Illusione, delusione e rabbia: in tre parole la Robur di quest’anno, nessuno si fa un esame di coscienza?

Non era facile compattare un’intera tifoseria, l’ennesima sconfitta del Siena ci è riuscita. Curva, settorino e tribuna hanno fatto sentire il loro dissenso contestando tutti, squadra, allenatori e società. Di ragioni ce ne sono in abbondanza visto che questa stagione sta prendendo la strada di quella passata, è cambiata la categoria, sono cambiati in parte gli interpreti, anche gli avversari, ma non i risultati sconcertanti e con essi le epocali figure da cioccolatai che, ancora una volta, ci espongono ai frizzi e ai lazzi di tutti. Giocare contro il Siena è diventata una pacchia per tutti gli avversari, per il Siena un martirio che sembra non finire mai. E la gente si incazza, giustamente, perché tutti i tifosi del mondo vorrebbero identificarsi nella loro squadra e nella società e non vergognarsene come sta succedendo da qualche domenica. Un film già visto, purtroppo, un remake della scorsa stagione che nessuno avrebbe voluto rivedere, ma i fatti sono sotto gli occhi di tutti, fare finta di niente vorrebbe dire tradire un amore e una passione, ruolo che hanno assunto altri e che ne dovrebbero assumere le responsabilità.  Ripensando alle dichiarazioni di questa estate, ai proclami di vittoria e alle illusioni create da un inizio promettente, quello che sta succedendo oggi è allucinante, ma in parte atteso, perché quando si cura più l’immagine che non la sostanza, tutto può succedere. E sta puntualmente succedendo. Come uscirne fuori? Difficile se non impossibile da dire, di certo questo non è un compito che spetta ai tifosi che, raschia raschia, hanno esaurito tutta la pazienza in dotazione. Abbandonati i panni della principessa, indossati quelli della Cenerentola, cerchiamo di fermarci, perché una Robur derelitta non la vogliamo vedere. (NN)

Fonte: FOL