa ha un buon rendimento, essendo molto aggressiva in avanti. Dobbiamo andare là e cercare la vittoria. Le ultime 4 partite ne obbiamo vincere più possibile e tirare le somme alla fine del campionato, poi ce l’andremo a giocare a viso aperto contro le altre squadre”.

Fonte: FOL

 

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Marco Rossi, difensore della Robur, è stato ospite di Studio Robur, su Canale 3. Queste le sue dichiarazioni:

Olbia - “Volevamo riscattare la sconfitta di Arzachena, l’abbiamo interpretata bene. Abbiamo aspettato fino alla fine, il gol su palla inattiva ci ha dato tanta carica. I mugugni? La gente si aspetta tanto da noi, che dobbiamo solamente concentrarci sul campo”.

Cesarini - “Veniva da un anno difficilissimo, è importante che si sia sbloccato. Nei playoff ci darà una grandissima mano”.

Futuro - “È presto per parlarne, preferisco concentrarmi sul finale di campionato e poi se ne parlerà con calma. Se finisce come tutti speriamo, la carriera cambia per tutti noi”.

Campionato - “Per adesso è andata bene. Per assurdo è stato il mio primo in C, sapevo delle difficoltà di questo girone con tre retrocesse dalla B”.

Wellington Phoenix - “Volevo provare un’esperienza all’estero. Là il calcio è vissuto un po’ all’inglese, non ci sono grandi pressioni. C’è meno tatticismo e più agonismo. È stata un’esperienza positiva perché dal punto di vista culturale mi ha allargato gli orizzonti”.

Calcioscommesse - “Potrei scriverci un libro. Sono stato squalificato 20 mesi. Sono stato fortunato a ripartire da una società come il Perugia, insieme a Guberti, che ottenne la grazia col supporto di De Renzis, ottimo avvocato. Speravo rifacesse il miracolo anche quest’estate per quanto riguarda il ripescaggio”.

Romagnoli - “Ha sempre fatto bene, si applica tanto, è ancora giovane e se mantiene questi standard può andare lontano”.

Albissola - “Loro sono in difficoltà, se la giochiamo come sappiamo fare non ci saranno problemi”.

Gol all’andata - “Ricordo una spizzata di Ettore, me la sono trovata lì e l’ho presa forse di stinco. L’importante è aver segnato. Speriamo di replicare adesso al ritorno!”.

Over - “Non la condivido, è una regola che andrebbe rivista. Un giovane deve giocare perché merita, altrimenti lo illudi”. (G.I.)

Fonte: FOL

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“Il passato è utilissimo perché ti dà una base di esperienza che è comunque importante, ma non si vive nel passato: si deve lavorare per il presente e pensare al futuro sempre”. Parola di Giorgio Perinetti, più di 40 anni nel mondo del calcio e una saggezza maturata nel corso del tempo. Dirigente completo e con un'esperienza impareggiabile, il quale ha legato il suo nome anche al Siena. “Ho vissuto anni molto belli sia a livello umano che professionale” dichiara ai nostri microfoni.

 

Il suo legame col Siena è cosa nota. Cosa la colpì di più durante gli anni in bianconero?

 

“Sono state due esperienze, una di tre anni e l'altra di due, con quattro salvezze in Serie A, una semifinale di Coppa Italia e una promozione dalla Serie B alla A al primo anno di Conte. Siena l'avevo vissuta solo come città turistica. Poi arrivando lì, iniziando a comprendere la mentalità senese, ho vissuto degli anni molto belli sia a livello umano che professionale. Mi ha colpito il senso di appartenenza dei senesi alla propria città, alla sua identità e alla storia. Lo starci per molti anni e comprendere questo tipo di sentimento ti fa poi apprezzare il vivere e lavorare a Siena”.

 

Quello di Siena è un ambiente abbastanza chiuso. Com'è riuscito a entrare nel cuore della gente?

 

“Io penso sempre al lavoro. Uno, oltre che fare il suo, deve cercare di comprendere il posto dove lavora e poi fare bene. Credo che il mio sforzo professionale sia stato apprezzato. Ho avuto a Siena una delle gratificazioni più intense della mia carriera calcistica, un minuto dove ho capito che mi stavano veramente apprezzando. Questo è successo nella Sala delle Lupe, al Comune, dove ci fu la presentazione al mio ritorno a Siena. Sono stato ripresentato da Valentina Mezzaroma, ho detto due parole e la sala piena mi ha dedicato un minuto di applausi che mi è sembrato durasse un'eternità. E' stata una grande gratificazione, un momento molto bello e intenso”.

 

In quegli anni furono protagonisti anche Antonio Conte e Daniele Faggiano. Da dove partì la loro scelta?

 

“Conte lo avevo avuto a Bari. Dopo l'esperienza all'Atalanta, gli ho riproposto il tandem che era stato vincente in Puglia convinto che fosse la soluzione migliore per Siena. Poi lui è andato alla Juventus e lo abbiamo lasciato andare. Per quanto riguarda Faggiano anche lui è stato mio collaboratore al Bari. Quando il Siena mi ha contattato per chiedermi se sarei voluto tornare per contribuire al suo rilancio dalla B alla A dissi: 'Vengo se posso portare tutto il mio staff'. Infatti portai lui che era il mio assistente e altri osservatori, tra di loro c'era Dario Baccin che oggi è il vice di Ausilio all'Inter. Abbiamo portato a Siena delle eccellenze”

 

Come ulteriore coronamento del suo lavoro, nel 2011 le viene consegnato il Premio Robur. L'edizione 2018 è stata assegnata alla presidente Anna Durio. Che idea si è fatto del suo operato?

 

“Non conosco bene la situazione di Siena né la famiglia Durio, ma so che lei è genovese e me ne parlano qui anche i liguri. Credo che sia una persona che, al di là del naturale impatto non facile con una realtà come Siena, ha pagato un po' lo scotto inizialmente, ma mi sembra che il lavoro sia proficuo. Il Siena fa campionati importanti da due stagioni, sono stati trovati gli equilibri giusti: da fuori vedo questo. L'affidarsi alla coppia Mignani-Vergassola è stata un'eccellente soluzione”

 

Il campionato è nelle sue fasi finali e per la Robur Siena, salvo ribaltoni in vetta, saranno playoff.

 

“I playoff di Serie C sono una kermesse carica di grande tensione e tante partite. Ci sono tante competitor, penso ad esempio al Monza di Berlusconi, però sono tutti da giocare. Vorrei ricordare che nella stagione 2016-17 il Parma stellare che arrivò secondo al mio Venezia per arrivare in Serie B dovette vincere ai calci di rigore contro il Pordenone. Sono possibili tante cose.

 

Ha iniziato a fare mercato a 27 anni, dopo ben quarant'anni eccola ancora qui. Come si è adattato a tutti i cambiamenti intorno a lei?

 

“Con lo spirito che mi ha sempre contraddistinto. Dico sempre ai ragazzi che il gol più bello è sempre il prossimo, non bisogna mai accontentarsi di quello che si è fatto. Lo spirito mio è sempre quello, la trattativa migliore è la prossima: a prescindere dalla categoria in cui mi sono trovato. Il passato è utilissimo perché ti dà una base di esperienza che è comunque importante, ma non si vive nel passato: si deve lavorare per il presente e pensare al futuro sempre. Il destino di un dirigente deve essere quello di riproporsi e non vivere le cose che ha fatto ma quelle che deve fare. In questo caso mi è stato possibile aggiornandomi e adattandomi ai vari momenti”. (Giacomo Principato)

Fonte: FOL

 

 

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Immobiliare Brogi
 

A quattro giornate dalla fine del campionato queste le squadre che devono ancora osservare un turno di riposo nella giornata che il calendario gli metteva di fronte il Pro Piacenza escluso dal campionato.
Queste sono le squadre che devono ancora avere 3 punti in classifica:

- Arezzo
- Arzachena
- Pro Vercelli
- Juventus U23

Fonte: FOL


 

 

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Rete ivo
 

La partita Albissola-Siena, in programma sabato 13 aprile alle ore 14:30 allo stadio Chiavari, sarà diretta da Daniele Rutella della sezione di Enna. Gli assistenti saranno Vittorio Pappalardo di Parma e Claudio Barone di Roma 1.
Rutella non ha mai diretto la Robur.

Fonte: FOL

 

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La partita Siena-Carrarese, in programma giovedì 18 aprile alle ore 20.30, è stata anticipata per esigenze televisive alle ore 19. la partita sarà trasmessa in diretta da Sport Italia.

Fonte: FOL

 

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Il Mangione
 

Si giocherà oggi alle 20.30 Trapani-Viterbese, semifinale di ritorno della Coppa Italia di serie C. All'andata vinsero i gialloblu per 1-0. Il Monza è già in finale.

Fonte: FOL

 

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Stone Fly
 
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ESTRA
 
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Pietro Cianci, attaccante della Robur, è stato ospite di Roburopoli, su Siena Tv. Queste le sue dichiarazioni:

Olbia – “Sarebbe stato perfetto avessi fatto gol. Ho avuto delle occasioni, anche con la Lucchese non è andata bene, ma tornerò a fare gol”.

Campionato – “Normale che un giocatore vorrebbe giocare sempre. Io mi metto a disposizione dell’allenatore per farmi trovare pronto. E poi Gliozzi sta facendo un gran campionato”.

Polpo – “D’estate vado a polpi con mio cugino. Ci mettiamo col canotto, lo prendiamo con le mani, un morso alla testa e via nel secchio. Poi lo mangiamo crudo”.

Bari – “Il mio sogno è giocare nel Bari”.

Secondo posto – “Se il Piacenza dovesse perdere con l’Entella… poi ci giochiamo in casa. In Lega Pro tutte le partite sono difficili, qualche passo falso delle altre ci sarà secondo me”. (G.I.)

Fonte: FOL

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Il giudice sportivo in merito alle gare del girone A per la 34a giornata ha multato le seguenti società:
1.000 euro GOZZANO perché propri sostenitori, durante la gara, intonavano cori offensivi verso l'arbitro.
1.000 euro ENTELLA perché propri sostenitori, durante la gara, esponevano uno striscione di contenuto offensivo verso l'opposta tifoseria.
500 euro ALBISSOLA perché propri sostenitori, in campo avverso, durante la gara intonavano un coro incitante alla violenza contro l'opposta tifoseria .
Squalifica per una gara ai giocatori Damonte (Albissola), Rigione e Cinaglia (Novara), Vassallo (Siena), Biasci (Carrarese), Gatto (Pro Vercelli).

Fonte: FOL

 

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Il Chiasso Largo
 

Il difensore bianconero Marco Rossi è stato inserito nella top 11 del girone A da tuttoc.com con queste motivazioni:
“E' tosta la gara contro l'Olbia, che perde su un episodio e dà seri grattacapi alla formazione di Mignani, che brilla meno del solito. Ma su tutti spicca il centrale, che prende per mano la squadra e trascina soprattutto il reparto di sua competenza con esperienza e maestria. E' forse il migliore tra tutti". 

Fonte: FOL

 

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ESTRA
 

Vittoria della capolista Entella e per tutte le inseguitrici: Piacenza, Pisa, Pro Vercelli, Siena, Carrarese e Arezzo. La Pro Patria espugna il campo del Gozzano, colpo del Novara sull’ostico campo della Lucchese, tre punti a tavolino per il Pontedera. Nessun pareggio in questa giornata di campionato, con l’Entella, in attesa del recupero del 23 aprile contro il Piacenza, che mantiene quattro lunghezze di vantaggio proprio sugli emiliani e rifila un poker all’Albissola. Dodicesimo risultato utile consecutivo per il Pisa che piega in rimonta la Juventus U23, immediato riscatto del Siena che supera l’Olbia, tris dell’Arezzo nel posticipo del lunedì in casa dell’Alessandria. La Pro Vercelli espugna Cuneo nel derby piemontese, blitz per il Piacenza ad Arzachena e la Carrarese a Pistoia. Ancora quattro turni alla conclusione del campionato, con l’Entella sempre più lanciata verso la promozione in cadetteria, con il Piacenza che però non demorde. Sabato per il Pisa insidia Arzachena, per la Robur Siena trasferta contro l’Albissola, la Pro Patria riceve l’Entella, mentre il Piacenza ospita il Cuneo. (Damiano Naldi)

Fonte: FOL

 

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Panificio san Prospero
 
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17 reti:
Tavano (3, Carrarese)
12 reti:
Mota Carvalho (1, Entella)
11 reti:
Brunori (Arezzo), Cacia (5, Novara), Gliozzi (4, Siena), Morra (1, Pro Vercelli), Le Noci (1, Pro Patria).
10 reti:
Caccavallo (2, Carrarese), Luperini (4, Pistoiese), Martignago (4, Albissola)
9 reti:
Cutolo (3, Arezzo), Pesenti (2, Piacenza-Pisa), Ragatzu (4, Olbia).
8 reti:
De Luca (2, Alessandria), Rolando (Gozzano-Arezzo), Bunino (2, Juventus U23), Bortolussi (Lucchese), Eusepi (Novara), Ceter (Olbia), Ferrari (4, Piacenza), Gucci (Pro Patria).
7 reti:
Piscopo (Carrarese), Caturano (1, Entella), Ogunseye (Olbia), Marconi (1, Pisa).

Fonte: FOL

 

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Squadra PT G Totale
V N P GF GS
Entella 66 32 19 9 4 53 22
Piacenza 62 32 18 8 6 48 27
Pisa 59 33 16 11 6 39 27
Pro Vercelli 57 33 16 9 8 40 27
Siena 56 33 14 14 5 48 35
Carrarese 56 33 17 5 11 60 41
Arezzo 55 33 13 16 4 40 29
Pro Patria 50 33 14 8 11 38 33
Novara 46 33 10 16 7 40 29
Pontedera 43 33 10 13 10 32 36
Alessandria 36 33 6 18 9 27 37
Juventus B 35 33 10 5 18 34 43
Olbia 34 33 8 10 15 34 42
Gozzano 33 33 6 15 12 32 35
Pistoiese 33 33 9 6 18 35 42
Arzachena (-1) 30 33 10 1 22 22 50
Cuneo (-21) 24 33 11 12 10 27 30
Albissola 23 33 5 8 20 28 52
Lucchese (-18) 22 33 8 16 9 42 37

 

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Padroni di casa subito in vantaggio con Sbampato, ma gli amaranto con un grande primo tempo ribaltano il risultato con due super gol di Brunori e Serrotti. Ad inizio ripresa l'Arezzo chiude la partita ancora con Brunori. Solo al termine dei sei minuti di recupero i grigi accorciano le distanze con Akammadu.

Fonte: FOL

 

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Il Chiasso Largo
 

Venerdì 12 Aprile 7a serata di Robur Chef. In cucina Beatrice, Letizia, Serena, Sara, propongo il seguente menù:
Antipasto: Antipasto rustico
Primo: Pasta fatta in casa (al club) e fagioli
Secondo: Spezzatino
Contorno: Parmigiana
Dolce: Dolce a sorpresa

Per prenotarsi inviare un sms o watshapp al numero 3664053060 oppure una mail fedelissimi@sienaclubfedelissimi.it

Siena Club Fedelissimi

 

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Sartini Siena
 

E' attiva la prevendita per la partita Albissola-Siena, in programma sabato 13 aprile alle ore 14:30 allo stadio di Chiavari. Il circuito di vendita è Etes
A Siena è possibile acquistare i biglietti al prezzo di 10 euro più prevendita presso:
TABACCHERIA IL CHIASSO LARGO Via Rinaldini, 7/9, 0577 282162.
Vendita online su www.etes.it
I tifosi bianconeri potranno acquistare i tagliandi in prevendita fino alle ore 19 di venerdì 12 aprile, il giorno della partita potranno essere acquistati i biglietti in tutti i settori dello stadio escluso il settore ospiti.

Fonte: FOL

 

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Sa Giorgio a Lapi
 

Il Procuratore Federale, a seguito di segnalazione della CO.VI.SO.C., ha deferito al TFN, Cuneo e Lucchese  per mancato versamento di emolumenti, ritenute Irpef e contributi Inps dovuti ai propri tesserati e dipendenti entro il termine previsto del 18 marzo 2019. Deferita anche il Siracusa nel girone C.

Fonte: Fol

 

 

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Di seguito il punto delle squadre del territorio senese che militano in serie D ed Eccellenza.

SERIE D

PIANESE:  Gli amiatini espugnano per 1-0 l’insidioso campo del Gavorrano e allungano a cinque lunghezze di  vantaggio in vetta alla classifica sulle inseguitrici. Match winner il solito e instancabile Lorenzo Benedetti che di testa, su assist di Rinaldini, consegna i tre punti alle zebrette: per il bomber bianconero ventidue centri in campionato. Per le zebrette di mister Marco Masi si avvicina sempre di più il sogno della prima storica promozione in serie C, con quattro giornate ancora da disputare. Per la società del presidente Maurizio Sani l’ennesima affermazione di una stagione che definire straordinaria e incredibile è riduttivo: manca veramente pochissimo per l’approdo aritmetico dei bianconeri tra i professionisti.

SAN GIMIGNANO: Nuova sconfitta per 1-0 dei neroverdi in trasferta contro il Cannara. Decide l’incontro il sigillo nella prima frazione realizzato da Colombi, che condanna i valdelsani alla terza battuta d’arresto consecutiva. Per la compagine del tecnico Stefano Polidori però, resta ancora tutto aperto per evitare la retrocessione diretta in Eccellenza ed agganciare ancora il treno dei play out.

SINALUNGHESE: Ennesimo ko anche per i chianini che cadono per 4-1 in casa con il Prato. Per i lanieri a segno Moreo, Fofana, Kouassi e Tomi, inutile per i rossoblù l’acuto di Doka. Per la squadra di Roberto Fani una sola vittoria negli ultimi tredici turni, ma per la salvezza tramite gli spareggi resta tutto possibile: terz’ultimo posto in graduatoria, con un punto di vantaggio proprio sul San Gimignano.

ECCELLENZA

BADESSE: Affermazione per 3-2 dei monteriggionesi a scapito del Porta Romana. Per i senesi a segno Crocetti, Mannini e Bandini, mentre per i fiorentini Calosi e Vecchi. Ottavo risultato utile di fila per il team di Luca Corbucci, che a fine stagione lascerà la guida tecnica della squadra.

COLLIGIANA: Tre punti anche per i biancorossi vittoriosi per 3-2 sul Signa: doppietta di Biagi e sigillo di Pisaneschi, per i signesi gol di Ficarra e Rosi. Terza posizione in classifica per i valdelsani di Alessandro Deri, imbattuti da cinque giornate.

POGGIBONSI: Successo di misura per i leoni che superano per 1-0 il Foiano: decide la sfida la marcatura di De Vitis. Promosso il Grassina in serie D, per i giallorossi di Alessio Bifini secondo posto con la terza vittoria di fila.

Fonte: FOL

 

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La 34a giornata si concluderà questa sera con Alessandria-Arezzo. La partita sarà trasmessa alle ore 24.45 in diretta da Rai Sport.

Fonte: FOL


 

 

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La preparazione della squadra riprenderà oggi pomeriggio.

Questo il programma della settimana:
Lunedì: ore 15
Martedì: ore 10:15 e ore 15
Mercoledì: ore 15
Giovedì: ore 15 (porte chiuse)
Venerdì: ore 11 (porte chiuse)

Fonte: FOL

 

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