IL TEMPO STRINGE

 

Il tempo sta per cadere e il Siena è sempre più giù. Poteva essere una giornata importante, con i tre punti potevamo riavvicinarci al carro salvezza, dato che le avversarie dirette hanno tutte perso, ma così non è stato. Il misero punticino raggranellato serve a poco, la salvezza dista ancora bene sei punti e le giornate da giocare sono solo sette.

Per l’ennesima volta il bicchiere può essere visto mezzo vuoto o mezzo pieno. Per gli ottimisti il pareggio odierno significa smuovere la classifica, fermare una squadra nettamente migliore del Siena, insomma un risultato che ci può stare nell’arco di un campionato. I più pessimisti (o realisti…) vedono il pareggio odierno come l’ennesima occasione persa tra le mura amiche, per di più con una squadra che ha subito moltissimi reti (la seconda peggior difesa, dopo quella senese), soprattutto lontano da Marassi, un passo falso decisivo in vista del rush finale.

La verità è che il Siena del girone di ritorno si sta comportando da squadra “normale” avendo ottenuto ben 14 punti in 12 partite, contro i soli 12 dell’intero girone d’andata. Il problema, purtroppo, al di là degli errori di questo o quel giocatore sotto porta, di qualche formazione più o meno sbagliata, risale proprio a monte, cioè alla scorsa disgraziata estate quando fu allestita una squadra, alla resa dei conti, inadatta alla serie A e affidata d un mister (Giampaolo) che non ci credeva. Diciamo questo non per piangere sul latte versato, ma per valutare degnamente il lavoro che Malesani e i suoi ragazzi stanno portando avanti. Il coraggio del mister veronese ha portato il Siena a ridosso della zona salvezza con un recupero incredibile, ma ogni passo falso (adesso) vale doppio e così ecco che una sconfitta a Roma con la Lazio e un pareggio casalingo con il Genoa, risultati normali in un torneo, risultano determinanti per la corsa salvezza.

Non c’è altro da dire. I se e i ma gli abbiamo esauriti da tempo. Andiamo avanti ancora alla giornata, sapendo di poter contare, questo non si può negare, su una rosa che dal primo all’ultimo minuto cerca di dare il massimo. Per il resto, sarà quel che sarà… Antonio Gigli