Immobilismo pericoloso

 

Non tende a placarsi l’offensiva mediatica contro il Siena a cui molti organi di informazione (?) hanno cucito addosso lo scomodo vestito di “mostro da sbattere in prima pagina”.

Nonostante siano tirate in ballo società e nomi più importanti la parte della vittima predestinata pare sia stata assegnata alla Robur e al Chievo, le due realtà più piccole della massima serie. Casualità? Ci vuole parecchia fantasia a crederlo.

Dire che la misura è ormai colma è un puro esercizio di pazienza ed è improcrastinabile un intervento deciso della società e delle istituzioni cittadine, perché ad essere infangata non è solo la Robur ma anche l’intera città.

Gli strumenti ci sono, basta volerli e saperli usare, ma se su quest’ultimo punto non abbiamo dubbi, sul primo i fatti ci dicono che è stata scelta un’altra strada che, a oggi, non sembra aver dato i frutti sperati.

Ma quali sono le armi che la società, nello specifico Massimo Mezzaroma, può utilizzare per fermare o quanto meno rallentare questo gioco al massacro?

Ne abbiamo parlato con Massimo Carignani, avvocato senese che esercita a Terni e che in passato ha spesso difeso, con successo, gli interessi della Robur.

 

“E’ ovvio che la società non può querelare Gervasoni per le dichiarazioni rilasciate alla Procura di Cremona. Il giocatore, al pm che l'ha interrogato, Roberto Di Martino, ha riferito di aver appreso da Amir Gegic (uno degli "zingari") che "un amico del Kazakistan gli riferì che per far vincere la squadra toscana il presidente del Siena avrebbe pagato due avversari. Non siamo quindi davanti ad un’ affermazione del giocatore ma di quest’ultimo che riferisce alcune circostanze. In questo caso, però, si potrebbe presentare una querela contro ignoti e, nei confronti dello stesso e di chi divulga certe notizia, una diffida stragiudiziale, ovvero una comunicazione con cui si intima di astenersi dal fare qualcosa, avvertendo delle conseguenze giudiziarie a cui si può andare incontro in caso di non ottemperanza.  Parlo da avvocato, ma non dimentico di essere un grande tifoso della Robur e credo che qualcosa debba essere fatto perché se è vero che i processi si fanno nelle aule dei tribunali è altrettanto vero che con troppa facilità e basandosi solo su supposizioni  si sta tirando fango sulla società, sulla città e sui tifosi. “ (nn)

Fonte: Fedelissimo Online