Dai cori dei tifosi alle canzoni di Paolo di Siena, dal video di Giovanni Pascolini che ha rievocato la giornata di Sansepolcro ai giocatori e ai tesserati che sono intervenuti a “Al Club con la Robur” (nei prossimi giorni usciranno sul Fol le interviste). Circa 180 persone hanno preso parte ieri alla cena dei Fedelissimi che ha reso omaggio alla promozione della Robur in Serie D. “Un numero importante, siamo contenti perché è stata una serata veramente bella – ha spiegato il presidente del Club, Lorenzo Mulinacci – la squadra ci ha fatto ritornare la passione, la voglia di ritornare allo stadio, di tifare, di stare insieme. Un ringraziamento ai giocatori e anche alla società, che ha rispettato i patti. Tutto quello prospettato finora è stato realizzato, con umiltà e senza tanto apparire. Siamo già orientati al prossimo campionato, stamani (ieri mattina, ndr) abbiamo avuto incontro col Comune e il sindaco ci ha garantito che il prossimo anno si giocherà allo stadio”.
“È una serata meravigliosa che porterò nel cuore fino alla fine della mia vita – ha detto l’allenatore, Lamberto Magrini – abbiamo vissuto un’annata bellissima piena di emozioni, spero che continueremo a lavorare insieme per riportare il Siena tra i professionisti”. “Il mister è particolare, va lasciato stare fino alla fine del campionato e poi parleremo, ma l’intenzione è di ripartire da lui”, sottolinea il dg Simone Farina, che annuncia la prosecuzione del rapporto col direttore sportivo Simone Guerri. “Un onore continuare quest’avventura – le parole di Guerri – sono venuto qui al buio, siamo nati nella difficoltà e questa cosa ci ha stretto, abbiamo portato avanti dei valori morali che voi tifosi ci avete trasmesso. A Siena ho una ferita aperta (la finale di Pescara, ndr), mi impegnerò per riportare questi colori più in alto possibile. Godiamoci il presente e cerchiamo di costruirci un bel futuro tutti insieme”.
“Mi sento a casa, in famiglia – aggiunge uno dei leader della squadra, Giuseppe Agostinone – ma è solo l’inizio, e speriamo che il seguito sia ancora più bello e affascinante”. “Io capitano anche il prossimo anno? Boh, non saprei. Spero di sì, ho un altro anno di contratto”, interviene Tommaso Bianchi, mentre parte subito il coro “un capitano, c’è solo un capitano”. “Per tutti noi dev’essere un nuovo inizio. Abbiamo fatto solo il primo passo e il lavoro non è assolutamente finito”. (Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
