IMPOSSIBILE ENTRARE ALLO STADIO PER I RITARDATARI

Riceviamo e pubblichiamo:

Mercoledi 31, Siena-Catania, arrivo trafelato dopo un viaggio di 4 ore e mezzo da Bologna, dove abito, all’entrata di S. Domenico con il mio abbonamento di gradinata. Il secondo tempo è già cominciato, è tutto chiuso, chiamo lo steward che mi dice che non posso entrare perchè i tornelli sono già chiusi, protesto sostenendo il mio diritto di ingresso, lui mi risponde dicendo che nemmeno lui può vedere la partita perchè deve stare lì al cancello (già, ma lui è pagato per quello), mi dice che posso entrare solo dall’ingresso 7, quello del barrino. Parto di corsa, arrivo trafelatissimo al varco 7, anche lì il tornello non funziona, però mi fanno entrare. Uno steward con l’aria da capo (telefono all’orecchio), dopo aver controllato i documenti, mi accompagna, senza fretta, verso la mia gradinata e avverte lo steward di guardia al cancello tra la curva Robur e la gradinata che devo passare dalla sua entrata. Quest’ultimo apre di malavoglia dicendo che quello che sta facendo non sarebbe regolare. A questo punto m’inc… di brutto e comincio a inveire contro l’organizzazione, che mi ha già fatto perdere venti minuti del secondo tempo. Allora lui con fare da questurino mi richiede i documenti, tanto per far capire chi comanda.

Morale della favola: un abbonato (o anche un possessore di biglietto normale) non può entrare dall’accesso cui ha diritto nel secondo tempo della partita (ma come fa a sapere che si entra solo dal barrino?). Gli steward, anzichè aiutare, si comportano da questurini perchè si sentono investiti da un potere di controllo e non hanno un minimo di elasticità nè di educazione (io, 65 anni, non ho certo l’aspetto del bombarolo…). Bastava che lo steward di S. Domenico telefonasse al suo capo e gli chiedesse l’autorizzazione, invece di farmi fare di corsa tutto il giro dello stadio. Andare alla partita ormai è come entrare in un carcere (almeno a Siena; dalle altre parti, tipo Roma o Napoli, avviene la stessa cosa?).

Luigi Angiolini, socio Fedelissimi n. 337