IN ATTESA DI NAPOLI-SIENA di Alarico Rossi

Qualcuno, non troppo tempo fa, disse che i giocatori possono vincere una partita, ma sono le squadre a vincere i trofei. Questo concetto potrebbe, per quello che si è visto fino ad ora, calzare a pennello con l’esempio del Napoli. Le squadre hanno bisogno di campioni e di gregari, di gente che sappia capire quando sia il momento di cedere i riflettori al compagno. Le prime punte del Napoli, eccezionali per nomi e livello tecnico, mancano però di quella che in altri sport i tecnici chiamano “chimica”.

Si possono dare tutti i giudizi del mondo a Roberto Donadoni, ma quello che più conta è che è un allenatore instancabile sul piano del lavoro. Per le poche partite viste fino ad ora, i partenopei non hanno mai dimostrato di avere un filo logico conduttore anche durante la stessa partita. Gli ultimi due incontri disputati in trasferta dagli azzurri hanno fatto notare tutte le lacune della squadra, soprattutto l’alternanza di livello di prestazione anche durante la stessa partita. A Genova in vantaggio di uomini e punteggio è rientrata nel secondo tempo una squadra senza una benché minima idea di cosa fare, dopo un primo tempo giocato alla pari contro il Genoa. A Milano i primi cinque minuti hanno visto due svarioni difensivi niente male, conditi dal terzo gol con marcature sulle palle inattive molto ballerine.

La varietà della rosa partenopea permette infinite soluzioni tattiche, che Donadoni costringe nel suo 3-5-2. Gli esterni di centrocampo sono il vero dubbio dell’allenatore: alla qualità di Maggio in quel ruolo, dalla parte destra, corrispondono le atipicità di Datolo (esterno più che altro offensivo) e Zuniga (a Siena ce lo ricordiamo: tanti cross e tiri solo di destro.) nella zona sinistra. Inutile affidarsi alle lune di Lavezzi e Quagliarella, quando si sta parlando della seconda peggior difesa del campionato. Con l’Udinese in casa, appena una settimana fa e nell’intramezzo tra le due trasferte sopra citate, si è vista una squadra confusionaria in fase offensiva e soprattutto ballerina per l’ennesima volta sulle palle inattive a sfavore e nella fase difensiva. Non caso il gol annullato a Di Natale è stato l’unico lampo della partita, peraltro la rete era anche valida.

All’apparenza, per una squadra ordinata e precisa come il Siena, affrontare il Napoli potrebbe sembrare, dopo aver visto i primi appuntamenti della stagione, quasi un gioco da ragazzi. E invece non sarà così. L’ambiente è caldo e i giocatori del Napoli hanno solo bisogno di un’iniezione di fiducia. Una giocata dei tantissimi giocatori di qualità della squadra partenopea (prendiamo ad esempio Hamsik: i suoi tempi di inserimento furono un caso da seguire per tutta la prima parte della scorsa stagione per la perfezione nell’esecuzione) potrebbe far infiammare lo stadio e mettere in difficoltà il Siena. I bianconeri però potranno contare sui diversi punti deboli del Napoli in fase difensiva, con meccanismi che ancora non si trovano. (Alarico Rossi)

Fonte:Fedelissimo Online