Il Siena rinvia la festA

Un quarto d’ora di serie A: tanto è durata l’illusione del Siena che, vincendo a Novara, avrebbe potuto festeggiare la promozione. Invece la squadra di Tesser, in chiara ascesa dopo un periodo di appannamento, ha rimesso in piedi la partita e costretto gli uomini di Conte a rinviare i brindisi.

IL CLIMA — E’ stato un vero mezzogiorno (e mezzo) di fuoco, una bella partita tra due squadre che nello scontro diretto hanno ribadito le loro qualità. Vigilia tesa (nella notte il pullman del Siena è stato bersagliato da uova), clima elettrico sugli spalti, correttezza e pioggia di occasioni sul sintetico. L’esperienza, l’organizzazione e la classe del Siena hanno cozzato contro un Novara vivo, generoso, tonico, risvegliato nell’orgoglio da un rigore generosissimo che ha portato tutta la tribuna centrale (parliamo di un paio di migliaia di spettatori) voltarsi verso i fratelli Mezzaroma e tutta la dirigenza senese per applaudire ironicamente e scagliare offese pesantissime. IL VANTAGGIO — Il miglior Novara s’è visto quando perdeva, prima era stato il Siena a piacere di più ma, paradossalmente, ad andare sotto (31’): bella azione avviata da Motta, palla a Morganella a destra, cross basso respinto così così da Coppola e comodo piatto di Gonzalez. Il Novara s’era visto solo con una girata di testa di Bertani, mentre il Siena aveva fatto paura più volte: un tiro di Reginaldo alto di poco, due parate di Ujkani in angolo su Calaiò e Bolzoni, un colpo di testa del capitano di poco a lato, un’altra parata (doppia) di Ujkani su Caputo, seguita da quella sul colpo di testa di Rossettini dopo il corner; e ancora, a raffica: un clamoroso errore di Caputo di testa, la traversa di Troianiello in diagonale (dopo errato disimpegno di Lisuzzo) e un altro tiro a lato di Cal Immediato, nella ripresa, il pareggio. Al 3’ Rigoni ha perso palla con Marrone, che ha servito Calaiò, bravo a puntare la porta, arrivare al limite e infilare con classe. Il Novara a quel punto s’è spaventato e il Siena ha insistito, rovesciando la situazione dopo un’altra palla persa dal Novara (stavolta con Pinardi): è ripartito Reginaldo, palla a Calaiò che di piatto dal limite ha calciato in porta, Lisuzzo si è girato ed è stato colpito sul braccio sulla linea dell’area; l’arbitro Doveri di Roma fischia il rigore, contestatissimo, e altro gol di Calaiò, sicuramente il migliore in campo, al centesimo da professionista. E a quel punto il Siena era in serie A. LA RISPOSTA— Un Novara furente, determinato e incisivo s’è messo a martellare la porta di Coppola, che dopo qualche parata (una clamorosa al 25’) e dopo un paio di rigori invocati su Bertani, è capitolato al 29’. Calcio d’angolo di Gonzalez, colpo di testa dell’altro capitano Ludi e palla nel sacco: 2-2, sconfitta evitata, imbattibilità interna salvata, terzo posto del Varese riavvicinato (i lombardi sono avanti in virtù dello scontro diretto) e promozione negata al Siena. Che adesso dovrà fare almeno un pareggio sabato per brindare (oppure, perdendo, sperare che Varese e Novara non vincano): in tribuna anche Petrachi e Lerda del Torino, sabato di scena sul campo della capolista, hanno cominciato a fare i loro calcoli.(Nicola Binda) Fonte: La Gazzetta dello sport