Il XIII premio Paolo De Luca a Natili e Lanni. Il portiere: “Vissuto momenti difficili, bravi a superarli tutti insieme”

Ieri sera, come da tradizione nelle sale del ristorante ‘Da Michele’, si è tenuta la consegna del premio Paolo De Luca, organizzata dal Siena Club Enrico Chiesa e da Il Bianconero, giunto alla sua tredicesima edizione. La serata, che ha visto la presenza di un manipolo di tifosi, della stampa e di una rappresentanza della società bianconera, è stata innanzitutto l’occasione per commemorare il compianto Eugenio Conte, uno dei fondatori storici del club EC.

A fare gli onori di casa Lorenzo Rosso e Riccardo Benucci, che nel corso della cena hanno consegnato la prestigiosa statuetta ai premiati di questo anno. A ricevere il riconoscimento per la categoria tifosi è stato Nicola Natili, direttore del Fedelissimo. Lo storico bianconero, che negli anni ha ricostruito minuziosamente la ultracentenaria storia della Robur, è stato anche interpellato sulla possibilità di realizzazione di un museo: “Già negli anni ’70 avevo cominciato a chiedere se ci fosse modo di farlo sorgere. Intanto ho deciso con i Fedelissimi di creare un museo online, che a breve partirà. Se poi qualcuno trova uno spazio adibito ben venga, nello stesso tempo però – precisa Natili – non vorrei che i ricordi della società andassero a marcire in un sottoscala qualsiasi. Devo prima avere certe garanzie”.

La seconda statuetta è stata assegnata ad Ivan Lanni, in qualità di miglior giocatore dell’annata. “Ricevere un premio dà un valore in più al campionato che si è fatto, è molto gratificante. Ci aspettavamo un risultato diverso – sottolinea il portiere bianconero – ma per come è andata la stagione ci prendiamo la salvezza. La consapevolezza di poterci salvare c’è sempre stata, anche se abbiamo vissuto dei momenti un po’ pesanti. Ma li abbiamo superati tutti insieme. Il più difficile? Dopo Gubbio, una sconfitta che non ci aspettavamo. Avevamo sbagliato tutto, ma guardandoci in faccia dentro lo spogliatoio ci siamo ricompattati. Padalino è stato molto bravo a capire un po’ di cose, a lavorare più sull’aspetto mentale. Ci ha dato una grossa mano. Il mio futuro? Ho ancora un anno di contratto”.

L’altro calciatore bianconero ad essere insignito durante la serata è stato capitan Stefano Guberti, che ha ricevuto un premio alla carriera: “A gennaio dell’anno scorso, nonostante avessi spostato la famiglia in Sardegna, non ho esitato a tornare a Siena e penso di aver fatto la scelta giusta per tanti motivi. Sono contento che sia finita così. Il momento più bello in bianconero? Forse il primo gol (contro l’Arzachena, ndr). Quell’anno è stato davvero intenso, anche se poi la finale è andata come tutti sappiamo”. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol